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L’incertezza del vivere e dei valori

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La Costituzione non afferma che si debba votare un nome per la presidenza del Consiglio dei Ministri, ma fino al 2011 sono sempre stati eletti alti dirigenti democristiani (od esponenti del pentapartito), poi Prodi (e tristi epigoni) e Berlusconi. Forse Letta sfugge un poco a questa regola (fu un governo di transizione), ma anche Renzi è – di fatto – un governo tecnico, non solo Monti, perché Matteo Renzi s’è guadagnato, da solo, soltanto le poltrone di presidente della Provincia di Firenze e di sindaco di Firenze. Aggiungeteci un Presidente della Repubblica “sovrano” ed un altro “muto” e la frittata è servita.

Renzi non è nemmeno un parlamentare, è un signor nessuno, nato e cresciuto nei media: molte donne l’hanno votato perché bello, giovane, avvocato di successo, ecc. E quale donna non lo vorrebbe come marito o come genero? Ci sono le eccezioni, ovvio, ma le elezioni sono il frutto di realtà studiate a tavolino, provate in piccoli test (amministrative) e pianificate dagli “spin doctor”. Democrazia? Una forma di governo dell’antica Atene. Punto.

Perché queste persone appoggiano l’incertezza del vivere e dei valori?

Semplice: perché non sanno che futuro avranno, non sanno – una volta elette – come dovranno comportarsi, cosa dovranno emanare, quali “riforme” dovranno varare. Attendono lumi da Berlino, Londra, New York, mica s’attengono alle promesse elettorali: quelle servono ad acchiappare gli allocchi.

Per questa ragione, l’incertezza generale è un’abitudine che si consolida: “eh, io non andrò mai in pensione…” “eh, vedremo se passerà davvero la costruzione del Ponte…” “mah…dipenderà dal deficit di fine anno…” “eh…l’hanno detto, ma la strada non la faranno perché i soldi…” “autostrada chiusa” “treno soppresso”…e vai col tango.

Fateci caso: ci stanno abituando a vivere alla giornata, come vivono loro nei confronti dei loro “datori di lavoro”, che sono i soliti che magari non conosciamo, ma che ben immaginiamo.

Anche Renzi, se perderà il referendum, dovrà andarsene ed arriverà D’Alema, il solito salvatore della Patria, fino alle prossime elezioni. Tira un respiro e vai, tanto stanno tutti bene (loro), che gli frega di noi?

 

di Carlo Bertani

Fonte: carlobertani.blogspot.it

Tratto da: “Quando ti fanno incavolare di brutto”

 

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