GAZA: Israele apre la stagione di caccia sugli inermi. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

GAZA: Israele apre la stagione di caccia sugli inermi. Maurizio Blondet

Cento cecchini con proiettili veri: Israele li ha sistemati sul confine con la striscia di Gaza, in vista di possibili manifestazioni in occasione del 30 marzo 1976 dove si commemorano gli arabi che hanno perso la  terra, confiscata dallo stato ebraico, e la vita. Per sei settimane  è previsto un accampamento di tende per reclamare  simbolicamente il diritto a tornare nelle loro terre  rubate da Israele. “Vogliamo spaventare gli israeliani con le immagini di una grande folla che si riunisce pacificamente e si siede vicino alla frontiera”,  aveva dichiarato Ahmed Abu Retaima, portavoce di Hamas.

Per il glorioso Tsahal è come l’apertura  della stagione della caccia. Il Jerusalem Post del 30 marzo riporta che un coltivatore di Gaza è stato ucciso, e un altro gravemente ferito, non dai cecchini ma da un carro armato presso Kahn Younis.  “Nella notte due sospetti si  sono avvicinati allo sbarramento di sicurezza e han cominciato a comportarsi in modo sospetto, quindi il cingolato ha sparato contro di loro”, ha confermato  il portavoce militare. Cannonate contro due sospetti.

Il 25  marzo, grande  anteprima giudaica contro un primo pacifico assemblamento di folla: un drone  militare ha sorvolato  la folla che si stava radunando spargendo sopra di essa grandi quantità di gas lacrimogeni. La tv libanese Al-Mayadin ha mostrato un breve video della scena:  gente senza difesa che si di disperde incespicando e torcendosi  sotto l’attacco.

Grande, glorioso esercito ebraico. Del resto il giorno prima, 24, caccia israeliani  F-16 hanno colpito un non  meglio precisato “bersaglio di Hamas” a Rafaa, ossia in pieno abitato, in risposta a una terribile aggressione così descritta dallo stesso esercito di Sion: “Il reticolato di sicurezza presso  il kibbutz Kissufim era stato danneggiato e quattro palestinesi che portavano bottiglie piene di materiale infiammabile hanno attraversato illegalmente il confine, cercando di appiccare il fuoco ad una pala meccanica”.  Anche di questa intrusione c’è un breve filmato: i quattro palestinesi,  sono rientrati precipitosamente  a Gaza sotto il fuoco concentrato  dei soldati israeliani.

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Con l’occasione si è saputo che Tsahal  sparge dall’alto grandi quantità di pesticidi che rovinano le colture (per lo più agrumeti)   in quella che i  giudei chiamano la “zona tampone” – ovviamente tutta in territorio di Gaza, con la scusa mantenere “aperto il campo visivo” ai guerrieri sorveglianti  di là dal Muro.

Naturalmente spargono i pesticidi con una doviziosa abbondanza – gli ebrei sono generosi –  ben oltre la striscia di 300 metri che loro han dichiarato zona-tampone,  un nastro di suolo che copre il 35%  dei terreni agricoli  rimasti agli assediati di Gaza.

Questa abbondanza di pesticidi ed altri defolianti   e tossici ha ridotto   la parte dell’agricoltura nella (misera) economia d Gaza dal 12 per cento del PIL nel 1994, al  3,3% nel 2015; riducendo anche le possibilità di lavoro nella Striscia, dove la disoccupazione supera la metà della popolazione, e l’agricoltura rappresenta l’8,7 per cento  dell’occupazione  locale.  Incredibilmente, questo problema è stato segnalato dal consolato francese a Gerusalemme.


Gaza  è un lager reso innovativo dalla geniale creatività ebraica: se nei lager nazisti e nel GuLag sovietico era l’amministrazione carceraria che forniva a sue spese i pasti, sia pur ovviamente da fame, nel lager ebraico di Gaza sono gli internati detenuti che devono sforzarsi di produrre il loro cibo, a loro spese, sotto gli occasionali bombardamenti e le regolari vaporizzazioni di pesticidi dei sorveglianti.

Frattanto l’aviazione israeliana ha proclamato che  due  suoi F-35  invisibili, ribattezzati Adir (il Grande) e probabilmente modificati dall’elettronica israeliana, hanno sorvolato l’Iran senza essere scoperti, dopo  aver percorso lo spazio aereo siriano ed iracheno.  E’ una chiara minaccia ed una preparazione alla  guerra finale contro l’Iran tanto desiderato dallo Stato ebraico, e che ora diventa più vicino con la nomina di John Bolton alla Sicurezza Nazionale.

“Sono felice ed eccitato di annunciare che il Congresso USA  ha approvato uno  stanziamento record per il programma missilistico di Israele: 705 milioni di $ per  il 2018!”, ha annunciato lunedì 26  il ministro della Difesa Avigdor Liberman. Infatti  i parlamentari hanno aggiunto 148 milioni di dollari al programma, che già gli USA stanno  pagando, che vuole costruire un “ombrello difensivo” di missili Iron Dome ed Arrow 3.  In modo che Israele possa fare guerra a medie potenze e parare i loro colpi di ritorsione.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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