Sanzioni, fumo e specchi da una scuola materna fatta di LSD. The Saker - www.altreinfo.org

Sanzioni, fumo e specchi da una scuola materna fatta di LSD. The Saker

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Le recenti sanzioni e la ritorsione russa hanno dato la stura ad un fiume di speculazioni sui media ufficiali e nella blogosfera – tutti tentano di venire a capo di una situazione che non sembra avere alcun senso. Perché mai il Senato degli Stati Uniti ha adottato nuove sanzioni contro la Russia, quando la Russia non ha fatto assolutamente nulla per provocare questo voto? Tranne Rand Paul e Bernie Sanders, ogni singolo Senatore degli Stati Uniti ha votato a favore di queste sanzioni. Perché?! Ciò è ancora più sconcertante se si considera che l’unico effetto di queste sanzioni sarà quello di causare una spaccatura, e forse addirittura delle contro-sanzioni [in inglese], tra USA ed EU. Quello che è assolutamente chiaro è che queste sanzioni avranno esattamente zero effetti sulla Russia, e io non penso che qualcuno si aspetti sul serio che i Russi cambino alcunché nelle loro politiche. E ciononostante, tutti i senatori tranne Paul e Sanders lo hanno votato. Secondo voi ha un senso?

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.

Iniziamo con un semplice promemoria: come tutti i politici statunitensi, dagli amministratori locali ai membri del Congresso degli Stati Uniti, i Senatori hanno solo un criterio quando votano – “cosa ci guadagno?”. L’ultima cosa di cui qualunque Senatore degli Stati Uniti si preoccupa sono le conseguenze del proprio voto. Ciò significa che, per ottenere questo genere di quasi unanimità (98%) su un voto totalmente stupido si sarà messa all’opera un certo genere di lobby molto influente che avrà utilizzato alcuni “argomenti” molto forti. Ricordiamoci che i Repubblicani nel Senato sapevano di votare contro i desiderata del loro Presidente. Ciononostante ognuno di loro, ad eccezione di Rand Paul, ha votato in favore di queste sanzioni; questo dovrebbe dirvi qualcosa circa il potere della lobby che ha spinto per questo voto. Chi lo avrebbe dunque questo potere?

Il sito web “Business Pundit: Expert Driven” ha pubblicato un utile articolo che elenca le 10 più potenti lobby a Washington DC [in inglese].  Queste sono (secondo l’ordine dell’articolo)

  • Lobby dell’Hi-Tech
  • Lobby dell’industria estrattiva
  • Lobby degli Armamenti
  • Lobby dell’industria Agroalimentare
  • Big Oil (lobby petrolifera)
  • Lobby finanziaria
  • Big Pharma (lobby delle industrie farmaceutiche)
  • AARP (American Association of Retired Persons, lobby dei pensionati)
  • Lobby pro-Israele
  • NRA (National Rifle Association, lobby dei possessori di armi da fuoco)

Okay, perché no? Potremmo rivedere questa lista, dare differenti denominazioni ad alcune di esse, aggiungerne un paio (come il “Complesso dell’Industria Carceraria” o la “Comunità dell’Intelligence”) ma alla fin fine questa lista va bene. Non vi salta agli occhi nessun nome?

Si potrebbe discutere sul fatto che la maggior parte di queste lobby necessitano di un nemico per prosperare; ciò è assolutamente vero per il Complesso Militare-Industriale e l’associata industria Hi-Tech, e si può anche ragionevolmente affermare che Big Oil, la lobby estrattiva, e quella dell’agroalimentare vedono la Russia come un potenziale concorrente. Ma ad un’occhiata più prossima, gli interessi che queste lobby rappresentano, hanno principalmente a che fare con le politiche interne, e la lontana Russia, con la sua economia relativamente piccola, semplicemente non è così importante per loro. Questo vale ovviamente anche per Big Pharma, per l’AARP e per la NRA. Il che lascia solo la lobby israeliana come l’unico potenziale candidato.

