L'Egitto scende al fianco di Damasco - www.altreinfo.org

L’Egitto scende al fianco di Damasco

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“Secondo una fonte militare d’alto livello citata da Iran Today, il governo egiziano avrebbe inviato forze militari in Siria nel quadro della lotta al terrorismo e della cooperazione militare con lo stato siriano”. La notizia-bomba è riportata da AlManar. Secondo la fonte, “L’Egitto desidera fornire aiuto militare […] soprattutto dopo aver constatato che i suoi disaccordi con l’Arabia Saudita sono profondi per quanto riguarda l’aiuto che questa dà ai terroristi in Irak e Siria senza contare la guerra scatenata contro lo Yemen”.  Secondo la notizia, l’Egitto ha inviato armamenti in Siria a sostegno del governo di Assad.

La notizia non è stata confermata da nessuna delle parti interessate. Però è un fatto che un gruppo di ufficiali dell’esercito egiziano era presente martedì  nella città portuale di Tartous, che è anche sede della  base navale russa, per addestramento con consiglieri militari russi presso la linea del fronte con  l’IS.

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Al Sissi, presidente dell’Egitto

Se l’Egitto –  il più popoloso  paese sunnita con una ragguardevole forza armata – entra nel gioco a fianco degli sciiti, l’”impulsivo”  principe ereditario Mohamed Bin Salman  dovrà congratularsi con se stesso per la sua abilità diplomatica: dieci giorni prima, in visita al Cairo, aveva minacciato il generale Al Sissi di “fargli fare la stessa fine di Mubarak” se l’Egitto non cedeva all’Arabia Saudita le due isole di Tiran e Sanafir.  Questa notizia, smentita dal Cairo,  è stata confermata da uno dei più celebri giornalisti egiziani, Mohkarem Mohammed Amad.  La cessione delle due isole – che  con  un ponte  finanziato dai sauditi  avrebbe dovuto  riunire la  penisola arabica al Sinai – sembrava cosa fatta; ma poi, ha rivelato il giornalista, ci si è resi conto che la responsabilità della sicurezza dei due strategici isolotti l’avrebbe assunta Israele.  Da qui una certa resistenza o ripensamento  di Al Sissi. L’Arabia Saudita ha risposto interrompendo a più riprese le  forniture energetiche all’Egitto;  ha ingiunto al generale di porre fine immediatamente alle sue aperture verso Teheran; di rompere i rapporti con la Siria, altrimenti l’Arabia ritirerà tutti gli investimenti dall’Egitto, spingendo  Al Sissi nella stessa condizione di Mubarak.   Al Sissi non  ha visto altra via di scampo che appoggiare la Russia nella sua campagna in Siria.

Cairo e Mosca finalizzeranno il contratto per la costruzione della centrale nucleare di Dabaa, 1200 MW,   che sarà completata nel 2022, costruita  da Rosatom e finanziata da un prestito russo di 35 anni. Mosca ha ritrovato un vecchio alleato…e probabilmente anche le due navi da sbarco  porta-elicotteri Mistral, che aveva ordinata alla Francia e che Hollande non ha voluto consegnare. Le ha vendute all’Egitto – “vendita” finanziata dalle banche europee per metà, in pratica gliene abbiamo regalato un pezzo anche noi  –  e  il Cairo le ha attrezzate con sedici elicotteri K-52K et 16 Ka-29/31, russi.

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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