Per prepararsi alla grande "Fake News" del 2019. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Per prepararsi alla grande “Fake News” del 2019. Maurizio Blondet

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Poiché ad anno appena iniziato già  i media tv hanno cominciato a spargere il terrorismo climatico; a dichiarare l’urgenza  assoluta di ridurlo, visto che – dicono – è causato dall’uomo; che alzerà il livello dei mari di 60 metri; e che per ridurlo bisogna tagliare la produzione di anidride carbonica, il gas colpevole dell’effetto-serra. E poiché questa è la politica obbligatoria con cui la UE conta di rafforzare il suo potere – che sente pericolante – sugli europei, aggravando i controlli e le spese obbligatorie per la riduzione del CO2; e l’urgenza verrà posta come verità da non discutere se non si vuol essere nemici del Bene.

This shouldn’t be a debate. 

Non ci dev’essere dibattito, ma azione immediata” ordinò Obama.

Poiché anche questa direttiva (come quella delle 12 vaccinazioni ai neonati) sembra essere stata  ordinata dalla gestione Obama; e poiché può preludere alla disastrosa irrorazione nell’alta atmosfera di immense quantità  composti chimici solforosi per “schermare la luce solare” come da delirio di Paul Crutzen, Nobel per  la chimica nel 2006, perché a suo dire “Se non ridurremo drasticamente le emissioni di gas serra e le temperature continueranno a salire, allora l’ingegneria climatica sarà l’unica opzione possibile per ridurre rapidamente l’aumento di temperatura e contrastare altri effetti sul clima” (Albedo Enhancement by Stratospheric Sulfur Injections), ecco qui una tabella per aiutare:

Qui si vede che, negli ultimi 40 anni, gli aumenti di temperatura indicati (linea rossa)  dai “modelli  climatici” – ossia le proiezioni sul riscaldamento basato su modelli teorici in base all’accumulo dell’effetto-serra – sono smentiti dai dati “osservatiossia constatati realmente e misurati puntualmente da palloni e satelliti meteorologici.

Il motivo, secondo Roy Spencer e John Christy, i due climatologi (Università di Huntsville, Alabama) che hanno constatato la discrepanza – è che la Terra disperde nello spazio esterno molto più calore di quanto sia creduto dai modelli basati sull’effetto-serra. L’effetto-serra da CO2 è minore di quello creduto – ed usato ampiamente per spargere il terrorismo climatico e l’urgenza di “fare qualcosa per diminuire il CO2”.

Ciò significa che anche se raddoppiasse il CO2 nell’atmosfera, esso farebbe aumentare la temperatura terrestre non di 3,2 gradi, ma di 1,6. E ciò, assumendo per certo che tutto l’aumento di gas-serra sia dovuto all’attività umana, il che è ben lungi dall’essere verificato.

“Il riscaldamento globale sembra esser già iniziato  nei secoli passati”, spiega Roy Spencer, dopo la Piccola Glaciazione (durata dal 1300 al 1800), prima che potesse essere ritenuto colpevole il consumo umano di energetici fossili  su grande scala. D’altra parte, ci sono state epoche preistoriche in cui la concentrazione di anidride carbonica o CO2 è stata cinque volte l’attuale. E l’effetto è quello di stimolare la crescita dei vegetali, il “rinverdire” del pianeta e di conseguenza, una maggiore quantità di nutrienti per gli animali.

IL CO2 è indispensabile ai vegetali

Perché,  dice il professor Christy, “è sbagliato trattare il CO2 come se fosse un gas velenoso. Se fosse un gas tossico, anch’io sarei contrario. La realtà è che le piante  lo adorano…”.

Roy Spencer si domanda se davvero è eticamente possibile “ridurre le emissioni di CO2 quando l’umanità ha ancora bisogno di combustibili fossili per ridurre la povertà e creare prosperità. Non ho nulla contro le fonti energetiche alternative di per sé , purché siano pratiche e competitive in termini di costi. Finché Cina e India continueranno a ridurre la povertà con l’uso sempre crescente di combustibili fossili, le emissioni globali di CO2 continueranno ad aumentare, indipendentemente da quello che fanno gli Stati Uniti  e l’Europa. Con circa 1 miliardo di persone nel mondo ancora senza elettricità, credo che sia immorale privarle dell’accesso a energia a prezzi accessibili.”

E’ un argomento che usa anche un altro scienziato critico, il fisico François Gervais, professore emerito alla Facoltà des Sciences et Techniques de l’Université de Tours. Chiamato a valutare il quinto rapporto sul cambiamento climatico dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), un istituto sotto l’egida dell’ONU che è la fonte primaria del catastrofismo climatico,  si è convinto che “l’urgenza climatica è un o specchietto per le  allodole” e l’insieme delle operazioni e tassazioni (sul carbonio) proposte per tutti gli Stati del mondo costerebbe su  43 mila miliardi di dollari, un costo economico immane, che minaccerebbe la vita dei paesi in via di sviluppo, e per cosa?

