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Category: Controllo dell’informazione

La censura della falsa sinistra come la censura fascista. Mattia Liviani

Durante il ventennio, i fascisti convinti, quelli che condividevano le idee che veicolava il potere, quelli che la pensavano come il Duce e si erano fatti condizionare dalla propaganda del regime, non condannavano i limiti alla libertà di opinione. A loro dava fastidio che gli antifascisti parlassero, perché pensavano remassero contro la patria, li consideravano dei disfattisti, gente che voleva impedire che si compisse il destino dell’Italia. I fascisti non disapprovavano affatto la censura, anzi, non la consideravano nemmeno un male. Per loro era una priorità fermare quelli che diffondevano...

Criticare Israele è un crimine d'odio, anche il boicottaggio dei prodotti israeliani lo è

Nelle università degli Stati Uniti criticare Israele è un crimine d’odio. Philip Giraldi 

Il Dipartimento per l’Educazione del Presidente Trump ora afferma che criticare Israele è un “crimine d’odio”. Incredibilmente molti college e università si stanno piegando alle pressioni del governo ostacolando le attività del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L’articolo è di Philip Giraldi. La lobby israeliana negli Stati Uniti e le sue controparti in Europa stanno prestando particolare attenzione a limitare il più possibile le attività del Movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS). Questo perché il BDS, che è un movimento non violento ed è...

La Commissione Segre e l’insostenibile leggerezza della libertà d’espressione. Francesco Carraro

Quanto è lodevole la Commissione parlamentare per la lotta all’odio? Tanto, tantissimo. Chi può obbiettare che l’odio sia una cosa brutta in sé, anzi bruttissima? Se fate un referendum riservato ad aspiranti cittadini delle scuole elementari (in attesa che qualche geniale proposta di legge di Grillo li faccia diventare cittadini elettori a tutti gli effetti) scoprirete che l’odio si colloca ai primi posti della speciale classifica delle cose cattive, anzi cattivissime. E allora dove sta il problema della Commissione Segre? I problemi sono due, per la verità. In primis, che il...

Repubblica difende la libertà d’informazione? Si, ma soprattutto la propria, non quella degli altri. Elena Dorian

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile” Carlo Verdelli Questo è quanto scrive Repubblica alla fine di ogni articolo pubblicato nella versione online del giornale. Loro si battono per difendere la libertà. Di tutti, ben inteso. Ecco, a dire il vero, non ho letto una parola di condanna sulla censura che facebook applica a tutti coloro che dicono cose diverse dalla stampa mainstream, censura che colpisce...

Com’è nata e perché l’espressione “teoria del complotto”. Con un memo segreto della CIA… Bizzocchi Andrea

Chi si occupa di investigare e divulgare temi scomodi al potere, riceve automaticamente la nomea del “complottista”. La cosa farebbe anche sorridere se non fosse che quando si trattano temi e argomenti fondamentali per il presente e il futuro dell’umanità e del pianeta, visto come stanno le cose, da sorridere vi è ben poco. Ma perché scrivo che altrimenti ci sarebbe da sorridere? È presto detto. | Come è nata l’espressione “teoria del complotto” | Proprio nelle prime battute di Dietro le quinte. Rivelazioni sul governo invisibile che controlla il pianeta (Uno Editori),...

Viktor Orban. Come difendersi dalle ONG di Soros, dalle bufale dei media e dalle rivoluzioni colorate. Elena Dorian

Le rivoluzioni colorate, organizzate dai servizi segreti e dai poteri occulti, appoggiate dalle ONG, finanziate da Soros, basate sulla creazione di notizie false, montate ad arte e diffuse dai media asserviti, stanno diventando un serio problema per tutti i paesi in cui ci sono regimi o governi non allineati ai voleri dei potenti del pianeta. In Ungheria il governo Orban ha agito per tempo, e si è organizzato per spuntare le armi dei falsi rivoluzionari. Dopo aver assistito alle bufale del massacro di Timisoara, costate la vita e il potere a...

Bufale storiche: “Gheddafi ha distribuito il Viagra tra i soldati perché violentino il maggior numero possibile di donne”

Il numero di bufale inventate di sana pianta per giustificare la distruzione della Libia non si contano nemmeno. Una però ha colpito in modo particolare l’immaginario collettivo: “Gheddafi avrebbe distribuito tra i soldati Viagra a volontà perché violentassero il maggior numero possibile di donne.” All’epoca, la notizia è stata diffusa da tutta la stampa Occidentale, con grande enfasi. Nessuno dei nostri giornali, davanti alla totale mancanza di prove che questo fosse realmente avvenuto, ha osato verificare la notizia o metterla in dubbio. Anzi, tutti l’hanno diffusa come vera, rendendosi complici...

Bufale e fake news: “Il Bilancio dello Stato è come quello di una famiglia”. Ilaria Bifarini

Tra le tante bufale che girano in Italia, diffuse dalla stampa mainstream, ce ne sono molte di natura economica. Una di queste è che “lo Stato è come una famiglia”. Siccome siamo indebitati, dobbiamo risparmiare per ripagare i nostri debiti, controllare le spese e tagliare i servizi, esattamente come farebbe una famiglia. Questo genera il consenso intorno alle politiche restrittive dell’Unione Europee e la preventiva accettazione dei tagli che al momento giusto il Monti di turno (Cottarelli?) imporrà al nostro paese. Ma si tratta soltanto di una bufala. Il bilancio...

