Effetti collaterali della tele pandemia. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Effetti collaterali della tele pandemia. Elena Dorian

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La cosiddetta tele pandemia mortale sta generando una devastante serie di problemi economici e sociali che non riguardano soltanto noi, ma anche le generazioni che verranno.

Aumento dei suicidi tra i giovani

I tentativi di suicidio tra i giovani di età compresa tra 14 e 18 anni sono aumentati del 30%.

Lo studio è dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e lo racconta il dottor Alberto Ferrando presidente dell’associazione pediatri extra-ospedalieri liguri.

“A causa di questo periodo di difficoltà e soprattutto dell’isolamento sono aumentati gli atti autolesionistici, ma anche disturbi mentali come l’irritabilità, l’ansia, il sonno disturbato, problemi di alimentazione, violenza all’interno della famiglia”.

Un malessere iniziato durante il lockdown e che continua con l’impossibilità di muoversi liberamente come prima. La solitudine i ragazzi la raccontano soprattutto con l’assenza della scuola che non può essere risolta con la sola didattica, in più a distanza, soprattutto durante l’adolescenza, e con l’impossibilità di praticare sport come una volta.

https://www.primocanale.it/notizie/covid

Crollano le nascite

420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di Unità Nazionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario Istat aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno – recependo a dicembre un verosimile calo dei concepimenti nel mese di marzo – per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021.

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi

Salute mentale dei bambini

Gli esperti avvertono che la salute mentale a lungo termine dei bambini è a rischio per lo stress correlato al COVID-19

Nel bel mezzo della vasta devastazione socioeconomica provocata dalle restrizioni per il COVID-19, un campo, purtroppo, sta esplodendo: la salute mentale.

Molti professionisti della salute mentale stanno segnalando un’elevata domanda e un numero di casi record, inclusi i pazienti più giovani che hanno bisogno di aiuto per far fronte alla convergenza senza precedenti della paura, della incertezza, della interruzione della routine, dell’isolamento fisico e sociale, dell’aumento del tempo in casa e dello stress dei genitori.

https://salutogenesi.org/approfondimenti/salute

Depressione e ansia tra gli anziani

Dal punto di vista psicologico, la separazione dalle relazioni interpersonali mette gli adulti più anziani a maggior rischio di depressione e ansia, amplificando il grado di disturbi affettivi già correlati all’avanzamento dell’età. I dati sembrerebbero indicare un andamento di reciproco rinforzo tra disturbi affettivi e isolamento.

I disturbi affettivi associati all’anzianità, infatti, possono innescare a lungo termine comportamenti di ritiro sociale, schemi di pensiero autoreferenziali disfunzionali e peggioramento dei sintomi psichiatrici. Questi esiti, a loro volta, tenderebbero ad alimentare e aggravare i disturbi affettivi e l’ansia pre-esistenti.

https://www.apertamenteweb.com/covid-19-le-conseguenze

Depressione e ansia tra la popolazione

L’emergenza coronavirus avrà come importante conseguenza un significativo aumento dei disturbi mentali, come afferma l’Organizzazione mondiale della sanità. E i danni, in Italia come in molti altri paesi, si vedono già adesso: basti pensare che nel nostro paese i sintomi depressivi risultano quintuplicati e oggi ne soffre ben una persona su 3.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, sono stati diffusi i risultati di una ricerca, coordinata dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che stima un aumento fino al 40% dei sintomi di stress e ansia dovuto al lockdown. Lo studio è in via di pubblicazione su European Psychiatry e già disponibile in preprint.

https://www.repubblica.it/salute/dossier

Tiziano Manzoni info@fototm.com

Con il lockdown è aumentata la violenza sulle donne

Una ogni tre giorni. Sono i numeri delle donne uccise nei primi 10 mesi del 2020. Le associazioni avevano lanciato l’allarme fin dal primo lockdown in primavera. Il timore era che per chi viene maltrattata in famiglia la quarantena sarebbe coincisa con un aumento delle violenze. L’isolamento, la convivenza forzata, l’impossibilità di sottrarsi materialmente alle violenze uscendo di casa e l’instabilità del periodo hanno reso le donne e i loro figli ancora più esposti alla violenza domestica. Ora i dati confermano le paure. Secondo il VII Rapporto Eures sul “Femminicidio in Italia”, uno degli aspetti più rilevanti nell’analisi del fenomeno nei primi 10 mesi del 2020 riguarda proprio la “correlazione tra convivenza e rischio omicidiario”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/25/con-il-lockdown

Sparite oltre 300mila imprese e 200mila autonomi

L’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019) porta a stimare per il 2020 la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato, fenomeno non compensato dalle 85mila nuove aperture. Pertanto, la riduzione del tessuto produttivo nei settori considerati ammonterebbe a quasi 305mila imprese (-11,3%).

Di queste, 240mila, esclusivamente a causa della pandemia. Questa la stima dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla nati-mortalità nel 2020 delle imprese del commercio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi.

https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-e-crisi

E i morti?

Nonostante i bollettini quotidiani che ci raccontano di contagiati, asintomatici, terapie intensive e morti, i decessi del 2020 continuano ad essere in linea con quelli degli anni passati.

L’unico scostamento visibile e tangibile è quello che riguarda le zone della Lombardia colpite a marzo e aprile 2020.

Per il resto gli italiani vivono di più, anche se la qualità della vita è crollata ovunque.

I magistrati dovrebbero processare chi, a marzo 2020, ha emanato istruzioni sbagliate per curare il Covid-19 ed ha di fatto vietato le autopsie, impedendo di curare correttamente gli ammalati e provocando la morte di decine di migliaia di persone, la maggior parte dei quali a Bergamo e Brescia.

Stiamo distruggendo il nostro paese, da un punto di vista economico, sanitario e sociale per una pandemia mortale che non fa morti.

Ma li farà, certo che li farà.

Quando saremo tutti sull’orlo di una crisi di nervi, senza lavoro, poveri e depressi, il Covid farà davvero molti morti.

Ed è meglio rassegnarsi perché sotto sotto, nel nostro intimo, lo sappiamo tutti che se non accettiamo le restrizioni che ci impongono col Covid-19, ci arriveranno prima il Covid-21, poi il Covid 23 e poi chissà cos’altro, con mortalità ben più alta.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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