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Per Londra la propaganda è un’arte

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Nessun essere umano normale può accettare di vedere soffrire i bambini. Di conseguenza, essi risultano essere ottimi soggetti per la propaganda di guerra.

Tutti i media hanno pubblicato la stessa fotografia

Tutti i media hanno pubblicato la stessa fotografia

All’inizio della guerra in Siria, il Qatar voleva dimostrare che Assad disprezzava il popolo. La petro-dittatura ha allora trasmesso sulla sua catena televisiva Al-Jazeera la leggenda dei bambini di Deraa, torturati dalla polizia. Per illustrare la crudeltà del regime siriano, il Qatar precisava che ai bambini erano state strappate le unghie.

Siccome il mito era inverificabile, il Qatar ha poi lanciato una nuova storia: quella di un bambino, Hamza Ali Al-Khateeb (13 anni), che sarebbe stato torturato e castrato dalla polizia del regime. Questa volta si disponeva di un’immagine probante. Tutti potevano vedere un corpo senza sesso. L’autopsia dimostrava però che il corpo era stato conservato male e si era gonfiato. Il ventre nascondeva il suo sesso, che comunque era ancora lì.

Alla fine del 2013, i britannici hanno preso in carico la gestione della propaganda di guerra. Essi dispongono di una lunga esperienza in questo campo e sono considerati gli inventori della propaganda moderna, già durante la prima guerra mondiale, con l’istituzione dell’Ufficio della Propaganda di Guerra. Una delle caratteristiche dei loro metodi consiste nel ricorrere sempre agli artisti, perché l’estetica neutralizza lo spirito critico. Nel 1914, reclutarono i grandi scrittori dell’epoca – come Arthur Conan Doyle, HG Wells o Rudyard Kipling – per pubblicare testi che attribuissero dei crimini immaginari al nemico tedesco. Poi, reclutarono i proprietari dei loro principali giornali affinché riprendessero le informazioni immaginarie dei loro scrittori.

Quando gli statunitensi ripresero il metodo britannico, nel 1917 con il Comitato dell’Informazione Pubblica, studiarono in modo approfondito i meccanismi di persuasione, con l’aiuto di una star del giornalismo come Walter Lippmann e dell’inventore della moderna pubblicità, Edward Bernays (il nipote di Sigmund Freud). Ma persuasi dal potere della scienza, si scordarono dell’estetica.

All’inizio del 2014, l’MI6 britannico ha creato la società Innovative Communications & Strategies (InCoStrat) [Comunicazione e strategie innovative] a cui dobbiamo per esempio i magnifici loghi dei gruppi armati, dal più “moderato” al più “estremista”. Questa società, che ha uffici a Washington e a Istanbul, ha organizzato la campagna per convincere gli europei a raccogliere 1 milione di profughi. Ha realizzato la fotografia del giovane Aylan Kurdi, annegato su una spiaggia turca, ed è riuscita in appena due giorni a farla riprendere unanimemente dai principali quotidiani in tutti i paesi della NATO e del Consiglio di cooperazione del Golfo.

Ogni anno, prima della guerra, un centinaio di persone morivano annegate sulle spiagge turche, ma nessuno ne parlava. E soprattutto, solo i giornali scandalistici mostravano i cadaveri. Ma quella fotografia era così ben fatta…

Il piccolo Aylan

Così quando ho fatto notare che un corpo non può essere rigettato dal mare perpendicolarmente alle onde, il fotografo ha spiegato di aver spostato il cadavere per le esigenze della fotografia.

La foto del piccolo Omran Daqneesh (5 anni), in un’ambulanza di Aleppo-Est è dunque accompagnata da un video. I due supporti visivi consentono di raggiungere sia la stampa scritta sia le televisioni. La scena è così drammatica che una presentatrice della CNN non ha potuto trattenere le lacrime quando l’ha vista. Naturalmente, non appena ci prendiamo un po’ di tempo per riflettere, capiamo che il bambino non è stato preso in carico da soccorritori per un primo aiuto, bensì da dei figuranti (i c.d. «White Helmets», trad. “Caschi Bianchi”) che lo hanno sistemato davanti all’obiettivo.

Gli sceneggiatori britannici fanno del bambino solo quel che a loro interessa per realizzare le proprie immagini. Secondo la Associated Press, la fotografia è stata scattata da Mahmoud Raslan, che si vede anche nel video. Tuttavia, secondo il suo account Facebook, egli risulta essere membro di Harakat Nour al-Din al-Zenki (sostenuto dalla CIA, che gli ha fornito missili anti-carro BGM-71 TOW). Sempre secondo il suo account Facebook, confermato da un altro video, è stato lui personalmente – il 19 luglio 2016 – a sgozzare un bambino palestinese, Abdullah Tayseer Al Issa, di soli 12 anni.

Le leggi europee disciplinano rigorosamente il ruolo dei bambini nella pubblicità. Evidentemente, non si applicano alla propaganda di guerra.

 

Thierry Meyssan

Traduzione

Matzu Yagi

Fonte

Megachip-Globalist (Italia)

 

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