Le ricchezze finanziarie e l'oro della Libia: il furto del secolo

Le ricchezze e l’oro della Libia: il furto del secolo

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Le riserve di petrolio della Libia sono stimate in 60 miliardi di barili e sono le maggiori dell’Africa, con costi di estrazione tra i più bassi del mondo. E già, facevano gola a molti. Le riserve di gas naturale sono stimate in circa 1.500 miliardi di metri cubi. Beh, anche queste facevano gola a molti. Per non parlare degli immensi giacimenti di acqua cristallina e della gigantesca opera idraulica portata a termine da Gheddafi per renderla fruibile lungo tutta la costa libica. Tutto questo lo sappiamo già, forse. Ma comunque non è tutto, c’è dell’altro.

Il furto del secolo

I fondi sovrani libici derivanti dal surplus commerciale con l’estero ammontavano nel 2011 a oltre 150 miliardi di dollari. E le riserve d’oro? Ai tempi di Gheddafi erano circa 143 tonnellate. E adesso dove sono? Congelati, nascosti, rubati. Il furto del secolo, o meglio, la vergogna del secolo. Distruggere un intero paese e uccidere centinaia di miglia di persone per impossessarsi delle sue ricchezze è un atto di barbarie. Condannare milioni di bambini a vivere nell’indigenza è un atto disumano. I colpevoli sono Francia, Inghilterra e Stati Uniti, coperti dal sistema dell’informazione, colluso col potere finanziario. Non ci saranno processi, naturalmente. E già, i processi li fanno loro agli altri, non viceversa. Sono loro i giudici. Sono loro quelli che scrivono la storia.

Libia: il furto del secolo

Il tradimento del secolo

Ma purtroppo anche l’Italia ha dato il suo contributo. E chi era al governo? Berlusconi, il più grande amico di Gheddafi. “Il mio amico fraterno”, diceva il Rais. Avevano anche firmato un trattato di amicizia ed uno di mutuo soccorso in caso di aggressione. Vi ricordate? Una vergogna, una macchia indelebile per il nostro paese. Li abbiamo bombardati, anziché soccorrerli. Li abbiamo traditi. Non solo, distruggendo la Libia abbiamo dato il via alle invasioni di massa. Il tutto contro il nostro interesse. Abbiamo quindi dimostrato di essere non solo traditori, ma anche vassalli, schiavi.

Oil for gold

Non dobbiamo dimenticare che Gheddafi pianificava di vendere il petrolio libico in cambio di oro invece che in cambio di dollari come si era fatto fino ad allora. Oil for gold, appunto, il nome del piano. Una mossa che avrebbe potuto contagiare altri paesi, e minacciare molto da vicino la supremazia del dollaro, fondata proprio sui petrodollari.  Ricordate Saddam Hussein? Nel 2000 voleva fare qualcosa di simile, vendere petrolio in euro, abbandonando il dollaro. La sua fine è nota.

La Banca Centrale Libica

La Banca Centrale Libica era una banca che faceva gli interessi della Libia. Era una banca pubblica. Goldman Sachs non c’entrava, il potere finanziario che governa il mondo non c’entrava. La Libia era un paese indipendente. Investiva i surplus del petrolio in progetti di ammodernamento, senza chiedere nulla ai Bankers. Una parte di questi progetti era in altri paesi africani. Davvero interessante, un paese che voleva sviluppare l’Africa. E gli interessi dei colonialisti? E’ chiaro che loro non potevano permetterlo.

Il franco CFA

Il franco CFA (Colonies françaises d’Afrique) è una valuta usata in quattordici paesi africani:

  • Mali Mali
  • Benin Benin
  • Camerun Camerun
  • Costa d'Avorio Costa d’Avorio
  • Ciad Ciad
  • Niger Niger
  • Burkina Faso Burkina Faso
  • Rep. Centrafricana Repubblica Centrafricana
  • RD del Congo Repubblica Democratica del Congo
  • Rep. del Congo Repubblica del Congo
  • Gabon Gabon
  • Guinea-Bissau Guinea-Bissau
  • Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale
  • Senegal Senegal
  • Togo Togo

Gheddafi voleva sostituire il Franco CFA, controllato direttamente dalla Francia, con il dinaro d’oro garantito dall’oro libico proveniente dalle vendite del petrolio. In pratica, voleva rendere indipendenti i paesi africani dal gioco valutario. Questo avrebbe permesso lo sviluppo dell’Africa e il superamento delle crisi migratorie. Ma poveri francesi! Gheddafi non ha pensato a loro. Come avrebbero potuto bere tanto champagne se avessero permesso che le ex-colonie si sviluppassero un pochino… Non potevano permetterlo. Per loro sarebbe stata una rinuncia troppo grande.

un po' di champagne

Un po’ di champagne val ben una guerra..

L’accusa

Ma qual è l’accusa contro inglesi, francesi e americani? Imperialisti, colonialisti, ladri, barbari, disumani. E le accuse contro gli italiani? Le stesse, con le aggravanti di: traditori, schiavi, servi dei padroni. Ma non preoccupatevi. Non ci sarà nessun processo. Anche se tutti quei pacifisti, quelli che non hanno nemmeno esposto la bandiera arcobaleno mentre l’Italia bombardava la Libia, un processo lo meriterebbero. Se non altro per l’ipocrisia che hanno dimostrato ed anche perché hanno coperto il furto del secolo.

Ma forse, anche loro sono solo servi del sistema.

 

I pacifisti italiani, a favore e contro la guerra

I pacifisti italiani, a favore e contro la guerra. Complici del furto del secolo.

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