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Category: Palestina

Gaza e l’elite occidentale sionista. Antonello Boassa

Sarebbe ingenuo pensare che i crimini dell’esercito israeliano contro i Palestinesi sulla striscia di Gaza siano dovuti solo alla follia omicida dell’attuale dirigenza sionista. Una tale arroganza, in totale disprezzo della dignità e della vita di tutto un popolo, è resa possibile dall’approvazione e dal sostegno dell’elite sionista occidentale in Europa e negli Stati Uniti. Le proteste da parte dei vari organi internazionali sono di prammatica, per “correttezza” istituzionale, ma non traspare in nessun atto una reale volontà di condanna e di intervento “umanitario”. Lo stesso Consiglio di Sicurezza bloccato...

Meglio salvare l’agnello e sacrificare il palestinese. Pierluigi Fagan

Guardando ieri i filmati degli scontri a Gaza, c’era un drone nero che buttava bombette di gas lacrimogeni o urticanti dall’alto ed un palestinese con la fionda che roteava a cerchi sempre più ampi per dar forza alla pietra con la quale voleva buttarlo giù. Mi veniva allora in mente di scrivere qualcosa di ironico su Davide e Golia reloaded ma a pari inverse, magari abusando della citazione di contesto del venerdì santo. Poi però ho sentito lo speaker del TG Sky riportare una dichiarazione ufficiale dell’esercito israeliano che lamentava...

Il massacro firmato IDF (Forze di Difesa Israeliane). Gideon Levy

Il conto dei morti è scorso selvaggiamente. Uno ogni 30 minuti. Ancora. Un altro. Ancora uno. Israele era occupata a prepararsi per la notte del Seder. Le tv hanno continuato a trasmettere le loro assurdità. Non è difficile immaginare cosa sarebbe successo se un colono fosse stato accoltellato – trasmissioni sul posto, speciali immediati. A Gaza però sono state le Forze di Difesa Israeliane a massacrare senza pietà, ad un ritmo mostruoso, mentre Israele celebrava la Pasqua ebraica. L’unica eventuale preoccupazione era che i soldati non potevano celebrare il Seder...

Scontri a Gaza: i criminali genocidi e i quaquaraquà dell’Europa. Elena Dorian

Si conclude con 15 palestinesi morti, tra cui anche alcuni adolescenti, e oltre milleduecento feriti, molti dei quali rimarranno in carrozzina, il primo giorno di manifestazioni organizzate dai palestinesi sul confine tra Israele e il ghetto di Gaza. Tutti armati di pietre e fionde. Tutti uccisi come animali dai cecchini israeliani, appostati oltre il confine, armati di fucili ad alta precisione. Gli europei non vedono, non sentono, non parlano. Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di portare gli israeliani davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aia? No, gli israeliani possono...

cecchini israeliani, assassini di stato

GAZA: Israele apre la stagione di caccia sugli inermi. Maurizio Blondet

Cento cecchini con proiettili veri: Israele li ha sistemati sul confine con la striscia di Gaza, in vista di possibili manifestazioni in occasione del 30 marzo 1976 dove si commemorano gli arabi che hanno perso la  terra, confiscata dallo stato ebraico, e la vita. Per sei settimane  è previsto un accampamento di tende per reclamare  simbolicamente il diritto a tornare nelle loro terre  rubate da Israele. “Vogliamo spaventare gli israeliani con le immagini di una grande folla che si riunisce pacificamente e si siede vicino alla frontiera”,  aveva dichiarato Ahmed...

Ibrahim Abou Thuraya, simbolo della resistenza palestinese, ucciso da un cecchino

Gli israeliani sparano anche agli invalidi. Per uccidere. Maurizio Blondet

Questa è una notizia riportata da molti media internazionali, ma non dai giornali, telegiornali e radio del “nostro regime”, chissà perché. Guardate i video e le foto, ma soprattutto guardate l’ultimo video. Diteci se tra il più brutale dei regimi razzisti ed Israele vi è qualche differenza. Diteci se questi soldati sono diversi dai peggiori criminali di guerra che gli stessi israeliani ci chiedono continuamente di ricordare. La storia raccontata si riferisce ad un giovane palestinese, invalido e in carrozzina, ucciso da un cecchino israeliano. Perché? Semplicemente perché allo stato...

Distopia sulla striscia di Gaza. Gideon Levy

Solo a un’ora di distanza sta succedendo una catastrofe umana, un disastro umanitario, un orrore di cui Israele porta il peso della colpa — ma ci si occupa delle accuse di violenza sessuale al giornalista televisivo Alex Gilady. L’intervista di Ayelett Shani allo psicologo israeliano Mohammed Mansour è uno dei documenti più scioccanti, terrificanti e sconvolgenti pubblicati negli ultimi tempi. Se Israele fosse una società morale e non una società nazionalista, con un cervello lavato, le sue fondamenta tremerebbero. L’argomento, la tempesta del giorno avrebbe dovuto essere che ” C’è una catastrofe umana in...

Così si vive a Gaza

Gaza continua a morire. Mafalda Insigne

Si muore una sola volta nella vita. Ma non a Gaza. Gaza muore, continuamente. Sono passati tre anni dall’ultima ferita, l’ennesima, sferrata da Israele al cuore della Striscia. Da quel luglio del 2014 la situazione umanitaria è precipitata ulteriormente, e Gaza è condannata, dichiarata dall’Onu invivibile entro il 2020. Gaza è ormai una prigione a cielo aperto, totalmente isolata dal mondo, dove gli abitanti, qualora potessero, non saprebbero neppure dove scappare. Una terra dove i bambini crescono a latte e sangue, i giovani camminano a braccetto con l’incertezza del futuro,...

