A Ostia c’è la Mafia? Anche all’ATAC, e alla RAI… Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

A Ostia c’è la Mafia? Anche all’ATAC, e alla RAI… Maurizio Blondet

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Sia consentito unire la mia vocina a canea ululante che va avanti da giorni da parte dei giornalisti perché uno di loro s’è beccato la testata da quel tale Spada. Molti abitanti del luogo hanno applaudito e approvato il picchiatore: non perché sono mafiosi come hanno ululato i media, ma perché la gente del luogo ha capito benissimo che ai giornali e tv che ci sia la mafia ad Ostia non importa un fico; lo sanno da anni e mai ci hanno fatto un servizio nazionale; che se sono accorsi a squadroni, è perché Casa Pound ha preso il 9% in una elezione poco significativa (con il 60% di astenuti, le percentuali sono ingigantite), hanno fatto scattare la tromba dell’antifascismo, innescato il riflesso condizionato della Resistenza avanti al “pericolo nero”, e volevano a tutti i costi dimostrare che Casa Pound “è” contigua alla Mafia, che “il fascismo” è parte integrante del “degrado della città”.

La domanda invece è: come mai ad Ostia ci sono famiglie mafiose indisturbate? Peggio: come mai a Roma domina una cosca mafiosa degli zingari Casamonica? Come mai sono i veri padroni della città? Come mai i “vertici delle istituzioni”, che non tollerano critiche ai tecnocrati incapaci, tollerano la presenza vergognosa dei Casamonica nella capitale: questo non lo inquieta per l’immagine che dà dell’Italia? Non fa vergogna al Quirinale di avere tali vicini di casa?

Come mai i procuratori, così pronti ad aprire fascicoli e sbattere in galera preventiva, qui non riescono a liberare la Capitale da una famiglie di farabutti da opera buffa? Come mai la polizia non ripulisce?

Dunque è lui il tecnocrate, il competente, il responsabile – si può dire senza essere arrestati? – della “legalità” vigente a Roma. Non ha strumenti? Il pool antimafia di Caselli di cui ha fatto parte è famoso per essere fra i più manettari d’Italia, e gli strumenti se li creava o faceva dare dalla politica, quando servivano per le sue persecuzioni e i suoi teoremi, tipo l’accusa falsa ad Andreotti, e la persecuzione giudiziaria di Bruno Contrada: il superpoliziotto che, non aderendo ai teoremi del PCI, è stato ingiustamente sbattuto in galera per “concorso esterno in associazione mafiosa” (un orrore giuridico, e uno “strumento” che i pm si sono fatti forgiare quando hanno voluto per abusarne). Solo dopo otto anni di persecuzione, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha restituito l’onore a questo servitore dello Stato: mostrando “che non poteva essere processato perché il reato contestato – concorso mafioso esterno, appunto – non era previsto dall’ordinamento all’epoca dei fatti. Nullum crimen, sine lege. L’Abc del diritto”.

Perseguitateli come perseguitate gli artigiani!

Perseguitateli come perseguitate gli artigiani!

Capito? I tecnocrati dell’accusa si sono inventati lo “strumento” per perseguire e distruggere Contrada; e non sanno trovare uno “strumento” per liberare la Capitale dai Casamonica. Non trovano “prove” per condannarli? Ma scusate, le intercettazioni telefoniche 24 ore su 24, per i Casamonica non si fanno? E l’uso dei pentiti di cui tanto si sono serviti, qui non vale?

Ma non c’è bisogno. Ci sarebbero mille modi per, semplicemente, rendere scomodo e sgradevole il domicilio dei Casamonica a Roma, rendergli invivibile il soggiorno, e convincerli, almeno, a traslocare altrove.

Senza essere un tecnocrate, il vostro cronista si sente di dare un suggerimento: utilizzi, lo Stato, le ispezioni a sorpresa della Guardia di Finanza, gli accertamenti a tappeto della Agenzia delle Entrate, le ingiunzioni di pagamento milionarie, le cartelle pazze – insomma tutti i metodi e strumenti persecutori che lo Stato incompetente sa usare benissimo per stroncare le modeste attività economiche commerciali, punire ed asfissiate, quando non indurre al suicidio, i piccoli imprenditori e artigiani, rassegnarli come minimo a ritirarsi e chiudere. La nonna salumiera multata dalle Fiamme Gialle per aver dato il panino al prosciutto al nipotino senza fare lo scontrino, potrebbe aggiungere altre idee, altri “strumenti”. Tempo fa un piazzaiolo è stato multato di 2 mila euro perché gli agenti l’hanno beccato – farabutto – a farsi aiutare dalla moglie nella pizzeria, senza averla assunta. Si è tolto la vita. Com’è che invece i Casamonica sono lì, allegri e protervi, ricchissimi, il capostipite è stato celebrato come il Re di Roma, e possono esibire le loro ricchezze?

Non ci sono gli strumenti, per i disonesti veri. Per le persone normali, gli strumenti ci sono. E’ la conferma della teoria: una sistema del diritto che impone il rispetto della “anormalità”, opprime i normali.

E ai colleghi giornalisti ululanti per la testata di Spada: avete scoperto che a Ostia c’è la mafia? Ma anche all’ATAC c’ è la Mafia – anzi è una mafia. Anche all’AMA è mafia. Anche l’Alitalia. Anche la Rai ci sono le mafie altrimenti non si spiega Fabio Fazio.

Ritratti compiaciuti della suburra.

Ritratti compiaciuti della suburra.

Che poi, film e serie televisive come “La Piovra”, film come “Gomorra”, “Suburra” eccetera glorificano capetti mafiosi, eroi negativi, e ne fanno modelli per questi Spadaro. Poi è colpa di Spadaro se agisce da piccolo mafioso. Ma ha imparato dove?

Ho saputo che, dopo 10 anni di rovinosa gestione tecnocratica della crisi, sotto il tallone di un regime anormale che ha lasciato distruggere il 25% delle nostre industrie e perdere 850 mila posti di lavoro, l’Italia è ancora la settima potenza industriale mondiale, ed è la seconda potenza in Europa, dopo la Germania; la Francia resta sempre dopo di noi. Di cosa saremmo capaci, se non avessimo da subire il peso morto di questi poteri parassitari, con la palla al piede di tre Regioni malavitose da mantenere. 

 

di Maurizio Blondet

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

error: Alert: Content is protected !!