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Il marketing politico: specialità di Renzi e Berlusconi

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Ci sono molte cose che accomunano Matteo Renzi a Silvio Belusconi. Sono due uomini che avrebbero potuto intraprendere con successo qualsiasi attività commerciale. Come venditori porta a porta sarebbero diventati subito ricchi. Mia nonna avrebbe comprato tutto da loro: scope, saponette, aspirapolvere, il folletto. Tutto. Se poi avessero deciso di vendere automobili usate, il successo sarebbe stato garantito. Invece, nonostante il grande talento per il commercio, chissà perché, hanno deciso entrambi di dedicarsi alla politica. Renzi solo alla politica, forse perché non sa fare altro. Berlusconi non so, avrà avuto i suoi buoni motivi.

E mi soffermo un po’ di più su di Renzi, perché è giovane ed ha una lunga (forse) carriera davanti a sé. Non per altro.

Marketing politico: “la buona scuola”

Renzi ha fatto una legge sulla scuola e l’ha chiamata la “Buona Scuola“. Non è una buona legge, così almeno hanno detto circa un milione di insegnanti. Molti di loro mi hanno parlato male della “Buona Scuola”. Ed hanno anche scioperato contro. Sulle circolari che venivano lette in classe per avvertire gli allievi c’era scritta una frase di questo tipo:

Si comunica alle famiglie che il sindacato tale dei tali ha indetto uno sciopero del personale docente contro la “Buona Scuola” per il giorno xy. La scuola non può quindi garantire il servizio”

Quando mia figlia di dodici anni mi ha letto la circolare e mi ha chiesto perché gli insegnanti scioperano contro la “Buona Scuola” ho capito il gioco di parole ed ho pensato subito: Renzi è un genio della comunicazione. Il marketing politico è il suo grande talento. Ho pensato anche che sarebbe stato il ministro della propaganda ideale per Benito Mussolini.

Marketing politico per venderci cattive leggi

Marketing politico: “dopo di noi”

A luglio ho avuto sotto mano la legge “Dopo di noi“. E’ una legge che dovrebbe aiutare i disabili a trovare una sistemazione quando vengono a mancare i loro genitori o le persone che si prendono cura di loro. Il nome è altisonante: “Dopo di noi”. Tre parole che dicono già tutto. In realtà è un grande truffa, un favore alle assicurazioni. I fondi stanziati sono ridicoli. Lo stato non mette praticamente nulla di suo, anzi forse ci guadagna. Il nome però è molto bello. E Renzi non perde occasione per dire:

Abbiamo fatto una legge per i disabili che tutto il mondo ci invidia: la legge si chiama “dopo di noi”. Parole di Renzi. Anche questo è marketing politico.

Il colpo di genio: il SI o il NO ai risparmi

Adesso dobbiamo votare per dire SI o NO alla riforma della Costituzione.

Leggete il testo:

Testo del referendum costituzionale di Renzi. Marketing politico per ottenere consensi.

Un altro esempio di marketing politico

E’ geniale. Come faremo a votare contro il risparmio. E poi, sapendo che Renzi ha promesso di utilizzare questi soldi per aiutare i poveri… Mi vergognerò moltissimo. Ma prenderò il coraggio a due mani e voterò NO. In barba al marketing politico di Renzi e di suo fratello maggiore.

di Elena Dorian

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