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Putin a Obama: “Mostri qualche prova sul coinvolgimento russo nelle elezioni presidenziali Usa o taccia”

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Putin a Obama: “Mostri qualche prova sul coinvolgimento russo nelle elezioni presidenziali Usa o taccia”
Putin ha subìto un’alzata di scudi generale negli Stati Uniti poiché – si dice – avrebbe “condizionato pesantemente e personalmente le elezioni presidenziali appena svoltesi”.

Il portavoce del Presidente russo, Dmitry Peskov, ha detto venerdì 16 dicembre 2016 che gli Stati Uniti devono smettere di accusare la Russia di ingerenza nelle sue elezioni o devono dimostrare il contrario. Peskov ha detto che è “indecente” che gli Stati Uniti accusino “senza alcun fondamento” la Russia di intervenire nelle sue elezioni.

Putin a Obama: Mostri qualche prova sul coinvolgimento russo nelle elezioni presidenziali Usa o taccia

“È necessario smettere di parlarne, oppure si devono finalmente mostrare delle prove in tal senso. Altrimenti tutto ciò appare come una mera indecenza”, ha detto Peskov ai giornalisti presenti a Tokyo, dove il Presidente Putin stava tenendo un colloquio bilaterale con il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, in risposta a domande sulle ultime accuse mosse alla Russia di aver effettuato attacchi hacker durante le elezioni presidenziali Usa.

Peskov ha avvertito che la minaccia sollevata da Obama di “vendicarsi” per il presunto attacco russo è “contro la legge americana e e contro le norme internazionali”, accennando ad una “guerra informatica” da lanciare “a tempo indeterminato” ai danni della Russia che lo stesso Obama sarebbe in procinto di lanciare oggi [16 dicembre 2016] con un discorso alle 14.15 (ora americana).

In precedenza, giovedi 15 dicembre Peskov ha detto all’agenzia di stampa Associated Press che il rapporto sui presunti brogli russi nelle elezioni presidenziali Usa è “una ridicola sciocchezza”, mentre la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato “i media occidentali” di “fare da spalla” e di “essere portavoce dei vari gruppi di potere (in Occidente)”, aggiungendo che “non è l’opinione pubblica in generale ad essere stata manipolata; la gente oggi è in grado di distinguere la verità;  sono i mass media che stanno manipolando se stessi”, ha affermato la Zakharova.

Nel frattempo venerdì 16 dicembre Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri russo, ha detto alla TV di Stato “Russia 24” di essere “esterrefatto” del report presentato dalla TV statunitense “NBC” nel quale si sosterrebbe che il Presidente russo Vladimir Putin sarebbe personalmente coinvolto nelle presunte macchinazioni elettorali.

Il rapporto cita funzionari dell’intelligence Usa che sarebbero convinti, con un “elevato tasso di sicurezza”, che Putin si sia personalmente coinvolto in una “campagna segreta” volta ad influenzare l’esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. “Penso che queste accuse siano semplicemente ridicole, ed è anche ovvia l’inutilità di convincere chiunque dell’infondatezza di tali accuse”, ha aggiunto Lavrov.

Ricordiamo che la notte scorsa Obama ha promesso un’”azione di rappresaglia” nei confronti della Russia per le sue “ingerenze nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti il mese scorso”. “Credo che non ci sia alcun dubbio che, quando qualsiasi governo straniero cerca di influenzare l’integrità delle nostre elezioni, noi dobbiamo agire quando e dove scegliamo di fare”, ha detto Obama alla “National Public Radio”.

Le agenzie di intelligence degli Stati Uniti nel mese di ottobre scorso, durante la campagna per le elezioni presidenziali, hanno accusato la Russia per di aver promosso “azioni d hacking” informatico per sabotare o condizionare le elezioni stesse. All’epoca la Casa Bianca aveva promesso di mettere in atto una “risposta proporzionale” alla presunta “attività informatica” della Russia, anche se ha rifiutato di anticipare in che cosa sarebbe consistita questa risposta. Nel frattempo sia il Presidente eletto Donald Trump che l’FBI e l’ODNI [la Direzione nazionale delle agenzie di intelligence Usa] hanno respinto le conclusioni di un rapporto della CIA in merito a queste interferenze, per lo stesso motivo per cui Putin si è scagliato contro Obama: non ci sono prove.

Ciò tuttavia non ha fermato gli Stati Uniti dall’alimentare una continua escalation in forma di conflitto geopolitico al posto di una guerra guerreggiata; pertanto è molto importante prestare attenzione a ciò che Obama dirà il pomeriggio del 16 dicembre.

Secondo un rapporto della “NBC”, un team di analisti dell’“Eurasia Group” avrebbe dichiarato di credere che ll’amministrazione uscente Usa sarebbe con molta probabilità pronta a mettere in atto “ostacoli significativi” al lavoro della futura amministrazione Trump, e di renderne effettivamente difficoltoso il lavoro una volta insediatasi alla Casa Bianca nel gennaio 2017.

“È improbabile che i rapporti dell’intelligence statunitense cambieranno l’intenzione di Trump di avviare un processo di riavvicinamento con la Russia, ma la risposta del Congresso dopo le ‘indagini’ sui presunti brogli potrebbe ostacolare lo sforzo in tal senso della nuova amministrazione”, hanno sostenuto gli analisti dell’”Eurasia Group”.

 

di di Tyler Durden

Zero Hedge

Fonte della traduzione:  lantidiplomatico.it

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