Falsi miti: Charlie Hebdo contro tutte le religioni (tranne una). Paolo Germani - www.altreinfo.org

Falsi miti: Charlie Hebdo contro tutte le religioni (tranne una). Paolo Germani

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Charlie Hebdo è una famosa rivista satirica francese, diventata ancor più famosa dopo l’attacco perpetrato da un sedicente gruppo jihadista. Immagino tutti ricordiate, all’indomani dell’attentato, la frase “Je suis Charlie”, comparsa su tutti i giornali occidentali, e la manifestazione di solidarietà inscenata a Parigi da 11 capi di Stato e tanti politici (tra cui qualche assassino). Eccoli, per chi avesse dimenticato.

In quei giorni si rivendicava con forza la libertà di satira, sacrosanta. E Charlie Hebdo ha infatti continuato a pubblicare la rivista, senza farsi condizionare dagli eventi.

Ecco alcune delle vignette più famose pubblicate dalla rivista, vero orgoglio della democrazia occidentale.

Tutte le religioni nel mirino, tranne una

Eh già, davvero dissacranti queste immagini. Ce n’è per tutti, l’Islam, la Chiesa, il Papa, Maometto, la Santissima Trinità, i cardinali pedofili e omosessuali. O meglio, a ben guardare, ce n’è “quasi per tutti”. Il popolo eletto viene infatti risparmiato. Davvero strani questi vignettisti di Charlie Hebdo. Se la prendono col Dio dei cristiani, con Allah, non hanno considerazione per Budda, Shiva, Brahma e Vishnu, ma hanno un certo timore di nominare Yahveh e i suoi beniamini su questa Terra.

Diamo allora un occhiata all’assetto proprietario di Charlie Hebdo, giusto per capire il motivo di tanto rispetto. Il 70% delle azioni della società che controlla la rivista sono di proprietà di un certo Laurent Sourisseau, alias Riss, direttore e vignettista della stessa rivista.

Chi siano i finanziatori non è detto saperlo, visto che la rivista non si regge sulle sue gambe. Ma ecco una foto che potrebbe metterci sulla buona strada, Laurent Sourisseau è il terzo da sinistra, insieme all’ultrasionista Francis Kalifat, un pezzo grosso dell’ebraismo mondiale, in una cena organizzata dal Crif (Conseil représentatif des instituions juives de France).

Certo, ad un evento del genere non ci si può presentare con la vignetta di Mosè nel proprio curriculum, magari inchiappettato dal figlio Eliezer, giusto?

Alla cena partecipava anche il beniamino dei Rothschild, un certo Emmanuel Macron con mamma-moglie. Quindi, chi l’avrebbe mai detto, il padrone di Charlie Hebdo è a suo agio con quelli che contano. Strana rivista questa, critica i potenti tranne uno, rivendica la libertà di dissacrare tutte le religioni, tranne una, manca di rispetto a tutti, tranne quelli che in Francia hanno in mano il pallino del potere.

Je suis Charlie?

No, grazie. Noi siamo persone libere, rispettiamo tutte le religioni e non abbiamo padroni.

 

di Paolo Germani

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