Andreas Lubitz e il volo Germanwings - www.altreinfo.org

Andreas Lubitz e il volo Germanwings

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Ripercorriamo quanto accaduto il 24 marzo 2015: un aereo della Germanwings, compagnia low cost della Lufthansa, si schianta sulle Alpi francesi provocando la morte di 150 persone. Tre capi di stato volano immediatamente sul posto, il premier francese Francois Hollande, il premier spagnolo Mariano Rajoi e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Hollande, Merkel e Rajoy

Andreas Lubitz e le certezze

In pochi giorni si dipanano tutti i dubbi: il copilota Andreas Lubitz, psicolabile ventisettenne, lasciato dalla fidanzata, mezzo cieco, depresso e sotto l’effetto di psicofarmaci, si è chiuso nella cabina di pilotaggio ed ha guidato l’aereo contAndreas Lubitz, pilota follero la montagna. Si è così suicidato, conducendo verso la morte le 150 persone che erano a bordo dell’aereo. Sono state interpretate le scatole nere, trovati antidepressivi nella casa di Andreas Lubitz, trovati addirittura dei video nei telefonini dei poveri passeggeri che confermavano la versione ufficiale. Poche settimane dopo, la magistratura francese, senza esprimere alcun dubbio, analizzata la documentazione, valutato il caso, confermava la colpevolezza del copilota, il cui respiro si poteva sentire chiaramente nelle registrazioni di volo, a conferma che era solo in cabina. Il caso era chiuso.

I dubbi

E’ passato molto tempo da allora, ma vale la pena analizzare i molti dubbi che, invece, sono rimasti.

  1. l’aereo si è schiantato contro le montagne, ma non era visibile alcun punto di impatto. Eppure un aereo precipitato a 850 km all’ora coi motori in titanio avrebbe dovuto lasciare tracce molto chiare sul terreno;
  2. l’aereo era pieno di carburante, ma non c’era nessun incendio sulla montagna. Se in quel costone c’era poca vegetazione, almeno una macchia nera avrebbe dovuto esserci;
  3. i pezzi dell’aereo si trovavano in un raggio di vari kmq, dispersi tra le montagne, e questo non è compatibile con un impatto, ma con un’esplosione in volo;
  4. nella storia dell’aeronautica mondiale non si sono mai visti tre capi di stato recarsi nel luogo di un incidente aereo, rinviando tutti gli impegni istituzionali; di solito loro non hanno tempo per queste cose;
  5. nella storia dell’aeronautica mondiale non sono mai state decifrate le scatole nere di un aereo in quattro giorni e senza lasciare dubbi di alcun genere;
  6. il profilo facebook di Andreas Lubitz è stato immediatamente oscurato. Avremmo potuto vedere chi era, quali erano i suoi sogni e, se c’erano, le sue paure. Non è stato possibile ricostruire la vita di Andreas Lubitz;
  7. Andreas Lubitz aveva realizzato il sogno della sua vita, la sua stanza era tappezzata di aerei della Lufthansa, e lui ne pilotava finalmente uno;
  8. i genitori di Andreas Lubitz sono stati immediatamente affiancati da psicologi e non è stato possibile intervistarli. Chissà, forse avrebbero potuto fornirci qualche delucidazione sulla personalità del figlio, forse emergeva un quadro diverso da quello “ufficiale”;
  9. sono state pochissime le interviste effettuate a istruttori, amici e compagni di volo di Lubitz. Da tutte emergeva comunque una personalità normale, un uomo giovane, per certi versi ancora un ragazzo, che stava realizzando il sogno della sua vita;
  10. la compagna di Andreas Lubitz era incinta e dovevano sposarsi. Non era vero che lo aveva lasciato;
  11. Andreas Lubitz aveva quasi 1.000 ore di volo e non aveva mai dato segni di squilibrio;
  12. la scatola nera dell’aereo, almeno quella che ci hanno fatto vedere, sembrava un relitto del passato, mentre invece era lì da pochi giorni.

La verità ufficiale lascia molti dubbi, e probabilmente non riusciremo mai a fugarli tutti. Ma non è questo che deve preoccuparci, la storia dell’umanità è piena di misteri.

I relitti del volo Germanwings

Perché dobbiamo preoccuparci

Dobbiamo preoccuparci perché tutti i mass media occidentali, quindi non soltanto quelli italiani, hanno diffuso le notizie allo stesso modo, utilizzando lo stesso linguaggio, raggiungendo le stesse conclusioni, senza mettere in dubbio nessuna delle verità ufficiali.

Dobbiamo preoccuparci perché tutti i mass media del mondo hanno diffuso gli stessi filmati e le stesse immagini, come se ubbidissero ad una regia occulta, oscura e invisibile.

Dobbiamo preoccuparci perché la magistraturai politici  e i giornalisti fanno finta di non vedere, rimangono in superficie, abbassano la testa e si adeguano a questa situazione, senza opporsi, come invece dovrebbero.

E siccome l’informazione, la politica e la magistratura sono fondamentali in democrazia, mi chiedo per l’ennesima volta:

Viviamo veramente in una democrazia?

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