Le rivolte popolari in Cile sono causate dalle enormi disuguaglianze sociali create dal neo-liberismo economico. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Le rivolte popolari in Cile sono causate dalle enormi disuguaglianze sociali create dal neo-liberismo economico. Alberto Rovis

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Sui disordini sociali in Cile, così scrive l’AGI:

“Partite come protesta per l’aumento dei biglietto della metro, le manifestazioni in Cile si sono ormai radicalizzate e riflettono la rabbia dei cittadini in un Paese, uno dei più ricchi della regione sudamericana, fino a poche settimane fa considerato “un’oasi” del continente, ma dove sono profonde le disuguaglianza sociali“.

AGI.IT

Ricordiamo alcuni fatti.

Nel 1973 c’era in Cile un governo eletto, quello di Salvador Allende. Era un governo di sinistra (vera), sovranista, per il popolo e contro le multinazionali americane che in quel paese facevano il bello e il cattivo tempo, portandosi via tutte le risorse minerarie del Nord.

Il governo Allende venne deposto da un colpo di stato organizzato da Henry Kissinger in persona, all’epoca Segretario di Stato degli Stati Uniti, con l’intervento diretto della CIA. Al posto di Allende arrivò il Generale Augusto Pinochet, il dittatore più sanguinario che abbia mai governato un paese latino-americano.

Ci furono in Cile centinaia di migliai tra morti ed esuli.

Ma non ci fu soltanto la repressione. Il Cile rappresentò anche un esperimento sociale di fondamentale importanza per la finanza internazionale.

Fu il primo paese ad applicare le teorie economiche neo-liberiste.

I risultati furono ottimi, all’inizio. Un biglietto da visita per il neo-liberismo economico, sdoganato a suon di premi Nobel e propaganda. Una spallata alle teorie keynesiane, che in quel periodo prevalevano in tutto l’Occidente.

Ma il liberismo economico, a lungo andare, crea enormi differenze tra poveri e ricchi. E’ un continuo e costante risucchio di ricchezza dal basso verso l’alto, dai poveri verso i ricchi. I primi diventano sempre più poveri, i secondi sempre più ricchi.

Finché arrivano i disordini sociali.

Ed anche questi disordini sono un enorme esperimento sociale. Perché insegneranno alla classe dominante, che in quel paese si identifica completamente con la finanza apolide, a reprimere efficacemente le rivolte popolari. I governanti cileni impareranno presto. Quelle soluzioni verranno poi utilizzate per reprimere tutte quelle rivolte popolari che o prima o poi si verificheranno anche in Europa.

Come ad esempio quella che si sta verificando già da un anno in Francia, col movimento dei Gilet Gialli.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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