Economia e finanza Archivi - Pagina 5 di 9 - www.altreinfo.org

Category: Economia e finanza

Il metodo USA per mantenere elevato il numero di auto vendute (con rischio a carico nostro). Fabio Lugano

Negli USA per classificare i debitori c’è un sistema diffusissimo denominato FICO Score. FICO è l’acronimo del nome dell’azienda di analisi del credito che gestisce questo sistema, Fair, Isaac and COmpany, ed è oggi una società quotata, pur avendo iniziato la sua attività negli anni 50. Il punteggio FICO indica la qualità del debitore sulla abse di alcuni fattori quale storia dei pagamenti , uso del credito,storico di utilizzo del credito, richieste di carte di credito tipo di credito utilizzato. Il range va da 850 a 300: sopra gli 800...

grande crack derivante dalla finanziarizzazione dell'economia

Il capitalismo è “great again”. Salvo grande crack in autunno. Maurizio Blondet

Il Fondo Monetario “rivede al rialzo le previsioni sulla crescita italiana”, dicono i media: da 0,8 saliamo a 1,3. Grandi esperti questi visitati del Fondo Monetario. Vengono a Roma e si fanno dare le cifre dal loro vecchio amico ministro Padoan. C’è bisogno di un po’ di ottimismo per sostenere il governo Gentiloni, consentire alla UE la finzione di credere ad una nostra maggior crescita per lasciarci sforare, fare ancora un po’ più debito senza “riforme” (le riforme vere, quelle dei  50 miliardi annui di sprechi e malversazioni pubbliche, non...

L'ultimo pugno di dollari, le criptovalute

L’ultimo pugno di dollari (prima parte). Alberto Micalizzi

Il dollaro sta mutando verso qualcosa di sconosciuto che la FED sembra preparare per porre rimedio alla gigantesca bolla monetaria che avvolge il pianeta, pronta ad esplodere da un momento all’altro. La politica economica Usa degli ultimi 30 anni ha coperto i deficit commerciali inondando il mondo di biglietti verdi. Ciò ha consentito al PIL americano di crescere nonostante il peso delle importazioni. Difatti, la discesa strutturale dei tassi USA – che dura ormai da quasi tre decenni – rispecchia la costante iniezione di liquidità che la FED ha operato...

La domanda di beni di consumo non cresce, la povertà è in aumento

Come può migliorare il PIL italiano e cosa possiamo fare per tornare a crescere. Alberto Rovis

Premetto che il PIL non è tutto nella vita. E’ comunque un parametro che misura il benessere di un paese ed è importante per capire in che direzione si sta andando. In termini molto semplici, il PIL altro non è che l’insieme dei beni e dei servizi prodotti in un paese nell’arco di un anno. Affinché il PIL possa crescere occorre quindi che ci sia un aumento della produzione complessiva di quel paese. Ma la produzione di beni cresce soltanto se c’è qualcuno che domanda questi beni, qualcuno che vuole consumarli...

cuneo fiscale, la sua riduzione non aumenta il PIL, anzi, ci sono buone probabilità che lo peggiori

Cos’è il cuneo fiscale e perché ridurlo non migliora il PIL, anzi lo peggiora. Alberto Rovis

Si fa un gran parlare della riduzione del cuneo fiscale, pensando che questa sia la panacea di tutti i mali. Ma siamo sicuri che sia così? Siamo sicuri che ridurre il cuneo fiscale migliori davvero la situazione dell’Italia? Che cos’è il cuneo fiscale Il cuneo fiscale è la differenza tra ciò che il lavoratore percepisce in busta paga e ciò che il suo datore di lavoro esborsa. Ad esempio: un lavoratore prende 1.000 euro netti al mese, ma il suo datore di lavoro ne esborsa 2.000. Il cuneo fiscale è uguale...

moneta virtuale

Il trucco della moneta bancaria. Alberto Micalizzi

Il privilegio che consente al sistema bancario di indebitare gli Stati, le famiglie, le imprese, e gestire la moneta in circolazione come una gigantesca partita di debito. Lo scorso 28 Marzo Marco Saba, Presidente di IASSEM, è intervenuto all’assemblea di Carige per contestare l’approvazione del bilancio annuale della banca. Nel mio precedente articolo “Il trucco delle moneta bancaria denunciato in tribunale” anticipavo che nel mese di Luglio 2016 con Marco Saba abbiamo dato avvio ad una procedura legale avanti al Tribunale di Genova contro Banca Carige al fine di ottenere il riconoscimento...

Sulla doppia circolazione monetaria in euro e moneta fiscale. Stefano Sylos Labini

Se la moneta fiscale venisse accettata a larga scala sul territorio nazionale e iniziasse a circolare nell’economia, verrebbe meno anche l’incentivo a usarla per pagare meno tasse perché chiunque avrebbe in tasca la moneta fiscale potrebbe usarla al posto dell’euro per comprare merci e servizi. In tal modo la moneta fiscale permetterebbe di liberare euro che altrimenti sarebbero stati usati per fare pagamenti per consumi e investimenti. A quel punto sul territorio nazionale la moneta fiscale e l’euro diventerebbero equivalenti. Ma per mettere in piedi una circolazione monetaria parallela/aggiuntiva all’euro...

Mosca e Cina si svincolano da SWIFT e dallo strapotere finanziario USA. Maurizio Blondet

Da pochi giorni la governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiulina, ha annunciato la realizzazione di un circuito bancario e monetario indipendente da SWIFT, Clearstream ed Euroclear – cioè dal sistema di camere di compensazione gestito monopolisticamente da “Europa” ed Usa (SWIFT, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, ha sede in Belgio; ma il deep state Usa ha il permesso assoluto di guardare dentro ogni transazione europea, con la scusa della “lotta al terrorismo globale”, ficcando il naso negli affari e segreti commerciali): la Russia è minacciata di essere espulsa da...

