I politici fantasma non possono decidere. Elena Dorian - www.altreinfo.org

I politici fantasma non possono decidere. Elena Dorian

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Per combattere il Covid-19, il Governo ha istituito 15 task force, con 450 componenti. L’ultima, in ordine di tempo è quella di Vittorio Colao. Il motivo per cui i nostri governanti costituiscono commissioni, una dietro l’altra, è che hanno paura di prendersi le responsabilità amministrative e penali delle decisioni che sono chiamati a prendere. Quindi pagano i cosiddetti esperti e scienziati per poi fare quello che dicono loro, giusto o sbagliato che sia. In questo modo la responsabilità viene spalmata tra centinaia di esperti e i politici non rischiano di essere chiamati a giudizio da qualche solerte magistrato.

Questa è la nuova moda politica, non decidere nulla, non toccare nulla, non fare nulla. La commissione Colao, però, ha chiesto l’immunità penale prima di agire. In un paese di furbi, loro non vogliono rimanere col cerino in mano. Intanto l’Italia soffre a causa dell’immobilismo decisionale.

Le quindici commissioni

In principio venne quella del ministero della Salute, insediatasi il 22 gennaio quando l’emergenza non era ancora scoppiata. Prevedeva la presenza del Dg Prevenzione e di altre direzioni competenti, Nas, Iss, Spallanzani, Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, Aifa, Agenas e consigliere diplomatico.

Oggi imperversa la task force di Vittorio Colao per la fase 2, che rappresenta un comitato di esperti in materia economica e sociale. È stata istituita con Dpcm 10 aprile 2020 e prevede oltre a Colao 17 esperti con Arcuri e Borrelli componenti di diritto.

Poi ci sono i 15 componenti del comitato tecnico-scientifico, istituito con decreto del Capo Dipartimento Protezione Civile n. 371 del 5 febbraio 2020. Nove componenti di base, integrati con “qualificati esperti del settore”.

Il giusto spazio va dato anche alla cabina di regia Governo, enti locali, parti sociali, che si è riunita finora in videoconferenza alla presenza del ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia (oltre 40 componenti).

Di cabina di regia ce n’è anche un’altra ed è quella della fase 2, che si i riunisce per la prima volta oggi, è presieduta dal ministro Boccia e composta da Speranza, tre presidenti di Regione (Fontana, Bonaccini e Musumeci) e tre sindaci (Decaro, Pella e Raggi).

Poi c’è la task force emergenze del ministero dell’Istruzione, già attiva ma ripensata per Covid e riunita il 24 febbraio dalla ministra Azzolina con dirigenti, rappresentanti Protezione civile, pediatri, referenti territoriali del ministero e degli studenti.

Di 35 componenti è composta la task force liquidità per il sistema bancario, istituita dal decreto cura Italia tra ministero dell’Economia, ministero dello Sviluppo economico, Bankitalia, Abi, Mediocredito Centrale e Sace.

Le task force del governo Conte per l’emergenza Coronavirus (Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2020)

Poi c’è la task force dati con 76 componenti – divisi in otto sottogruppi – agli ordini della ministra Pisano e quella contro le fake news istituita dal sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria Andrea Martella.

La rassegna prosegue con i nove componenti del gruppo di lavoro sulla finanza sostenibile per agevolare l’accesso delle imprese green al credito, che naturalmente fa capo al ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

La ministra della famiglia Elena Bonetti ha anche lei un suo team di “donne per un nuovo rinascimento”: sono in 13.

Poi c’è la struttura di supporto al commissario Arcuri che ha 40 componenti, quella del MIUR per il dopo emergenza (15 componenti), quella per le carceri (40 componenti) e quella per la giustizia (altri 20). Speriamo che non scoppi un’emergenza: evacuarli potrebbe essere un problema.

 

di Elena Dorian

Fonti:

  • Il Sole 24 Ore
  • www.nexquotidiano.it

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