La censura di Google e i dati degli utenti al servizio dell'elite e della nuova Guerra Fredda - www.altreinfo.org

La censura di Google e i dati degli utenti al servizio dell’elite e della nuova Guerra Fredda

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Fino al 2006 – 2007, Google ha fornito agli utenti un eccellente motore di ricerca. Da quel momento in poi, ha cambiato politica, dando la priorità alla presentazione di risultati generali, anche quando gli utenti cercavano informazioni molto specifiche. Ed è quindi diventato sempre più complicato cercare e trovare i dettagli. Da allora la situazione si è ulteriormente deteriorata.

Google News è un organo di censura

La ricerca su Google News è diventata completamente inutile. Ci fornisce i punti di vista dei media main stream senza mostrare opinioni divergenti. Qual è l’utilità di una pagina di risultati di ricerca che ci fornisce venti siti che raccontano la stessa storia di Associated Press, leggermente riscritta o parafrasata?

Gli algoritmi di Google equivalgono alla censura. Da agosto 2017 Google ha deciso di declassare, di sua iniziativa, i siti Web che offrono punti di vista alternativi. Ricerche che in precedenza portavano al sito web del World Socialist o a Media Matters ora non puntano più su questi siti e nel migliore dei casi li mostrano in terza o quarta pagina. Inutile precisare che il loro traffico è letteralmente collassato.

Questa settimana Google ha annunciato che censurerà RT.com, il sito web della stazione televisiva internazionale russa: Google “declasserà” gli articoli di Russia Today per renderli più difficili da trovare. Schmidt, l’amministratore delegato di Google e della sua società madre Alphabet, afferma di essere “fortemente contrario alla censura”. Ma il declassamento intenzionale di un sito Web con contenuti pertinenti equivale ad un atto di censura. Il sito, che prima era reperibile on line al pari degli altri, non verrà più trovato facilmente dagli utenti. I suoi contenuti avranno quindi meno visitatori e le informazioni diffuse da RT.com saranno di fatto occultate all’opinione pubblica o comunque non verranno da questa percepite.

Da “non essere cattivo” a “sii cattivo”

All’inizio Google utilizzava il numero dei collegamenti a un sito come base dell’algoritmo che misurava la rilevanza di quel sito. Sebrava un metodo ragionevole. Nel 2004 il fondatore di Google aveva proclamato:

“I nostri risultati di ricerca sono i migliori che riusciamo a produrre. Sono imparziali e oggettivi e non accettiamo pagamenti per i posizionamenti… Crediamo sia importante per tutti avere accesso alle migliori informazioni e ricerche, non solo alle informazioni che le persone pagano per renderle visibili“.

Allora il motto di Google era

“Non essere cattivo”

Quando è stata lanciata la nuova società madre Alphabet, il motto dev’essere stato definitivamente abbandonato e trasformato in

“Sii cattivo”

Un alleato dei servizi di intelligence americani

Google è diventato uno dei principali alleati e appaltatori dei servizi di intelligence statunitensi, in particolare della NSA. I dati privati ​​che raccoglie dagli utenti sono condivisi con loro, perché possano condurre ricerche su indirizzi di posta elettronica o accessi effettuati da persone sospette. Google si è resa complice del controllo globale.

Ma la nuova “cattiveria” di Google non si limita all’uso dei dati. L’azienda ha condotto una campagna di propaganda contro i senzatetto vicino alla sua sede a Venice, in California (video). Inoltre, Google ha cospirato con altri giganti della tecnologia per mantenere bassi i salari dei propri ingegneri.

Fin dagli esordi Google ha avuto intime connessioni con i servizi di intelligence statunitensi. Si è sempre trattato di una proficua relazione bidirezionale. Ad esempio, Google Earth e i relativi prodotti cartografici sono stati originariamente creati dai servizi di intelligence statunitensi. Sono stati dati a Google praticamente gratis. Dalla pubblicità all’interno di tali prodotti, Google ricava tutt’ora ingenti profitti. Possiamo solo fare delle ipotesi sull’entità dei dati degli utenti che vengano trasmessi da Google all’intelligence statunitense.

Il sistema operativo dello smartphone di Google Android raccoglie le posizioni degli utenti anche quando i servizi di localizzazione sono disabilitati. Non ci sono motivi tecnici che giustifichino questo comportamento. E non c’è alcuna spiegazione ragionevole che Google possa fornire.

Google, un alleato dei necon

Un alleato dei neocon

Eric Schmidt è un seguace dei democratici, lo è stato in particolare di Clinton e Obama. Durante l’amministrazione Obama lo staff di Goggle ha avuto almeno 427 incontri alla Casa Bianca. Le e-mail dalla cassetta delle lettere di Podesta, l’advisor di Clinton, pubblicate da Wikileaks, mostrano come Schmidt si sia offerto di promuovere la candidatura di Hillary Clinton un anno prima che iniziasse la sua campagna. Il personale stipendiato e pagato da Google l’ha aiutata a organizzarsi.

Forse Google stava soltanto comprando la benevolenza della Casa Bianca per proteggersi dalle varie cause anti-trust in cui è coinvolta. Farebbe qualsiasi cosa per evitare la regolamentazione della sua posizione monopolistica e per proteggere il suo business altamente redditizio.

Ora, così come tante altre aziende che operano in internet, anche Google è in prima linea per sostenere il partito della guerra nella creazione di una nuova Guerra Fredda con la Russia. Il declassamento di RT.com dimostra che è disposta a tutto pur di appoggiare questa parte politica. Sta degradando la qualità del suo prodotto in cambio dell’appoggio dei guerrafondai.

Il miglior motore di ricerca ed il più neutro disponibile oggi sul mercato è DuckDuckGo. La sua qualità è buona quanto quella di Google.

Raccomando di usarlo come standard e di evitare Google e i suoi prodotti laddove sia possibile.

Google è “cattivo”.

 

Tratto da: moonofalabama.org

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