Il debito genera interessi che nel tempo diventano infinitamente più grandi del debito stesso

Un Debito della Madonna. Fabio Conditi

Quando affermiamo che gli interessi sono la causa principale del debito pubblico, la maggior parte dei “cosiddetti esperti economici” sorride cominciando a sciorinare i soliti luoghi comuni: secondo loro le cause principali del debito pubblico sono la corruzione, l’evasione fiscale, la spesa pubblica eccessiva, ecc… Inutile spiegargli che negli ultimi trent’anni abbiamo speso in Italia per interessi sul Debito Pubblico più di 3.000 miliardi di euro, quindi molto di più del valore che ha raggiunto oggi il debito stesso. Senza entrare nel merito del significato di “debito pubblico“, concentriamo questa...

Pacco regalo per le banche, da parte della BCE e Mario Draghi

Cosa significa il regalo di Draghi alle banche di 234 miliardi? Maurizio Blondet

“Pioggia di soldi alle banche europee: la Bce stanzia 233,5 miliardi. Le italiane fanno il pieno”: titolo su 24 Ore del 23 marzo. Testo: “Le banche dell’eurozona hanno chiesto alla Banca centrale europea liquidità per 233,5 miliardi di euro, nella quarta e ultima operazione cosiddetta Tltro-2, che punta a incentivare le banche a impiegare i fondi nell’economia reale. Più di un quarto della liquidità assegnata è andata alle principali banche italiane, che hanno incamerato 62,8 miliardi. Le richieste soddisfatte dalla Bce sono venute da 474 banche e sono andate al...

Crollo UE

L’Economist: “L’Italia è il paese che potrebbe abbattere la UE nel 2018, quando la BCE finirà l’acquisto di BTP e BOT”

“L’Unione Europea – osserva il settimanale britannico “The Economist” nella rubrica Charlemagne, dedicata agli affari europei – può anche essere una costruzione franco-tedesca, ma quando il progetto ha bisogno di una certa dose di grandiosità si rivolge sempre all’Italia. Nel fine settimana i leader di 27 paesi membri, con l’eccezione del Regno Unito uscente, si riuniranno nella capitale italiana per celebrare i sessant’anni dei Trattati di Roma, all’origine dell’UE, nella stessa sala del Palazzo dei Conservatori in cui furono firmati”. “Nell’odierna situazione di divisione, il simbolismo conta, anche se la...

privatizzazioni, impedire la vendita della cassa depositi e prestiti

Bisogna impedire la vendita della Cassa Depositi e Prestiti. Giulietto Chiesa

Recentemente il Governo italiano ha annunciato, tramite il ministro Padoan, la sua intenzione di mettere in vendita il 15% della Cassa Depositi e Prestiti (il Ministero del Tesoro ne è proprietario per l’82,7%), entro la fine dell’anno. Il motivo sarebbe l’abbattimento del debito pubblico, ricavando 5 miliardi € per rimborsare I pirana della finanzia internazionale e rientrare nei vincoli dell’Unione Europea. Se il paese non fosse già stato anestetizzato e non si trovasse in un sonno comatoso, un tale annuncio avrebbe ptovocato una grande protesta.  invece quasi niente, Eppure si tratta...

Cassa Depositi e Prestiti

Cassa Depositi e Prestiti: si vendono persino la cassa. Marco Bersani

Occorreranno studi approfonditi di psicologia per riuscire un giorno o l’altro finalmente a capire come mai, ogni volta che si parla di debito pubblico, al Ministro dell’Economia di turno brillino gli occhi, si guardi furtivamente intorno e con riflesso pavloviano decida di mettere sul mercato un altro pezzo di ricchezza sociale. Come fossimo agli albori della dottrina neoliberale, ci tocca ogni volta sentire la litania: “Servono le privatizzazioni per abbattere il debito pubblico”. Nel frattempo, ci siamo venduti quasi tutto e il debito pubblico ha continuato allegramente la sua irresistibile...

Carlo Vichi, mivar e samsung

Mivar e Samsung, una storia ed una lezione. Alessio Sani

Carlo Vichi, patron dello storico marchio di televisori Mivar, invoca Samsung per dare nuova vita alla sua fabbrica deserta. Nella storia di Mivar è riassunta la storia della grande impresa italiana, che siamo stati incapaci di proteggere e coltivare a differenza dei coreani. Milano, immediato dopoguerra. Il signor Carlo Vichi ha 22 anni ed è convinto che l’Italia sia finita nel ’43 ed il mondo nel ’45. È fascista, il signor Vichi, ma è anche perito elettrotecnico. Comincia qui, quando tutto sembra finito, quella che sarà un’epopea industriale italiana. È ormai...

Riserve d'oro custodite presso la Banca d'Italia, Palazzo Koch

Riserve d’oro dell’Italia: sono dello Stato, delle banche o della Banca d’Italia? Dove sono custodite?

L’origine delle riserve d’oro italiane La Banca d’Italia venne istituita nel 1893 con un iniziale conferimento di 78 tonnellate d’oro da parte della Banca Nazionale del Regno d’Italia. Nel 1926, in relazione all’assegnazione alla Banca d’Italia del privilegio esclusivo del potere di emissione, vennero cedute all’Istituto le riserve del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli: circa 70 tonnellate, provenienti quasi per intero dal Banco di Napoli. Nel 1933 la riserva superava le 561 tonnellate ma all’ingresso in guerra, dopo consistenti cessioni, il quantitativo complessivo era sceso a 106...

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