Bambini palestinesi

I soldati israeliani non sviluppano sensi di colpa, ansia o depressione quando uccidono i bambini palestinesi. Elena Dorian

Ci soffermiamo su quanto affermato dal giornalista e scrittore inglese Jonathan Cook in un post apparso sul suo sito internet. http://www.jonathan-cook.net/2017-07-11/israels-ever-more-sadistic-reprisals-against-palestinians-help-bolster-its-victim-image/ Un sondaggio statunitense ha rivelato che i piloti responsabili della guida remota dei droni, molto presto sviluppano sintomi da stress post-traumatico per aver inflitto così tanta morte e distruzione. L’esercito israeliano ha poi ripetuto lo studio sui piloti che avevano guidato dei droni su Gaza durante l’attacco del 2014 – atto estremo di punizione collettiva, durante il quale circa 500 bambini palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti durati quasi...

I crimini di Israele: Saba Abu Ubeid, 23 anni, morto per una pallottola al cuore di un cecchino israeliano

Una pallottola al cuore, sparata da un cecchino israeliano. È finita così, ieri, la breve vita di Saba Abu Ubeid, 23 anni, residente del distretto di Salfit. Saba stava manifestando nel villaggio di Nabi Saleh, Ramallah, in sostegno dei circa 1600 prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame, ormai d 26 giorni, nelle carceri israeliane. Trasportato all’ospedale governativo di Salfit, è morto poco dopo l’arrivo. Un portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che “decine di palestinesi stavano lanciando sassi a Nabi Saleh”. In risposta alla “minaccia immediata” e per “preservare la...

vittorio arrigoni

In memoria di Vittorio Arrigoni. Restiamo umani

Vik Utopia ci ha lasciato sei anni fa. Ma abbiamo ancora bisogno di raccoglimento e di riflessione, di proseguire quel lungo, interminabile minuto di silenzio, rotto, o interrotto, da parole di verità, di condivisione e di commozione, iniziato il 15 aprile 2011. Ibrahim Nasrallah, tra i più noti poeti palestinesi, è uno dei primi ad aver sentito questa esigenza. Ha scritto per Vittorio, Hanno ucciso tutti, una poesia scandita tre volte dalle parole Per te sia buono il mattino. Vittorio aveva compiuto un atto autentico di “eresia”, separandosi da questo...

Lettera aperta di Marwan Barghouthi, esponente della resistenza palestinese condannato all'ergastolo da scontare nelle prigioni di Israele

Barghouthi: “Perché siamo in sciopero della fame nelle prigioni di Israele”

La lettera in cui il popolare dirigente Fatah, condannato a cinque ergastoli e detenuto in Israele, spiega le ragioni dello sciopero della fame al quale da domenica partecipa insieme a circa 1.200 prigionieri palestinesi pubblicata dal New York Times il 16 aprile di Marwan Barghouthi  Prigione di Hadarim (Israele), 16 aprile 2017, Nena News – Avendo speso gli ultimi 15 anni della mia vita in un carcere israeliano, sono stato al tempo stesso un testimone e una vittima del sistema illegale di Israele di arresti arbitrari di massa e maltrattamenti...

Ministro israeliano: droni e robot contro i palestinesi

Ministro israeliano: useremo “robot killer” per eliminare i Palestinesi

Durante il weekend i media hanno riportato che il ministro israeliano senza portafoglio, Ayoub Kara, ha rivelato che l’esercito israeliano è pronto ad usare dei robot per eliminare “i leader del terrore” di Hamas ed Hezbollah. Kara ha fatto questa affermazione durante un evento culturale tenuto a Beer Sheva. “Dopo quanto è successo in Libano e a Gaza – ha detto all’assemblea – non voglio che i soldati delle forze di difesa israeliane vi entrino mai più”. Kara ha puntualizzato che nessuno avrebbe mai immaginato lo sviluppo e l’utilizzo a...

Hebron, una tappa del genocidio del popolo palestinese

La vergogna dell’occupazione di Al Khalil (Hebron) e il coraggio di definire democratico un paese come Israele

Nella città di  Al-Khalīl, Hebron in ebraico, meno di 1000 coloni ebrei tengono in scacco più di 160.000 Palestinesi. Accade l’incredibile se a gestire la situazione sono dei soldati cui è dato il compito di “bruciare la coscienza dei Palestinesi” e sono, a loro volta, sotto scacco dei coloni. Non li ha mandati laggiù il governo di Israele. Ci sono arrivati per il Convegno (v.nota in calce) indetto dal rabbino Moshe Levinger, si sono installati in un albergo e non sono più andati via. Altri sono arrivati occupando via via gran...

Marco_Maisano_iene

Le Iene a Hebron: tutto è terribilmente falso, eppure sembra vero! Patrizia Cecconi

C’è una realtà tra le tante, in Palestina, che può a buon titolo essere definita il quadro esemplare e inequivocabile dell’illegalità israeliana, dell’apartheid verso i palestinesi – per di più in casa loro – della prepotenza, dell’arroganza e della violenza quotidiana esercitata su 200.000 cittadini autoctoni da parte di 700 coloni protetti e sostenuti da circa 2.000 militari ben armati. Questo posto si chiama Al Khalil, meglio conosciuto in occidente col nome di Hebron. Chiunque ne conosca la storia – ma purtroppo sono pochi – e chiunque conoscendone la storia...

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