La classe politica è incapace di agire, ma l'Italia è sull'orlo del baratro. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

La classe politica è incapace di agire, ma l’Italia è sull’orlo del baratro. Alberto Rovis

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In questi giorni, molti politici dicono che la Banca Centrale Europea deve stampare moneta e darla ai governi dei singoli stati perché possano far fronte alla crisi sanitaria generata dal coronavirus.

La Banca Centrale Europea non può farlo.

Nel regolamento della BCE c’è scritto nero su bianco che la BCE può aiutare le banche in difficoltà, fungendo da prestatore di ultima istanza, ma non può aiutare gli stati. Non è quindi un prestatore di ultima istanza per i governi europei che hanno aderito all’Euro. Bisognerebbe cambiare regolamento, ma questo è al momento impossibile. Non si può fare e dubito si possa fare in futuro.

E’ quindi inutile andare nei programmi televisivi a dire agli italiani che la BCE deve stampare moneta e darla agli stati per far fronte alla crisi.

Ricordiamoci sempre che in lingua tedesca debito si dice Schuld, e che il termine Schuld significa anche colpa. I tedeschi non hanno coi debiti lo stesso rapporto che abbiamo noi. Per noi i debiti sono impegni da onorare, per loro sono anche delle colpe da espiare.

Finanziarsi col debito

L’unica cosa che può fare la BCE è stampare moneta e darla alle banche affinché con quei soldi comprino titoli emessi dallo Stato. Quindi, l’Italia deve prima emettere BTP, o altri titoli, e offrirli sul mercato, sperando che li comprino le banche. E non è detto che li comprino, perché le banche possono considerare troppo rischioso avere in pancia titoli tossici o troppo a rischio.

In ogni caso, l’Italia dovrà rimborsare quei soldi ricevuti in prestito e pagare gli interessi. Non sono soldi regalati.

Questo vuol dire che il debito pubblico si impennerà con una conseguente crisi finanziaria. Ma non è finita qui. Siccome siamo tutti chiusi in casa e nessuno produce, ci sarà anche una crisi economica, il PIL crollerà e il rapporto Debito/PIL si innalzerà oltre ogni immaginazione, probabilmente supererà quota 200.  Poi arriveranno con calma le agenzie di rating, incominceranno a declassare il debito pubblico italiano, che diventerà spazzatura, e l’Italia sarà in default, con interessi alle stelle.

Questo è il gioco al massacro, da cui dobbiamo sottrarci.

Finanziarsi con una moneta parallela

C’è una e una sola soluzione. Bisogna stampare una moneta parallela. Non si può fare diversamente. E non possiamo aspettarci che sia la Banca d’Italia a farlo, perché la Banca d’Italia appartiene a un pool di banche private che non hanno nessun interesse a fare una cosa del genere.

Ma per fortuna c’è un’altra strada.

La moneta parallela la può emettere il Tesoro. 

Ma chi c’è al Tesoro? Uno storico che non sa nulla di economia, gradito a Bruxelles e alla finanza apolide che controlla l’Europa. Nei punti chiave dello Stato italiano ci sono persone che giocano in altre squadre, non in quella italiana. Uno è il ministro Roberto Gualtieri, prono all’Europa e alla finanza, ma non è l’unico. L’AD della borsa italiana, Raffaele Jerusalmi, quello che ha permesso ai lupi di depredare i risparmiatori italiani, non una sola volta, ma più volte, è anche peggio dello storico Gualtieri.

Se nei punti chiave dello Stato ci sono persone che non fanno gli interessi dell’Italia, o perché non sono in grado, o perché difendono altri interessi, è impossibile venirne fuori. L’Europa prende tempo, perché ogni giorno che passa si stringe di più il cappio al collo dell’Italia.

Siamo sull’orlo del baratro.

Loro devono solo aspettare. Siamo noi che dobbiamo agire.

Ma chi deve agire? La nostra classe politica, che forse è la meno capace del pianeta.

Il problema dell’Italia, quello che causerà più morti, non è il coronavirus, ma il leviatano della finanza apolide, quello che ci aspetta dietro l’angolo, quando la crisi sanitaria sarà finita e inizierà una devastante crisi economica e finanziaria che ci riporterà all’età della pietra.

Non possiamo fidarci né dei francesi, né dei tedeschi, né di altri. Dobbiamo fare da soli.

E’ il momento di agire nell’interesse dell’Italia. Non è il momento di cantare Bella Ciao, di leggere slogan, di andare in TV a cercare inutili consensi, o su facebook a balbettare improbabili soluzioni sanitarie, o di organizzare conferenze stampa per illustrare le elemosine che si stanno per elargire al popolo italiano, o di dire ciò che bisogna fare su Twitter.

Bisogna agire.

Tra due mesi l’Italia sarà in default, forse anche prima. Tra sei mesi verremo scannati dalla finanza apolide, che ora tace e aspetta.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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