Ce la faremo a sciogliere le catene del debito pubblico? Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Ce la faremo a sciogliere le catene del debito pubblico? Alberto Rovis

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La menzogna più grande che ci raccontano i politici di turno è che il rapporto tra Debito Pubblico e PIL migliorerà in futuro. E’ un obiettivo irrealizzabile. Almeno finché l’Italia avrà il cappio dell’euro ben stretto al collo. Molti ricorderanno che nel 1992 il Presidente del Consiglio Giuliano Amato si presentò davanti alle telecamere dicendo:

“Siamo sull’orlo del baratro”.

Dopo di che ebbe la sfacciataggine di mettere le mani sui conti correnti degli italiani rubacchiando una parte dei loro risparmi. Coloro che hanno subito il furto si ricorderanno certamente. Sono cose che non si dimenticano soprattutto perché quest’atto indegno è stato perpetrato dal governo del nostro paese. E questo ha generato un’enorme insicurezza e sfiducia.

Mario Monti e Giuliano Amato, due padri della patria (come Carlo Azeglio Ciampi..).

In 27 anni il rapporto tra Debito Pubblico e PIL non è migliorato

All’epoca il rapporto Debito Pubblico/PIL era pari al 122%, cioè per ogni 100 lire di PIL c’erano 122 lire di debito. L’orlo del baratro si collocava quindi a quota 122%. Oggi (2019) questo rapporto è salito al 133%. Quindi, siamo già dentro al baratro. Cerchiamo allora di capire il perché la situazione non potrà migliorare in futuro. E chi dice il contrario sta mentendo, sapendo di mentire.

In base agli accordi con l’Europa, quest’anno (2019) l’Italia può incrementare il debito pubblico di una cifra pari al 2,1% del PIL. Se il debito aumenta del 2,1% del PIL, perché il rapporto Debito Pubblico/PIL diminuisca, stando ai dati aggregati di oggi, il PIL deve crescere di almeno l’1,6%, altrimenti quel rapporto continuerà ad aumentare. Una crescita del genere non è prevista nemmeno dal governo, figuriamoci dai burocrati europei.

E quando finirà il Quantitative Easing…

C’è anche un altro problema. Se il Debito Pubblico continua a crescere, quando Draghi smetterà di stampare moneta e darla alle banche, i tassi di interesse aumenteranno. Le conseguenze per l’Italia le possiamo immaginare: 25 miliardi di interessi all’anno in più. Sempre che la speculazione non si accanisca contro di noi, cosa tutt’altro che scontata, vista la cupola che governa la finanzia mondiale.

Una sola soluzione, non proprio facile

C’è una sola soluzione, nessun’altra. Uscire dall’euro, tornare ad essere padroni della nostra moneta e, naturalmente, cacciare via questa classe politica di collusi, servi del sistema e truffatori.

Ce la faremo a sciogliere le catene del debito pubblico?

A dire il vero, a me sembra che il mostro sia piuttosto difficile da battere…

 

di Alberto Rovis

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