“Lobby israeliana” è , naturalmente, un nome sbagliato. La lobby israeliana ha pochissimo interesse in Israele come paese o, per quello che gliene importa, per il popolo israeliano. Se vogliamo, la lobby israeliana, si dovrebbe chiamare “lobby dei neoconservatori”. Inoltre, dovremmo tenere a mente che la lobby dei neo-conservatori è diversa da tutte le lobby elencate per un motivo: non rappresenta interessi statunitensi. Né rappresenta gli interessi di Israele. Piuttosto, rappresenta gli interessi di uno specifico sottoinsieme delle élite di potere statunitensi, in realtà molto meno dell’1% della popolazione, che condividono la comune ideologia di dominazione globale tipica dei neo-conservatori.

Sono i personaggi che nonostante il ferreo controllo sul 100% dei media e sul Congresso hanno perso le elezioni presidenziali contro Donald Trump, e che adesso si impegnano a morte per il suo impeachment. Sono i personaggi che semplicemente usano la “Russia” come il fulcro propagandistico per spacciare l’idea che Trump e il suo entourage siano fondamentalmente agenti russi e che lo stesso Trump sia una specie di “Manchurian Candidate [in italiano] Presidenziale”.

Si tenga a mente che gli archivi storici dimostrano che i neo-conservatori saranno fantasticamente motivati, ma non sono particolarmente intelligenti. Sì, hanno quel genere di rabbiosa determinazione ideologica che consente loro di ottenere un’influenza assolutamente spropositata sulle politiche statunitensi, ma quando si legge effettivamente quello che scrivono e si ascolta quello che dicono, si capisce che sono persone mediocri con una mentalità piuttosto campanilista, che li rende contemporaneamente molto prevedibili e molto irritanti per le persone che li attorniano. Forzano sempre le loro mosse e finiscono per essere stupefatti e inorriditi quando tutte le loro cospirazioni e i loro piani rovinano loro addosso.

Dico che questo è esattamente ciò che sta accadendo in questo momento.

Primo, i neo-conservatori hanno perso le elezioni. Per loro, è stato uno shock e un incubo. I “deplorevoli” hanno votato contro le chiare e inequivocabili “istruzioni di propaganda” date loro dai media. Successivamente, i neo-conservatori hanno rivolto il loro odio rabbioso contro Trump e sono fondamentalmente riusciti a neutralizzarlo, ma solo a prezzo di indebolire gli USA stessi! Pensateci: nei 6 mesi e più dell’amministrazione Trump, gli USA sono riusciti già a minacciare direttamente l’Iran, la Siria, la Corea del Nord, in tutti i casi con risultati esattamente pari a zero. Peggio ancora, il comportamento di Trump nei confronti dell’Europa e la propaganda anti-Trump in Europa hanno messo adesso la UE e gli USA in rotta di collisione. Tutto ciò è assolutamente fantastico: per i Russi le attuali tensioni tra UE e USA sono un sogno che diventa realtà, e comunque loro non hanno nulla a che farci – è stato tutto frutto della stupidità controproducente degli Americani che hanno creato questa situazione completamente ex nihilo!

Così, mentre Kim Jong-un lancia missili il 4 luglio, l’Esercito Siriano si avvicina a Deir ez-Zor, l’Ucraina si trasforma nella Somalia, l’economia russa è tornata a crescere e la popolarità di Putin è più alta che mai, i neo-conservatori vanno letteralmente fuori di testa, e come è tipico di persone che perdono il controllo, non fanno cose che avrebbero un senso, ma fanno ciò che sono abituati a fare: imporre sanzioni (anche se sono del tutto inefficaci) e mandare messaggi (anche se vengono completamente ignorati). In altre parole, i neo-conservatori esercitano il pensiero magico, scelgono deliberatamente di illudersi circa il proprio potere e la propria influenza, e ora fanno i conti con i loro fallimenti su tutta la linea e in tutti gli ambiti, fingendo che i loro voti al Congresso servano a qualcosa. La verità è che non servono.

A questo punto, dobbiamo smentire un’altra idea sbagliata al riguardo, cioè che la reazione russa a queste ultime sanzioni, sia effettivamente causata da esse. Non lo è.

