Me ne strabatto il cazzo di Ciro e del suo eroismo, per gli abusi edilizi servono i Caterpillar. Non aiuti. Mauro Bottarelli - www.altreinfo.org

Me ne strabatto il cazzo di Ciro e del suo eroismo, per gli abusi edilizi servono i Caterpillar. Non aiuti. Mauro Bottarelli

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Terremoto Ischia 2017Non me ne frega un cazzo né di Ciro, né dei suoi fratelli. Ben inteso, sono contento che stiano bene ma non mi accodo al solito corteo di stronzi in servizio permanente ed effettivo che pontifica su come l’Italia dia il meglio di sè nelle emergenze. E, così facendo, giustifica e nasconde sotto la cappa di eccezionalità dell’eroismo italico, la porcheria che ha permesso a un terremoto che in Giappone non avrebbe nemmeno fatto rovesciare i posacenere, di provocare 2 morti e 2.600 sfollati, oltre a 12mila turisti fuggiti a gambe levate dal loro soggiorno a Ischia. E attenti, ricordate questo ultimo numero, perché già si odono in lontananza richieste di danni per lucro cessante, già sento la parolina magica che va a gravare sui conti dello Stato: aiuto. Già, state certi che ci toccherà pagare i danni non solo per il turismo ma anche per la ricostruzione e saranno spese degne di Abu Dhabi, come sempre in Italia.
Terremoto Ischia 2017A Ischia ci sono 600 abitazioni in attesa di abbattimento per abusivismo e 28mila domande di condono edilizio su una popolazione di 60mila abitanti: insomma, un ischitano su due vive in un immobile in quache modo abusivo. Un piano in più, un balcone in più, un box in più: chissenefrega, tanto poi si condona e via. E quando hai l’intero arco parlamentare che, appena viene affisso il primo poster elettorale sul muro, scende subito in campo contro abbattimenti e sgomberi e parla di “abusivismo di necessità”, la voglia è quella che arrivi in fretta il “Big One” tanto atteso in California. E farla finita. Invece già si parla di inserimento al volo di Ischia nel cosiddetto “Sisma-bonus” del governo, in modo che l’albergatore – che certamente non affitta a poco una stanza a Ischia – possa mettersi a norma e abbellire il suo immobile a spese nostre salvo poter alzare ancora il prezzo delle stanze già per Capodanno, magari.
Terremoto Ischia 2017Perché ora, sarà guerra su quei numeri e quelle case non a norma: non tanto e non in nome di Ciro, sopravvissuto solo per culo, sangue freddo e bravura dei vigili del fuoco, o dei suoi fratelli: solo perché a inizio novembre si voterà in Sicilia, altra realtà dove l’abusivismo edilizio è prioritario nella gestione del territorio. Saranno settimane di acrobazie linguistiche per evitare di apparire un difensore dell’abusivismo e, al contempo, per non turbare l’elettore-abusivo che vuole sentirsi rasserenato rispetto al futuro del suo immobile con un paio di vani di troppo: siamo un Paese di merda, prendiamone atto. Perché non so, in punta di Robespierre da tastiera, se faccia più schifo un politico che accetta e promuove un condono dopo l’altro per consenso o mazzette o un cittadino che si fa i cazzi suoi, ampliando ciò che non può ampliare, salvo poi urlare come un’aquila perché il condono tarda a venire e rischia di vedersi l’immobile abbattuto. Tutte le devono abbattere quelle cazzo di case, non ne deve restare in piedi una: o le regole ci sono e valgono per tutti oppure è anarchia.
Terremoto Ischia 2017La mezza misura geografica in base alla quale dalla Toscana in giù è “liberi tutti”, mentre se a Erba o Chivasso ti permetti di mettere due vasi d fiori fuori dalla porta arriva la CIA, deve finire. E possono andare a fare allegramente in culo i fautori dello Stato che ha il dovere di prendersi cura dei cittadini, ricordando come il Sud sia stato storicamente depredato dal Nord affarista e dallo Stato centrale: balle, hanno campato per 40 anni con la Cassa del Mezzogiorno e investimenti a pioggia, peccato che invece di costruire strade, ponti e ferrovie abbiano spartito il malloppo, continuando a non fare un cazzo, salvo lamentarsi alla prima avversità o al primo segnale che la festa stava finendo. Per quanto mi riguardo, chi ha perso una casa abusiva nel sisma, può dormire sotto i ponti: lo Stato non gli deve proprio niente, se non un bel procedimento per abuso edilizio.
Terremoto Ischia 2017In Campania, Sicilia e Calabra, sei case su dieci sono abusive, lo dice il dossier di Legambiente, associazione che mi pare non possa essere tacciata di leghismo o razzismo. E io dovrei preoccuparmi di gente del genere, solo perché Ciro è un eroe che ha nascosto il fratellino sotto il materasso del letto a castello? E’ quello che ci fotte, l’emotività: vedi l’eroico pompiere e subito sparisce l’indignazione, anzi quasi quasi ti metti in piedi mano sul cuore e canti l’inno. Salvo poi bestemmiare tutti gli eroi dei Risorgimento, quando arriva il conto da pagare per quegli sprechi e quegli illeciti a cielo aperto. Pochi giorni fa, l’esempio plastico: il sindaco di Licata, Angelo Cambiano, è stato costretto alle dimissioni dagli stessi cittadini che poche settimane prima lo avevano eletto. La sua colpa? Aver preannunciato l’abbattimento di alcuni edifici abusivi.
Angelo Cambiano, sindaco di LicataE questa gente va a piangere davanti alle telecamere, mendicando l’aiuto dello Stato? Sberle e Caterpillar, ecco cosa meritano. E uno Stato serio questo gli darebbe ma nell’Italia dell’inciucio continuo e delle clientele permanenti, non si può. Pena perdere il seggio: Ischia non è un caso d specie, è un enorme ecomostro illegale in sé. Andrebbe affondata e ricostruita, non coccolata e biasimata per un sisma di magnitudo 4.0, oltretutto divenuto tale dopo una strana e repentina revisione al rialzo da 3.6 iniziale, un qualcosa che ricorda la finanza creativa di Fausto Tonna in Parmalat, più che la sismologia. Con che faccia, amministratori locali, politici nazionale e ischitani piangenti, hanno il coraggio di parlare già di quantificazione dei danni e di stato di emergenza, dopo che solo poche ore prima i tg ci hanno mostrato come sono ancora ridotte le località del Centro Italia a un anno esatto dal sisma – quello sì devastante – che ha colpito Amatrice, Accumuli e altre decine di comuni?