“Per un rialzo infinitesimale di temperatura constatato dallo stesso IPCC, 0,04°C per decennio negli ultimi 20 anni”. Il punto, ha scoperto Gervais, è che nel “Riassunto per i Decisori” , lo stesso IPCC racconta a tali decisori (ossia ai politici che non hanno tempo di controllare le tabelle) che ‘il riscaldamento climatico stimato aumenta di  0,2°C per decennio”, ossia 5 volte di più dei dati reali pubblicati dallo stesso IPCC nella figura 1 del riquadro RT.5 del suo Rapporto ARS”.

Gervis e il suo saggio

Al ritmo attuale, l’aumento di temperatura non supererebbe gli 0,2° C nel prossimo mezzo secolo”, dice Gervais. E per far capire di che sciagura si tratti, esemplifica: “una belle giornata di primavera la temperatura può crescere di 0,4° C ogni quarto d’ora. A Parigi nella canicola del 2003 alla stessa ora del giorno si è misurato uno scarto di 6 gradi tra il centro città e il Bois de Vincennes, dove gli alberi rinfrescano.

Eppure, per combattere questo aumento infinitesimale, “la politica di Macron mira a investire miliardi di euro nelle energie intermittenti: il fotovoltaico solare – essenzialmente importato dalla Cina – e l’eolico, importato dalla Germania. Si tenga conto che solo il 5,3 per cento dell’energia elettrica venduta da EDF (l’Enel francese) è prodotta con combustibili fossili. E l’elettricità non rappresenta che un quarto dell’energia totale. Dunque questa politica mira a de carbonizzare a caro prezzo una frazione di energia di solo l’1,3%.

“…E nello stesso tempo, l’aumento delle emissioni cinesi e indiane è 100 volte più elevato delle riduzioni ottenute dalla Francia, vanificando ogni nostro sforzo. Non ditelo ai Gilet Gialli”. Che infatti si sono ribellati per un rincaro del diesel, che Macron ha fatto passare come dovuto per  scongiurare il riscaldamento climatico e l’effetto-serra.

In realtà,  la “fuga” di alcune mail di Macron e suoi ministri ha rivelato che la tassa sul diesel è stata aumentata per compensare la riduzione dei contributi sociali a carico del padronato: ancora una volta confermando l’accusa dei Gilet: che Macron toglie ai poveri per dare ai ricchi.

https://wikileaks.org/macron-emails

Se tornate al grafico qui sopra, constaterete che la linea rossa (i “modelli” climatici) tende sempre più a divergere dai dati osservati: infatti, sottolinea Gervais, “la temperatura del globo  è stabile o  decresce leggermente” da 18 anni, l’estensione dei ghiacciai dell’Antartide cresce da due anni.

E l’aumento del CO2 nell’atmosfera pare essere non “la causa”, bensì “la conseguenza del riscaldamento climatico”, lo precede di diversi secoli. E in ogni caso, il CO2 emesso dall’uomo non costituisce che lo 0,0005% dei gas serra, essendo il primo il semplice vapor acqueo, 97%.

Ed anche Gervais insiste: non trattate il CO2 come un gas velenoso. “E’ il nutrimento indispensabile e insostituibile della vegetazione. Il suo aumento nell’atmosfera, benché  minimo in volume, 0,03-0,04 % in un secolo, ha fatto aumentare le biomasse del 20%. Le misure prese dai satelliti confermano lo straordinario rinverdimento del pianeta.  Il beneficio per i raccolti è stato valutato in 3 miliardi di euro”.

https://actucourses.blogspot.com/2018/11/lurgence-climatique-est-un-leurre.html

Dunque la crociata climatica che i poteri forti transnazionali stanno  portando al massimo nel 2019, per poi applicare misure draconiane “ecologiste”,  ed imporle con leggi internazionali, si confermerebbe parte del grande progetto genocida della finanza, per la quale i popoli sono ormai superflui. Gervais sa anche che le sue lezioni saranno inutili, avendo i poteri il mezzo mediatico per istillare a ciascuno di voi – grazie anche alla finestra di Overton –  l’ansia da clima, in modo da strappare  il vostro assenso a tutte le misure – non esclusa la immissione di solfuri nella stratosfera per schermare la luce solare. “Siamo entrato in una nuova era geologica: l’ansiocene”, scherza amaramente il fisico.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

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