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Category: Economia e finanza

burocrazia e rapporto debito pubblico pil

Come abbassare il rapporto tra il debito pubblico e il PIL? Combattendo senza pietà la burocrazia, naturalmente… Alberto Rovis

L’obiettivo principale di qualsiasi futuro governo sarà quello di abbassare il rapporto debito pubblico/PIL, oggi a quota 132%. Secondo i nostri amici dell’Unione Europea, e i trattati che abbiamo firmato, questo rapporto dovrebbe essere al 60%. Tra le molte strategie possibili, vediamone una, gradita a tutti e molto gettonata tra i politici. Ridurre la burocrazia che attanaglia imprese e cittadini. Ottima idea. Fa un certo effetto sentire che l’odiata burocrazia verrà smantellata o quanto meno ridimensionata. E’ un messaggio semplice, diretto, condiviso, comprensibile ed ha un bell’impatto mediatico. Tutti ne...

Prepararsi al collasso dei debiti. Maurizio Blondet

“I debiti che non possono essere onorati, non lo saranno”. Dopo questa sentenza da incidere nel bronzo, William White continua: “Continuare sulla via di espansione monetaria attuale non serve più a niente”, è rimandare a più tardi l’inevitabile, “ed è ogni giorno più pericoloso. Purtroppo il ritorno indietro implica grandissimi rischi. Sicché i rischi di un’altra crisi [come il 2008] continuano a crescere”. William White è il presidente della Commissione Ocse per l’analisi dell’economia e lo sviluppo. Proviene dalla Banca dei Regolamenti internazionali e i competenti gli riconoscono che non parla...

Argento_ denaro di oggi e di domani

Argento: denaro di oggi e di domani. James Rickards

La Repubblica di Roma e il tardo Impero Romano avevano monete d’oro chiamate aurei e solidi, ma coniavano anche una moneta d’argento chiamata denario. Un denario era il salario giornaliero dei lavoratori non specializzati e dei soldati romani. Ovviamente nel tardo Impero l’aureo, il solido e il denario erano stati tutti svalutati mescolando l’oro e l’argento con altri metalli. Il declino dell’Impero Romano andò a braccetto con il declino del denaro sonante. All’inizio del nono secolo dopo Cristo, Carlo Magno espanse il conio dell’argento per compensare una carenza d’oro. Ciò...

Chi sono gli avvoltoi della finanza?

Dittatura Globale: come l’elite finanziaria si sta impossessando di tutte le risorse e le ricchezze del pianeta. Alberto Rovis

Quarant’anni fa Thomas Sankara aveva denunciato il meccanismo del debito e aveva spiegato come il Fondo Monetario Internazionale si stesse impossessando dell’Africa, depredandola di tutte le sue risorse naturali. Ma Sankara non poté fare molto, oltre a denunciare pubblicamente il furto. Pestare i piedi all’elite è un reato che si paga con la morte. Gheddafi cercò di andare oltre, liberando le ex colonie francesi dell’Africa Nera dal giogo del Franco CFA (un tempo Franc Colonies françaises d’Afrique, oggi Franc Communauté Financière Africaine). Ma il grande capitale non fa eccezioni. Per...

Le riserve d’oro di Russia e Cina potrebbero scuotere il dominio del dollaro nell’economia globale

L’oro accumulato da Cina e Russia negli ultimi anni potrebbe essere visto come parte di una strategia volta ad allontanarsi dal commercio internazionale denominato in dollari USA, secondo l’esperto di metalli preziosi Bullion Star di Singapore Ronan Manly. Manly ha detto che si sta verificando un accumulo di oro da parte dei due paesi, forse per tornare alle valute supportate dall’oro in futuro e liberarsi in questo modo dal dominio globale del dollaro USA, che già da molto tempo non è più supportato da oro. “La Cina e la Russia...

Quelli che ‘la disoccupazione è tornata ai livelli del ‘77’. Alberto Bagnai

l Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa la notizia secondo la quale in Italia la disoccupazione sarebbe tornata ai livelli del 1977. Questo a seguito della pubblicazione degli ultimi dati Istat, che indicano come in agosto il tasso di disoccupazione sia arrivato al 12,1%. Sembra quindi di capire (questo almeno suggeriscono i titoli) che nel 1977 la disoccupazione fosse al 12%. Ora, il grafico del tasso di disoccupazione in Italia dal...

“Lo ius soli non passerà, vogliono solo andare presto alle elezioni, dopo la legge finanziaria”. Verso la grande patrimoniale

Vediamo oggi in Italia molti personaggi, anche insospettabili, sostenere a parole l’approvazione della legge sullo ius soli corretto. Bene, sappiate che tale legge non passerà. Il motivo è semplice: tale provvedimento porterebbe istantaneamente 800’000 voti al PD, più un altro milione nel giro di pochi anni, per cui va bene essere ignavi, certamente corrotti ma pienamente idioti no. Dunque al Senato il centrodestra, con varie manfrine, farà saltare il provvedimento. Poi di corsa verso le elezioni. Perché molti spingono per lo ius soli proprio ora? Appunto, approvata la manovra economica fatta di poche tasse...

