Solo Netanyahu non condanna Putin per Skripal. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Solo Netanyahu non condanna Putin per Skripal. Maurizio Blondet

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Mentre Germania, Francia, Bruxelles e  Stati Uniti, più la NATO e la UE, come un sol blocco accusano Putin di aver avvelenato l’ex-spia Skripal, un’astensione va segnalata: Netanyahu condanna il fatto, ma in un secco comunicato ufficiale, non si unisce alla condanna generale della Russia, non la nomina nemmeno, e si augura che “la comunità internazionale lavori insieme per evitare ulteriori incidenti di questo tipo“: una frase che poteva essere scritta da Lavrov.

https://www.timesofisrael.com

I relativamente buoni rapporti personali fra Putin e Netanyahu possono entrarci per qualcosa. Come il fatto che Israele ha le forze aeree russe molto vicine in Siria, e si coordina normalmente con esse quando fa le sue incursioni sul territorio siriano. C’è anche una evidente distanza di Bibi dalle istanze globaliste di quella parte della lobby che è simboleggiata da Soros. O forse, come sostiene l’ex diplomatico britannico Craig Murray, è proprio Israele ad avere operato col gas nervino per mettere nei guai la Russia.

Ma forse Bibi non ha bisogno di inimicarsi Mosca, perché già fanno tutto le lobbies ebraiche in Usa ed Europa?

Parigi dove il governo prima fa una dichiarazione di presa di distanza quasi sarcastica: “Non facciamo politiche di fantasia. Quando ci saranno le prove sarà il tempo delle decisioni” per ulteriori sanzioni alla Russia; smentita poche ore dopo dall’Eliseo – cioè direttamente da Macron – in cui l’appoggio alla may è stato definito “fuori questione” e  la responsabilità russa “molto probabile”. Eppure Macron è stato quello che premeva, fino a ieri, per migliorare le relazioni con Mosca. Evidentemente è stato convinto ad obbedire ad un piano di ostilità totale, che non è il suo.

Nuovo governo Trump: vittoria neocon

Di chi esattamente, noi poveri spettatori dall’esterno non sappiamo. Per molti verso sembra che nell’amministrazione Trump abbiano vinto i neocon, più la CIA che ne è stata complice: una nuova generazione di neocon che vogliono la guerra totale all’Iran e l’isolamento della Russia, i vecchi lupi della CIA che hanno ripreso il sopravvento. Quei vecchi (Brennnan e compari) che, decaduti perché erano stati nominati da Obama, avevano anche minacciato di morte The Donald. Dopo le ultime cacciate (Tillerson, Cohn..) il governo americano sembra un dream team della Cia, intesa come simbolo delle comunità d’intelligence e “ispiratrice simbolica in quanto organizzazione mitica completamente esemplare del Deep State”.

Gli espulsi da Trump.  Finora.

Gli espulsi da Trump. Finora.

L’energumeno che ha sostituito Tillerson, Mike Pompeo come segretario di Stato rende sicuro che gli USA stracceranno l’accordo sul nucleare con l’Iran, perché Pompeo vi si è opposto quando Obama lo firmò. Inoltre è ferocemente anti-russo. Senatore (deve la carica ai soldi dei fratelli Koch, miliardari di cui è il devoto servo), tuonò che gli Usa dovevano riprendere i metodi di tortura dell’era Bush. Il che spiega come mai non solo i repubblicani, ma 14 democratici hanno votato per la sua conferma: democratici neocon e j come Chuck Schumer (leader del Senato), Dianne Feinstein, Sheldon Whitehouse, e Tim Kaine.

https://worldisraelnews.com

Quella che ha sostituito Pompeo alla CIA, Gina Haspel, è in tutto per tutto una creatura di Brennan; per lui ha condotto la gestione dei “siti neri” all’estero per torturare i prigionieri; ha torturato, pare, con le sue mani; ha avuto una parte centrale nella tortura di Abu Zubaydah, un palestinese che veniva ritenuto “sapere qualcosa” degli attentati alle ambasciate Usa in Kenia e Tanzania, tenuto 11 giorni in una vera e propria bara. Soprattutto, la Haspel ha distrutto i videotapes degli interrogatori, con ciò salvando il didietro a sé e a Brennan e a tutta la forza dei torturatori.

https://theintercept.com

Adesso si parla della imminente cacciata anche del consigliere di sicurezza nazionale H.R. McMaster; se al suo posto sarà scelto, come si dice, John Bolton – l’ebreo neocon dell’amministrazione Bush, ambasciatore all’ONU in quegli anni,uno degli artefici della distruzione dell’Irak “dopo” l’invasione americana, un personaggio per cui valgono solo ed esclusivamente gli interessi di Israele – sarà un cadere dalla padella nella più orribile brace.

John Bolton è un membro del gruppo originario dei neocon, degli allievi di Leo Strauss e della sua dottrina segreta talmudica, insomma dei Richard Perle, Paul Wolfowitz, rabbi Dov Zakheim; è stato uno del PNAC (Project for a New American Century) che “profetizzò” la necessità di un “attacco catalizzatore” per convincere il popolo americano a scatenare le guerre contro “il terrorismo” che poi seguirono per il bene di Israele – quando l’attacco profetizzato si concretò l’11 Settembre: e allora praticamente tutti i membri del PNAC erano nel governo Bush jr. a gestire l’attentato.

Purtroppo, a Trump, questo Bolton piace. Il presidente gli ha chiesto consigli in politica estera, anche a fine giugno 2017. Lo sappiamo perché Bolton, diventato ospite fisso diFox News, ha raccontato quel che disse al presidente: “Ci sono segni che il governo di Assad stia pianificando un altro attacco chimico. I piloti americani hanno colpito le forze che minacciano i nostri alleati e abbattuto un aereo siriano e droni iraniani. La probabilità di uno scontro militare diretto tra Stati Uniti e Russia è aumentata. Invece di ripetere in modo irriflesso gli errori del presidente Obama, l’amministrazione Trump dovrebbe intraprendere una “rivalutazione dolorosa”, nello stile di John Foster Dulles, per evitare di sperperare la vittoria sul terreno.”

E’ un interventista fanatico. Con tratti di follia vera e propria, seoncdo quel che racconta Wayne Madsen, che lo conosce bene: “Bolton crede che l’Iran stia sfruttando le turbolenze politiche in Venezuela per ottenere l’accesso ai giacimenti di uranio del paese. È anche convinto che Hezbollah abbia creato una rete di narcotraffico in America Latina. Bolton ha invitato Trump a riaffermare la dottrina Monroe – proclamando l’emisfero occidentale come dominio americano – a causa di “intromissione russa” in America Latina”.  Ecco perché al confronto, il consigliere alla sicurezza nazionale McMaster è un moderato, essendo un militare – e lo rimpiangeremo.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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