Essere la settima potenza industriale del mondo non serve a nulla. I peggiori nemici dell'Italia sono gli italiani. Alba Giusi - www.altreinfo.org

Essere la settima potenza industriale del mondo non serve a nulla. I peggiori nemici dell’Italia sono gli italiani. Alba Giusi

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L’Italia è un grande paese industriale e, nonostante il declino degli ultimi anni, occupa stabilmente il settimo posto della classifica mondiale.

L’Italia è la settima potenza industriale del mondo.

Abbiamo navi da guerra, progettate da italiani e realizzate nei cantieri italiani, costruiamo missili teleguidati, elicotteri da combattimento e bombe di ogni genere che vendiamo ovunque, le nostre forze armate sono efficienti e preparate, partecipano a operazioni militari e “umanitarie” in ogni angolo del pianeta, costruiamo droni super-tecnologici in grado di fotografare e monitorare vasti territori e raccogliere informazioni dettagliate su ogni possibile minaccia, abbiamo accesso a tutto il sistema satellitare gestito dai nostri alleati, abbiamo addirittura satelliti dedicati alle nostre necessità di controllo interno del territorio.

Facciamo parte della Nato e abbiamo supportato gli Stati Uniti e gli altri alleati quando lo hanno chiesto, abbiamo diritto al loro supporto tecnico nel caso dovessimo averne bisogno. Abbiamo un sistema integrato di Radar che tiene sotto controllo ogni centimetro di terra e mare. Disponiamo di otto sottomarini perfettamente funzionanti e attrezzati.

I nostri servizi segreti sono in grado di spiare chiunque, ovunque si trovi, avvalendosi delle tecniche più avanzate, e di organizzare interventi di spionaggio in ogni parte del mondo. I satelliti geostazionari permettono ai nostri militari di vedere e riconoscere qualsiasi oggetto, anche di pochi centimetri, posto a terra o sulla superficie del mare.

Spendiamo all’incirca un miliardo all’anno per spiare oltre 140mila persone, indagate per ogni tipo di reato, ricorrendo a intercettazioni telefoniche e ambientali, software e trojan. Nel 2018 le spese militari italiane sono state pari a 27,8 miliardi di euro. Una cifra enorme che ci colloca all’undicesimo posto della classifica mondiale.

Tutto fa pensare che all’Italia non manchino i soldi, gli strumenti tecnologici e le competenze umane per sorvegliare e difendere i propri confini.

Eppure, ad oggi non siamo in grado di dimostrare che le ONG si accordano con i mercanti libici per prelevare in mare i migranti.

I nostri servizi segreti non sanno nulla su come nasce l’immigrazione clandestina, chi sono i migranti, chi li organizza, chi li finanzia. La cosiddetta intelligence non serve a nulla. I nostri droni, i nostri sistemi di spionaggio, il nostro know-how militare avanzato, i nostri aerei da pattugliamento non servono a nulla.

Nessuno ci sa dire dove le ONG hanno caricato i migranti, nessuno le intercetta, nessuno le monitora, nessun radar è puntato, nulla, zero.

Le navi delle ONG spengono i transponder e dicono:

“abbiamo incrociato per caso un gommone pieno di migranti”,

cosa inverosimile la prima volta e impossibile la seconda, ma nessuno è in grado di dimostrare che questa è una menzogna. Nessuno è in grado di dimostrare in modo inconfutabile che ci sono dei barchini che portano al largo i gommoni e poi avvertono le ONG affinché vadano a prenderli.

Il Ministero dell’Interno sostiene, isolato e ignorato da tutti gli altri altri governanti, cose che non è nemmeno in grado di dimostrare. Sembra un sito di controinformazione. Non c’è una parola ufficiale, che non possa essere smentita dal primo che passa, non c’è una indagine vera e inconfutabile da sbattere in faccia ai magistrati creduloni o finti tali in cui si dimostri oggettivamente che le ONG stanno commettendo dei reati condannabili con pene che arrivano all’ergastolo, viste le modalità e la quantità.

Il governo italiano non è in grado di dimostrare che quei gommoni carichi di migranti clandestini e senza documenti partono solo perché ci sono le ONG che vanno a prenderli, altrimenti se ne starebbero a casa loro.

Non sono naufraghi, ma finti naufraghi.

A Lampedusa arrivano continuamente imbarcazioni cariche di tunisini senza documenti, sbucate dal nulla. Le forze dell’ordine si accorgono di loro soltanto quando approdano. L’Australia riesce a monitorare ogni centimetro di costa, intercetta le navi dei migranti e le riporta nei punti di partenza. Decine di migliaia di km di costa in cui non passa nemmeno uno spillo.

Invece, la settima potenza industriale del mondo non è in grado di intercettare nulla.

E non è nemmeno in grado di sorvegliare o videosorvegliare i confini del nord-est attraversati ogni giorno da afgani e pakistani.

La migrazione è finanziata ed organizzata. Ci sono persone che convincono gli aspiranti migranti, altri che prestano i soldi necessari, altri che li assistono lungo il percorso. Ci sono poi gli scafisti, le ONG e Alarm Phone che garantiscono un approdo in Europa. E una volta qui, ci sono quelli che li sfruttano, quelli che li arruolano nella criminalità organizzata, quelli che si arricchiscono con la falsa assistenza umanitaria.

Questo è un gioco di squadra, ben organizzato. Ma da parte italiana non c’è un’altra squadra a contrapporsi. Anzi, i professionisti della migrazione selvaggia hanno gioco facile perché trovano un paese allo sbando, incapace di organizzare una azione corale di contrasto. Abbiamo grandi giuristi, ma non siamo nemmeno in grado di redigere una norma giuridica inoppugnabile, inattaccabile. Le nostre leggi sono opinabili, interpretabili, addirittura stracciabili quando non vanno bene.

Essere la settima potenza al mondo evidentemente, non serve a nulla.

In Italia sono tutti contro tutti. Ognuno rema dalla sua parte. Chiunque può dire e fare quello che vuole. Il peggior nemico degli italiani non sono Soros, le ONG, la finanza globalista e predatoria.

Il peggior nemico degli italiani sono gli italiani.

Mettiamoci il cuore in pace, saranno gli italiani ad affossare l’Italia, non gli altri, chiunque essi siano. I nemici dell’Italia sono dentro l’Italia.

 

di Alba Giusi

www.altreinfo.org

 

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