Primo, analizziamo il mito secondo cui queste sanzioni danneggino la Russia. Non è vero. Perfino russofobi al 100% come Bloomberg iniziano a capire che, se tutte queste sanzioni hanno avuto un esito, questo è stato rendere Putin e la Russia più forti [in inglese]. Secondo, c’è la questione della tempistica: invece di lanciare delle contro-sanzioni, i Russi improvvisamente decidono di ridurre drasticamente il personale diplomatico statunitense in Russia e confiscano due strutture diplomatiche, come evidente rappresaglia per l’espulsione dei diplomatici russi e il sequestro delle strutture diplomatiche russe da parte di Obama lo scorso anno. Perché adesso?

Molti osservatori dicono che i russi sono “ingenui” riguardo all’Occidente e agli USA, che Putin “sperasse” nel miglioramento delle relazioni e che questa speranza lo paralizzasse. Altri dicono che Putin è “debole” o addirittura “in combutta” con l’Occidente. Sono tutte sciocchezze.

La gente tende a dimenticare che Putin è stato un ufficiale del ramo intelligence estera del KGB, il cosiddetto “Primo Direttorio Principale” (PGU). Inoltre, Putin ha recentemente rivelato di aver lavorato nel segretissimo “Direttorio S” del PGU, e si occupava di tenere i contatti con una rete di spie sovietiche illegali in Germania Est (dove Putin agiva sotto la copertura ufficiale di Direttore della Casa dell’Amicizia URSS-DDR). Se il PGU era l’”élite dell’élite” del KGB, e la sua componente più segreta, allora il “Direttorio S” era l’”élite dell’élite” del PGU e la sua componente più segreta. Sicuramente questa non è una carriera per gente “ingenua” o debole”, per usare un eufemismo! Punto primo, gli ufficiali del PGU erano “specialisti dell’Occidente” in generale, e in special modo degli Stati Uniti perché gli USA sono sempre stati considerati come il “principale nemico” (anche se la maggior parte degli ufficiali del PGU considerava che fossero i Britannici gli avversari più capaci, pericolosi e ambigui). Considerato il superbo livello di istruzione e di addestramento dato a questi ufficiali, direi che gli ufficiali del PGU erano tra i migliori esperti di Occidente al mondo. La loro sopravvivenza e quella dei loro colleghi dipendeva dalla correttezza della loro comprensione del mondo occidentale. Per quanto riguarda personalmente Putin, ha sempre agito in modo molto ponderato e misurato, e non c’è motivo per presumere che stavolta le ultime sanzioni statunitensi abbiano improvvisamente causato un’esplosione emotiva nel Cremlino. Potete essere assolutamente sicuri che la recente reazione russa miri ad un obiettivo di lungo termine e molto preciso.

Dico che la chiave per la corretta comprensione della risposta russa sia il fatto che le ultime sanzioni statunitensi contengono un fatto assolutamente senza precedenti, e francamente scioccante: le nuove misure privano il Presidente dell’autorità di revocare le sanzioni. In termini pratici, se Trump volesse togliere una di queste sanzioni, dovrebbe mandare una lettera ufficiale al Congresso, che avrebbe 30 giorni per approvare o respingere l’azione proposta. In altre parole, il Congresso adesso ha sequestrato il potere della Presidenza di condurre la politica estera, e ha preso su di sé la responsabilità della micro-gestione della politica estera statunitense.

Questo, amici miei, è chiaramente un colpo di Stato costituzionale e una flagrante violazione dei principi di separazione dei poteri che è alla base stessa del sistema politico americano.

È anche un’eloquente testimonianza della totale depravazione del Congresso degli Stati Uniti, che non aveva preso misure di questo genere quando altri Presidenti avevano scavalcato il Congresso e iniziato guerre senza la necessaria autorizzazione parlamentare, ma che adesso sta apertamente prendendo il controllo della politica estera degli Stati Uniti per evitare che “scoppi la pace” tra Russia e USA.

E la reazione di Trump?

Ha dichiarato che firmerà la legge.

Sì, il nostro amico intende mettere la propria firma ad un testo che rappresenta un colpo di Stato illegale contro la sua stessa autorità e contro la Costituzione che lui ha giurato di difendere.

Con questo in mente, la reazione Russa è abbastanza semplice e comprensibile: hanno chiuso con Trump.