La censura di Facebook. AVAAZ: la “macchina” di Soros per condizionare le elezioni via Web. Andrea Cinquegrani

Spiccioli di campagna elettorale a botte di fake news. Tutti contro tutti. Siti contro siti. Inaugura le danze l’ex premier Matteo Renzi – apripista della mitica battaglia anti fake – il quale denuncia le bufale via Facebook. Che in tempo praticamente reale chiude 23 pagine per un totale da ben 2 milioni e mezzo di followers. Utenti “che condividevano informazioni false e contenuti divisivi su migranti, antivaccini e antisemiti a ridosso delle elezioni europee, oltre la metà a sostegno di Lega e 5 Stelle”. La decisione – si viene subito...

Le parole per alterare la realtà e il nuovo vocabolario mediatico

Attraverso il linguaggio il potere mondialista s’insinua nel pensiero della gente per condurla a pensare come vuole il Grande Fratello. Non ci si obietti che non esiste. E’ una figura plurale, simbolica di un potere planetario come George Orwell aveva profetizzato col suo “1984”. Alcuni esempi. All’inizio gli immigrati venivano chiamati “extracomunitari”, parola poi scomparsa dalla stampa perché esplicitava che il problema non era solo italiano ma europeo. Poi anche la parola “immigrato” è stata bandita: inopportuno ricordare che qualcuno è venuto ad abitare a casa nostra non invitato. Meglio...

Quando le immagini fanno il giro del web e i video diventano virali. Elena Dorian

Roma, quartiere di Torre Maura, ci sono manifestazioni contro l’arrivo di 75 Rom, la gente urla, c’è molta rabbia e tensione. Casa Pound guida le proteste. Interviene un ragazzino. Si tratta di una voce fuori dal coro, critica verso Casa Pound, favorevole ai Rom. Il ragazzino, tra le altre cose, dice che quelli di Casa Pound vogliono solo i voti della gente e nessuno deve rimanere indietro. La scena viene filmata (solo questa), da una persona perfettamente appostata, con il ragazzino in primo piano. Si tratta di una persona che...

“L’Ottavo Blog” di Carlo Freccero: un’idea che non piace ai media mainstream, unici “produttori ufficiali di informazioni”.

Carlo Freccero ha proposto un nuovo programma RAI intitolato L’ottavo blog, dedicato all’informazione alternativa oggi disponibile in Internet. In questo modo vorrebbe dar voce a tutti quei siti e blog non allineati con l’informazione mainstream. Si tratta soltanto di un’idea, che però non è piaciuta ai “produttori ufficiali di informazioni”, i quali accusano i blogger di produrre non controinformazione, bensì disinformazione e bufale. A seguire alcune considerazioni di Carlo Freccero, tratte da un’intervista concessa al Corriere della Sera. Un programma d’informazione non ha per oggetto teorie ma fatti, eventi reali...

disinformazione sul tasso di delinquenza degli stranieri

Dicono che gli stranieri delinquono come gli italiani. Ma chi sostiene questo o è un disinformato o è un disinformatore. Mattia Liviani

Molti dei grandi giornalisti italiani, ben rappresentati in televisione e in tutti i media, sostengono che gli stranieri delinquono come gli italiani, né più né meno. Da questo punto di vista siamo quindi tutti uguali. Sarebbe bello, ma purtroppo non è così. Non occorre fare salti mortali per scoprirlo, basta consultare le statistiche messe a disposizione dal Ministero di Grazia e Giustizia e dal Ministero dell’Interno. Vediamo le statistiche più recenti, datate 31 gennaio 2019. Le potete trovare qui: Popolazione carceraria, italiani e stranieri Prendiamo in considerazione soltanto i numeri più significativi...

I nuovi mostri: i Mentana-Boys. Federica Florio

“Boys boys boys, I’m looking for a good time/ boys boys boys, get ready for my love” cantava Sabrina Salerno nel lontano 1987: all’epoca il #metoo non aveva visto la luce e lo spettro di Eretika non aveva ancora offuscato quegli sguardi ammiccanti e maliziosi estorti dalle telecamere dell’etero-patriarcato bianco per soddisfare gli sporchi desideri del maschio italico. Ecco, adesso sostituite la bella e procace Sabrina con l’affascinante “blastatore” seriale Enrico Mentana (si, so bene che dopo l’immagine della Salerno che si sistema quel costume bianco un po’ birichino questa...

Alain Finkielkraut, “filosofo” sionista e antislamico. Un tempo a favore della società multietnica. Oggi non più.

Alain Finkielkraut è un intellettuale, filosofo, commentatore radiofonico e televisivo francese, di origini ebraiche. Da sempre sionista, un tempo era pro immigrazione e in favore di una società multietnica e multiculturale. Oggi è ancora sionista, ma non è più favorevole alla società multietnica in quanto gli islamici non si adattano al modello sociale francese e non accettano lo sbilanciamento della politica francese verso Israele e in favore degli ebrei. Insomma, in quanto ebreo non si sente più al sicuro in Francia. Allora vorrebbe tornare indietro. Ma tornare indietro non si...

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