Gad Lerner, come Wyatt Earp, e i cattivi di Forza Nuova. Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Gad Lerner, come Wyatt Earp, e i cattivi di Forza Nuova. Giorgio Lunardi

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Prato. Gad Lerner, come fosse Wyatt Earp, si avvicina ad un gruppo di Forza Nuova, giusto così, per guardarli in faccia. Ne ha diritto.

C’è tensione. Si scambiano gli sguardi un po’ corrucciati e (forse) minacciosi. Gad incrocia le braccia, li fissa uno a uno, dritto negli occhi. Ostenta una certa sicurezza. Non ha armi con sé, o almeno non si vedono. Ma al suo fianco ci sono più persone che filmano la scena e registrano ogni parola.Dopo un po’, forse deluso, annuisce, si gira e torna indietro. Dal gruppetto di Forza Nuova si leva un urlo chiaro e forte:

Ebreo!

Gad si ferma, torna sui suoi passi, li guarda di nuovo uno ad uno e aspetta. Non succede altro. Dopo una trepidante attesa se ne va e si dirige verso la piazza degli antifascisti, dove lo attende una folla di sostenitori.

Se fossero arrivate altre parole, magari qualche insulto, oggi i giornali avrebbero scritto a caratteri cubitali:

“Grave atto di antisemitismo a Prato, aggredito Gad Lerner da un gruppo di fascisti”.

Le televisioni avrebbero dedicato uno speciale all’evento. Gad sarebbe stato invitato ovunque. La stampa mondiale avrebbe riportato la notizia “Italia razzista”. La magistratura avrebbe immediatamente aperto un’inchiesta coinvolgendo la Digos e spendendo decine di migliaia di euro per processare i colpevoli.

In Parlamento già domani, qualche sensibile deputato avrebbe chiesto non solo l’approvazione di nuove norme contro il razzismo, ma anche l’adozione della nuova definizione di antisemitismo, così come vuole l’IHRA eliminando definitivamente la libertà di critica, non solo verso gli ebrei, ma anche verso i sionisti e Israele. Denunciare le esecuzioni mirate dei palestinesi sarebbe diventato reato, dall’oggi al domani.

Per fortuna i cattivi di Forza Nuova sono stati zitti. Scampato pericolo.

Qualche parolina di troppo di sicuro l’hanno pensata, ma non l’hanno pronunciata. In Unione Sovietica, nel 1927 era reato pensare male degli ebrei. Qui per fortuna non ancora. E come facevano a sapere i sovietici che uno pensava male degli ebrei? Semplice, se non ne parlava bene o stava zitto voleva dire che ne pensava male.

E si rischiava la vita…

Ma forse le leggi cambieranno e ci adegueremo anche qui…

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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