Gli ebrei: i più grandi sterminatori del ventesimo secolo. Ron Unz - www.altreinfo.org

Gli ebrei: i più grandi sterminatori del ventesimo secolo. Ron Unz

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Hitler voleva sterminare gli ebrei. Questo è quanto si legge pressoché in tutti i libri di storia.

Prendiamo in considerazione il caso del Feldmaresciallo Erhard Milch, il potente numero due di Hermann Goering, che a sua volta era a capo della Luftwaffe tedesca. Suo padre era certamente ebreo, e secondo i ricercatori Robert Wistrich e Louis Snyder, ci sono prove di archivio che anche sua madre era ebrea.

Ci chiediamo allora:

E’ possibile che un Terzo Reich immerso con cupo fanatismo nello sterminio di ogni singolo ebreo possa aver combattuto l’intera guerra con un ebreo in cima alla gerarchia militare?

Non è impossibile, ma di certo è molto strano.

I soldati ebrei di Hitler

L’affascinante libro di Bryan Mark Rigg “I soldati ebrei di Hitler” fa notare che, a parte Erhard Milch, nell’esercito di Hitler trovavano posto oltre una dozzina di generali e ammiragli per metà ebrei e un’altra dozzina di generali e ammiragli ebrei per un quarto. E non solo, nell’esercito nazista combatterono circa 150.000 soldati mezzi ebrei o ebrei per un quarto, una parte dei quali col grado di ufficiale.

Ecco alcuni nomi tratti dal libro di Bryan Mark Rigg. “Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (aggressione della Norvegia). L’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn. L’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone. Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler. Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort. Il generale Gothard Heinrici. Il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista. Il generale Werner Larzahn decorato da Hitler. Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler. Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer. Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler. Il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi. Il capitano Helmut Schmoeckel…

Segue un lungo elenco di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o almeno mezzi ebrei o ebrei per un quarto, o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhardt Heydrich, “la bestia bionda”, “Il Mosè biondo”, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, “l’ingegnere dello sterminio”, diretto superiore di Heichmann. Era ebreo Heydrich? Di certo suo padre lo era. Di certo gli fu accordata da Hitler “l’esenzione”.

Teniamo presente che Bryan Mark Rigg, coraggioso autore di un’enorme ricerca che ha portato alla stesura del libro “I soldati ebrei di Hitler” è anch’egli ebreo ed ha prestato servizio come volontario nell’esercito israeliano. Non si tratta di un complottista.

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Quindi, tutti questi individui avevano genitori o nonni ebrei, il che sembra un comportamento decisamente strano per un regime che si suppone sia stato completamente votato all’eradicazione della razza ebraica dall’intero pianeta.

Perché Hiter combatteva gli ebrei?

Hitler e i suoi colleghi tedeschi avevano sempre sostenuto che gli ebrei dominavano in modo schiacciante il comunismo bolscevico, e la lotta contro gli ebrei era motivata dalla necessità di impedire ulteriori sanguinose azioni da parte dei bolscevichi stessi. Ma i libri sull’Olocausto evitano di scrivere il motivo auto-dichiarato da Hitler per giustificare le sue azioni contro gli ebrei.

Gli autori di quei libri sono quindi costretti a cercare disperatamente spiegazioni alternative, scovando indizi sepolti nel profondo del passato tedesco o rivolgendosi a speculazioni psicanalitiche o sostenendo che il più grande supposto massacro di tutta la storia umana sia stato intrapreso per pura malvagità nazista.

L’ovvia ragione di questa omissione clamorosa è che gli autori dei testi storici sull’olocausto cercano di costruire un dramma morale in cui gli ebrei devono essere ritratti come vittime assolutamente irreprensibili, omettendo il loro ruolo nelle numerose atrocità commesse dai bolscevichi che hanno preceduto di molto l’ascesa del Terzo Reich.

I carnefici della Rivoluzione Bolscevica

Il bilancio delle vittime di civili innocenti della Rivoluzione Bolscevica e dei primi due decenni del regime sovietico è generalmente stimato nell’ordine di decine di milioni, forse trenta e più, se includiamo le vittime della guerra civile russa, le carestie indotte dal governo in Ucraina (Holodomor), il Gulag e le esecuzioni di massa.

Tutti gli storici sanno perfettamente che i leader bolscevichi erano per lo più ebrei. Tre dei cinque rivoluzionari che Lenin chiamava i suoi “probabili successori” provenivano da quel popolo, sebbene solo il 4% della popolazione russa fosse ebrea. Alcuni anni fa Vladimir Putin ha dichiarato che gli ebrei costituivano forse l’80-85% del primo governo sovietico, una stima pienamente coerente con le affermazioni contemporanee di Winston Churchill, del corrispondente del Times of London, Robert Wilton, e degli ufficiali dell’intelligence militare americana. Studi recenti di Alexander Solzhenitsyn, Yuri Slezkine e altri hanno dipinto un quadro molto simile. E non ci sono dubbi che prima della seconda guerra mondiale, gli ebrei rimasero enormemente sovrarappresentati nella leadership comunista, dominando l’amministrazione del Gulag e le più alte cariche del temuto NKVD.

Il primato degli ebrei: i carnefici del ventesimo secolo

Questi due fatti storici, vale a dire l’enorme numero di morti e la grande influenza degli ebrei in questi crimini, sono storicamente acquisiti. Se uniamo questi due fatti al numero relativamente piccolo di ebrei nel mondo, circa 16 milioni di persone prima della Seconda Guerra Mondiale, la conclusione inevitabile è che in termini pro-capite gli ebrei furono i più grandi sterminatori di massa del XX secolo.

Nessun altro popolo si avvicina, nemmeno lontanamente, a questo triste primato.

Eppure, con la strabiliante alchimia di Hollywood, i più grandi assassini degli ultimi cento anni sono stati in qualche modo trasformati nelle più grandi vittime. I neoconservatori americani di oggi sono ebrei quanto lo erano i bolscevichi di cento anni fa, ed hanno tratto grande beneficio dall’immunità politica fornita da questa bizzarra inversione della realtà storica.

In parte come conseguenza del loro status di vittimismo fabbricato dai media, sono riusciti a prendere il controllo su gran parte del sistema politico americano, in particolare della politica estera, e hanno trascorso gli ultimi anni a fare il possibile per fomentare una guerra nucleare, assolutamente folle, contro la Russia.

Se dovessero raggiungere questo scellerato obiettivo, supereranno sicuramente il numero impressionante di cadaveri accumulato dai loro antenati, di vari ordini di grandezza.

 

Articolo di Ron Unz

Tratto da: https://www.unz.com

Traduzione e adattamento di altreinfo.org

Fonte delle informazioni relative alla presenza di soldati ebrei nell’esercito di Hitler:

“I soldati ebrei di Hitler” Newton Compton Editori, di Bryan Mark Rigg

 

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