Non che sperassero chissà quanto in lui, ma hanno sempre avuto la forte sensazione che l’elezione di Trump avrebbe potuto dare al mondo una vera opportunità storica per cambiare la dinamica disastrosa iniziata dai neo-conservatori sotto Obama, e forse ritornare a rapporti internazionali che avessero una parvenza di razionalità. Ahimè, non è successo, Trump ha dimostrato di essere uno spaghetto scotto, il cui unico vero risultato è stato quello di esprimere i propri pensieri in 140 caratteri o meno. Ma l’unica cosa cruciale, vitale, in cui Trump necessitava assolutamente di riuscire – schiacciare i neo-conservatori senza pietà – l’ha totalmente fallita. Peggio ancora, la sua unica reazione ai loro numerosi tentativi di rovesciarlo sono stati solo solo dei goffi tentativi di placarli.

Per la Russia significa che il Presidente Trump adesso è stato sostituito dal “Presidente Congresso”.

Visto che è assolutamente impossibile ottenere un qualunque risultato con questo Congresso, i Russi da adesso si impegneranno in misure che andranno a loro esclusivo beneficio, come la drastica riduzione del numero di diplomatici USA in Russia. Per il Cremlino, queste sanzioni non sono tanto una provocazione inaccettabile, quanto un pretesto ideale per portare avanti un certo numero di misure di politica interna in Russia. Mandare via impiegati statunitensi in Russia è solo il primo passo.

Poi, la Russia userà il comportamento francamente irregolare degli Americani per proclamare urbi et orbi che gli Americani sono irresponsabili, incapaci di prendere decisioni da adulti e che fondamentalmente sognano ad occhi aperti. Questa è una cosa che i Russi hanno già fatto quando hanno dichiarato che il duo Obama-Kerry fosse недоговороспособны (nedogovorosposobny: “non in grado di fare patti”, qui [in italiano] si parla di questo concetto).  Adesso con Trump che firma il proprio decesso costituzionale, Tillerson incapace di far chiudere quella diavolo di bocca a Nikki all’ONU e Mattis e McMaster che litigano su piani deliranti per smettere di “non vincere” in Afghanistan, il team di Obama-Kerry inizia a sembrare quasi adulto.

Francamente, per i Russi è arrivato il momento di passare oltre.

Io prevedo che quei pazzi dei neoconservatori non si fermeranno finché non otterranno l’impeachment di Trump. Prevedo inoltre che gli USA non lanceranno nessun intervento militare su larga scala (anche solo perché gli USA hanno esaurito gli stati che possono attaccare facilmente e in sicurezza). Alcuni “finti interventi” (come il malaugurato attacco missilistico contro la Siria), naturalmente saranno ancora possibili e perfino probabili. Questo colpo di Stato interno al rallentatore contro Trump assorbirà la grande maggioranza delle energie per poter fare alcunché, e continueranno a trattare la politica estera semplicemente come un altro sottoprodotto della politica interna americana.

Gli Europei dell’Est ora sono totalmente bloccati. Continueranno ad osservare lo sfortunato svolgimento del disastro ucraino e contemporaneamente a fare giochi idioti fingendo di fare i duri con la Russia (l’ultimo esempio è quel genere di “latrati da dietro la rete” che si intravede nella patetica chiusura dello spazio aereo rumeno [in inglese] ad un aereo civile tra i cui passeggeri c’era il vice premier russo Dmitri Rogozin). I veri Europei (Occidentali) torneranno gradualmente a ragionare e inizieranno a fare affari con la Russia. Perfino il Francese Emmanuel Macron de Rotschild probabilmente inizierà a dimostrarsi più adulto di The Donald.

Ma la partita vera si giocherà altrove – nel Sud, nell’Est e nell’Estremo Oriente. La verità pura e semplice è che il mondo non può stare ad aspettare che gli Americani tornino alla ragione. Ci sono tante questioni critiche che devono essere urgentemente affrontate, molti progetti immensi a cui si deve lavorare, e un mondo multi-polare fondamentalmente nuovo e profondamente differente che deve essere rinforzato. Se gli Americani vogliono fondamentalmente tirarsi fuori da tutto questo, se vogliono far cadere l’ordine costituzionale che i loro Padri Fondatori hanno creato, e se vogliono operare esclusivamente nel loro regno delle illusioni che non ha nessun fondamento nella realtà – è un loro diritto e anche un loro problema.

