Colpo di stato americano in Venezuela. Giulietto Chiesa - www.altreinfo.org

Colpo di stato americano in Venezuela. Giulietto Chiesa

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Come era ormai chiaro l’operazione per liquidare Maduro è entrata nella fase decisiva.

È tragicamente “normale”. Il quadro, dopo la lunga opera di sovversione dall’esterno e dall’interno, è questo: c’è un Presidente, Maduro, che ha l’appoggio di una parte grande del popolo. E c’è un’opposizione che ha l’appoggio di un’altra parte del popolo. Ma ha anche l’appoggio degli Stati Uniti d’America. È proclamato e ufficiale. E l’opposizione è sostenuta anche dalle molte oligarchie economiche latino americane (Brasile, Argentina, Colombia etc) legate al dollaro americano.

Inutile cercare di convincere le opinioni pubbliche europee. L’informazione che ricevono dal mainstream è tutta contro Maduro. La storia del Venezuela e dell’America Latina non la conoscono.

Ma una cosa è necessario dire: che solo i venezuelani devono poter decidere, e che ogni interferenza dall’estero e inaccettabile. E una lunga serie di interferenze e pressioni illegittime è già stata compiuta. Dunque il confronto è impari.

Noto che la posizione sprezzante e liquidatoria, assunta da Matteo Salvini, secondo cui “è bene che Maduro cada il più presto possibile”, non importa come, non è degna di un uomo di Stato che ricopre importanti funzioni nel governo italiano.

Spero che, quando toccherà a lui di lasciare il potere (poiché toccherà anche a lui), nessuno usi nei suoi confronti i toni e le parole che lui ha usato nei confronti di Maduro.

Anche perché quello che ha detto è sbagliato anche nel merito. Non è certo Maduro — né Chavez prima di lui — ad avere affamato il popolo venezuelano. Salvini è informato male dai suoi sostenitori venezuelani e non conosce la storia dell’America Latina.

Molto meglio si è espresso il sottosegretario agli Esteri Manlio di Stefano, che ha detto, giustamente, che “il principio di non ingerenza è sacro”.

Mi auguro che il Governo italiano si orienti in questo modo.

Per quanto mi riguarda mi attengo al principio che la comunità internazionale deve rispettare le regole. So bene che lo si fa sempre meno. Ma so anche che altrimenti si finisce nella giungla. E nella giungla la regola è la guerra. E la guerra la vincono i più forti, che non sono necessariamente i migliori e i più giusti.

Allora penso che chi si batte, in casa sua, contro i più forti ingiusti, sarebbe bene che non si alleasse con loro quando vincono e uccidono. Con i tempi che corrono in Europa, Matteo Salvini potrebbe trovarsi all’improvviso in una situazione simile a quella di Maduro.

 

di Giulietto Chiesa

Fonte: https://megachip.globalist.it/giulietto-chiesa

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