Israele: tra apartheid, crimini di stato e razzismo. Sono fuori dalla civiltà anche i loro giornalisti onnipresenti. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Israele: tra apartheid, crimini di stato e razzismo. Sono fuori dalla civiltà anche i loro giornalisti onnipresenti. Elena Dorian

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Oggi hanno inaugurato l’ambasciata americana a Gerusalemme. Sono morti 52 manifestanti palestinesi, mentre oltre 2.400 sono i feriti. Feriti alla testa, feriti che moriranno nei prossimi giorni e feriti che rimarranno in sedia a rotelle.

Palestinesi durante la protesta a Gaza. Chissà se sono ancora vivi…

In perfetto stile israeliano, le donne e i bambini non vengono risparmiati dalle pallottole. Questo è il glorioso esercito di Tsahal, l’esercito israeliano in cui confluì la Brigata Ebraica.

http://www.ansa.it/

I telegiornali riferiscono la notizia in modo ambiguo: “Scontri tra manifestanti palestinesi ed esercito israeliano”. Bisognerebbe anche specificare che in seguito a questi scontri i feriti e i morti israeliani sono pari a zero.

Ma di quali scontri parlano i telegiornali, se morti e feriti sono soltanto da una parte?

I media occidentali dovrebbero specificare che i soldati israeliani non considerano esseri umani i palestinesi, sparano da postazioni distanti, sono protetti da ogni minaccia, utilizzano fucili di precisione. Colpiscono organi vitali per uccidere e ferire gravemente. Non si fanno scrupoli. Per trovare tanta barbarie bisogna andare indietro nel tempo, molto indietro. Non basta arrivare sino al nazismo, centro del male assoluto, secondo la narrativa ebraica.

Ivanka Trump: con che coraggio sorride sapendo che a pochi km di distanza stanno sterminando i palestinesi?

Il potere economico degli ebrei sostiene questo stato omicida. L’unico stato al mondo che pratica apertamente l’apartheid. L’unico stato al mondo che applica leggi razziali. La barbarie israeliana è davanti agli occhi di tutti, ma l’Occidente tace, fa finta di non vedere. Ed il motivo è molto semplice. Se qualcuno prova soltanto a sollevare il problema e a denunciarlo come dovrebbe, portandolo in primo piano ogni giorno, verrebbe messo al bando immediatamente da tutti i luoghi che contano. Nessun politico o giornalista si spingerebbe fino a tanto.

E i nostri giornalisti onnipresenti, quelli fedeli a due stati che occupano tutti gli spazi disponibili nel mondo dell’informazione, quelli che sono sempre in prima fila quando si parla di migranti, diritti dei gay e omofobia, quelli che danno del razzista a chiunque si opponga al sempre più evidente progetto di destabilizzazione e distruzione sociale dell’Europa, dove sono quei paladini della libertà?

Oggi non si fanno vedere. Oggi non parlano. Si nascondono dietro un dito, perché i veri razzisti sono proprio loro. 

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

 

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