Washington DC inizia a sembrare una scuola materna sotto LSD – una cosa che è contemporaneamente divertente e disgustosa. Prevedibilmente, i bimbi non sembrano molto brillanti: una miscela di bulli e di idioti senza spina dorsale. Alcuni di loro hanno le dita sui pulsanti dei missili nucleari, e questo è assolutamente spaventoso. Quello che gli adulti devono fare adesso è trovare un modo di tenere i bambini occupati e distratti cosicché non premano il maledetto pulsante per sbaglio. E aspettare. Aspettare l’inevitabile reazione di un paese che è molto di più e molto meglio dei suoi governanti e adesso necessita disperatamente che un vero patriota fermi il  Sabba [in italiano] a Washington DC.

Concludo quest’articolo con una nota personale. Ho appena attraversato gli USA, letteralmente, dal fiume Rogue in Oregon alla Florida Centro-orientale. Nel corso di questo lungo viaggio ho visto non solo panorami di una bellezza mozzafiato, ma anche tantissime belle persone che si oppongono alle danze sataniche in corso a Washington con ogni fibra del loro essere, e che vogliono che il loro paese si liberi dai degenerati poteri demoniaci che hanno preso il controllo del governo federale. Ad oggi ho vissuto per un totale di vent’anni negli USA, ed ho imparato ad amare ed apprezzare profondamente le tante persone gentili, decorose, onorevoli e semplicemente belle che vivono qui. Anziché considerare il popolo americano come nemico della Russia, io lo vedo come un suo naturale alleato, fosse solo perché abbiamo lo stesso nemico (i neo-conservatori a Washington) e assolutamente nessuna ragione obiettiva per arrivare ad un conflitto, nessuna di qualunque genere.  Non solo, per tanti aspetti gli Americani e i Russi sono molto simili, a volte anche in modo comico. Proprio come durante la Guerra Fredda, non ho mai perso la speranza nel popolo russo, adesso rifiuto di perdere la speranza nel popolo americano. Sì, il governo federale degli Stati Uniti è disgustoso, malvagio, repellente, stupido, degenerato e assolutamente satanico, ma il popolo degli USA no. Anzi. Non so se questo paese potrà sopravvivere all’attuale regime come un’unica entità o se si separerà in stati piuttosto differenti (un esito che io vedo del tutto possibile), ma credo che il popolo degli USA sopravviverà e tirerà avanti proprio come il popolo russo è sopravvissuto agli orrori degli anni ‘80 e ‘90.

[Nota a margine: dopo essere stato accusato di essere un “agente al soldo di Putin” (Vladimir, per favore mandami i soldi!!), un “amante degli Ebrei”, o perfino un “cripto-Ebreo” io stesso, un nazista e antisemita (quale degna e brava persona non è stata etichettata almeno una volta come antisemita nella propria vita), un comunista e un musulmano (o, per lo meno, “un propagandista musulmano”), verrò adesso definito come un “amante degli USA”. Ottimo. Mi dichiaro colpevole! Amo tantissimo questo paese, come ne amo la gente. Infatti, spesso mi si spezza il cuore per loro e per le immense sofferenze che l’impero anglo-sionista infligge su di essi. Nella lotta tra il popolo degli Stati Uniti e l’Impero io sto senza se e senza ma dalla parte del popolo, che io vedo come amico, alleato e addirittura fratello.]

In questo momento gli USA sembra che si stiano tuffando in un precipizio molto simile a quello in cui è caduta l’Ucraina (non sorprende, davvero, che le stesse persone infliggano gli stessi disastri a qualunque paese infettino con la loro presenza). La grande differenza è che l’immenso e intatto potenziale degli USA si rivolterà. Potrà anche non esserci più un’Ucraina in 10 anni, ma sicuramente ci saranno gli USA, anche se forse molto diversi da quello che sono oggi, o persino tanti stati suoi successori.

Per adesso, posso solo ripetere quello che i gli abitanti della Florida ripetono quando un uragano gli arriva addosso: “accovacciatevi” e tenetevi perché arrivano tempi molto difficili e pericolosi.

 

The Saker

Fonte: http://thesaker.is/sanctions-smoke-and-mirrors-from-a-kindergarten-on-lsd/

Tratti da: sakeritalia.it

Traduzione in italiano per sakeritalia a cura di Mario B.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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