Parlano tanto di cuore, pensando all’eroismo di Ciro ma non hanno un’anima, se non si vergognano dello stato di illegalità palese in cui vivono e dal quale hanno il coraggio di avanzare pretese. Andassero in Umbria e Abruzzo, parlino con chi ha patito davvero una tragedia naturale e umana: e poi vengano a dirmi ancora, se ne hanno il coraggio, che lo Stato deve pensare a loro, facendosi scudo con Ciro e suoi fratelli. Sei anni fa, non negli anni Settanta, proprio Ischia fu teatro di una manifestazione nazionale in difesa della case abusive, un unicum tutto italiano: perché dovrei aiutarli? Perché dovrebbe fottermene qualcosa di uno che scende in piazza, senza vergogna, per rivendicare il diritto di fottere me e le mie tasse? Ora avete rotto il cazzo con il piagnisteo meridionalista dello Stato che DEVE intervenire, pagare, fare qualcosa, rimediare: lo Stato siamo noi e ogni singola azione che compiamo, se promuoviamo l’abusivismo non possiamo poi pensare di vivere nella duplice veste di beneficiario del condono e anche degli aiuti statali.
Anche perché l’unico modo che la parte sana dello Stato, inteso come comunità nazionale, ha di disfarsi di una classe politica di affaristi incapaci e in malafede è proprio togliere la garanzia statale a ogni porcheria fatta in nome della presunta “necessità”: a quel punto, forse, gli amministratori locali smetteranno di fare promesse e chiudere un occhio, pena essere rincorsi con i forconi davvero. Per questo, fanculo Ciro e il suo eroismo da giustificazionismo emozionale e mediatico: la casa in cui è rimasto prigioniero 14 ore sotto le macerie aveva due piani più del previsto. E non l’ho costruita io, quindi non intendo pagarne i danni. Adesso basta, adesso arrangiatevi.

 

di Mauro Bottarelli

Fonte: rischiocalcolato.it

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