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La Turchia butta giù la maschera

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La Turchia a parole combatte l’ISIS, ma nella realtà sta aiutando lo stato islamico e il terrorismo internazionale. Arruola jihadisti, li addestra nei campi predisposti ad hoc, li cura negli ospedali da campo, acquista il petrolio estratto illegalmente nei territori controllati dall’ISIS.

I media occidentali coprono la Turchia

Erdogan ha sempre detto di combattere il fondamentalismo islamico e tanto basta perché i media occidentali diffondano questa immagine della Turchia. Nulla di più falso. Ricordiamo inoltre che i turchi hanno il totale e completo appoggio degli Stati Uniti, i quali stanno conducendo una guerra per delega, affidando il lavoro sporco all’Arabia Saudita e al Qatar, oltre che alla stessa Turchia. E questa guerra al massacro regge soltanto perché i mezzi di informazione danno la necessaria copertura mediatica affinché l’opinione pubblica non capisca cosa sta realmente succedendo.

La Turchia getta la maschera

La Turchia getta la maschera
Con l’abbattimento del caccia russo, la Turchia getta la maschera. Ma dietro la servizievole Turchia, ci sono Stati Uniti, Francia e Inghilterra il cui obiettivo è quello di ridisegnare i confini della zona, costituire nuovi paesi, secondo il vecchio principio del “divide et impera”, tanto caro ai romani.

I nuovi confini in medio oriente

Il progetto riguardante la definizione dei nuovi confini della zona non è un segreto. La Siria e l’IRAQ verrebbero suddivisi in quattro nuovi stati, il piccolo Stato Alawita, lo Stato Sunnita, i cui confini coincidono con quelli dell’ISIS, il Kurdistan e lo Stato Sciita. Questi ultimi tre avrebbero il controllo delle risorse energetiche. Il passaggio dei gasdotti del Qatar verso l’Europa verrebbe garantito dallo Stato Sunnita e l’influenza russa nella zona verrebbe drasticamente limitata. Il problema è che il disegno mette alla gogna la Russia e questo Putin non potrà mai accettarlo.

Progetto per i nuovi confini in medio oriente

 

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