Paradise Papers? L’ultimo motivo al mondo per odiare i miliardari. Paolo Barnard

C’era una volta un grande Paese che stava all’ombra di un’immensa catena di montagne innevate. L’acqua fluiva eternamente a valle, quel Paese la usava. Il governo capiva l’importanza dell’acqua, e aveva fatto una legge: usatela ma non rubatela, l’acqua è di tutti. Naturalmente molti cittadini disubbidivano, alcuni ne nascondevano in cantina delle damigiane, altri con maggiori mezzi si fecero grandi piscine o addirittura laghi privati. Ma ok, le grandi cime fornivano tanta di quell’acqua che gli acquedotti dello Stato potevano essere sempre pieni, e dunque acqua abbondante per tutti, anche...

ottovolante dello spread parte con la fine del quantitative easing.

I Populisti fanno paura e la BCE libera lo spread. Alessandro Montanari

[…] Concepito come una protezione per i Paesi più vulnerabili alla speculazione, il programma di acquisto mensile dei titoli di Stato (quantitative easing) verrà dimezzato, da 60 a 30 miliardi, a partire da gennaio 2018. Ciò che sorprende è che mentre tutti esaltavano l’ennesima vittoria di Draghi sulle resistenze tedesche – peraltro già frustrate, in patria, da una sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe -, nessuno abbia notato lo sciagurato, o forse perfetto, tempismo di una scelta che esporrà l’Italia alle oscillazioni dello spread per tutto il trimestre che precederà il...

Bugie e distrazioni sul Petrodollaro che sta perdendo valore. Brandon Smith

Ci sono certe regole importanti da seguire se si vuole entrare nel gruppo degli analisti economici mainstream che vengono ascoltati dai media. Ecco qualche annotazione che può servire a chi vuol entrare a far parte di questo gruppo di persone molto “speciali”: Non discutere sul fatto che la realtà rappresentata dalle statistiche fiscali del governo non sia il vero quadro della salute dell’economia. Basta raccontare al pubblico le statistiche per quello che dicono e poi cambiare subito discorso. Rimanere quasi sempre concentrati su falsi dati positivi. Non dare mai una...

L’idea francese di una patrimoniale sui terreni edificati

L’ipotesi di interventi di finanza pubblica straordinaria per abbattere lo stock di debito non è certo esclusiva italiana, anche se negli scorsi anni da noi ci sono state numerose elaborazioni, tutte riconducibili alla nota categoria dell’”ingegneria finanziaria per disperati”. È di questi giorni l’elaborazione partorita da France Stratégie, think tank pubblico transalpino che riporta direttamente al primo ministro. L’ultima fatica del pensatoio gallico è un autentico vaste programme: come abbattere l’elevato debito pubblico senza attendere che la crescita faccia il suo corso. L’abbattimento del debito è considerato nel rapporto, a...

Il “mistero” della povertà assoluta. Alberto Micalizzi

L’ISTAT ha appena comunicato che nel 2016 i poveri assoluti in Italia sono saliti a 4,7 milioni, triplicando in 10 anni! (IlfattoQuotidiano: “Nel 2016 poveri assoluti 4,7 milioni di italiani..in dieci anni sono triplicati”). Secondo l’ONU, la povertà assoluta si verifica quando “non si dispone – o si dispone con grande difficoltà o intermittenza – delle primarie risorse per il sostentamento umano, come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione“. Queste statistiche, assolutamente drammatiche per l’Italia, giungono al termine di un decennio nel quale si sono verificati stimoli straordinari all’economia: i tassi di...

L’ultimo pugno di dollari: il Fedcoin (terza parte). Alberto Micalizzi

Nella prima parte di questo articolo abbiamo dimostrato che le bolle speculative originate sequenzialmente da precise scelte di politica monetaria hanno consentito di finanziare il deficit commerciale USA ed espandere il PIL americano. Tuttavia, soprattutto l’ultima di queste bolle, quella “monetaria” iniziata nel 2008, ha prodotto quasi $7.000 miliardi di liquidità in 8 anni che è finita in parte nelle maglie dei mercati finanziari e del sistema bancario, in parte in mano a sottoscrittori esteri (Cina e Giappone in primis) ed in parte ha alimentato una straordinaria impennata del debito privato USA...

L’ultimo pugno di dollari: i Bitcoin (seconda parte). Alberto Micalizzi

La svolta epocale nei sistemi monetari che le banche centrali, e la FED in particolare, stanno determinando si colloca all’interno di un nuovo scenario tecnologico che silenziosamente sta diffondendosi a livello privato e che sta conducendo alla diffusione delle cripto-monete. Mettiamoci bene in testa questo termine perché la moneta del prossimo futuro, parlo di un futuro a breve, sarà una cripto-moneta. In questa seconda parte, che segue il mio articolo “L’ultimo pugno di dollari (prima parte)”, analizziamo l’entrata delle banche d’affari nelle cripto-monete, che anticipa l’entrata delle banche centrali, di...

l'ultimo pugno di dollari

L’ultimo pugno di dollari (prima parte). Alberto Micalizzi

Il dollaro sta mutando verso qualcosa di sconosciuto che la FED sembra preparare per porre rimedio alla gigantesca bolla monetaria che avvolge il pianeta, pronta ad esplodere da un momento all’altro. La politica economica Usa degli ultimi 30 anni ha coperto i deficit commerciali inondando il mondo di biglietti verdi. Ciò ha consentito al PIL americano di crescere nonostante il peso delle importazioni. Difatti, la discesa strutturale dei tassi USA – che dura ormai da quasi tre decenni – rispecchia la costante iniezione di liquidità che la FED ha operato...

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