L'evasione è enorme tra le multinazionali della pornografia e dei servizi online, ma al Governo questo non interessa. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

L’evasione è enorme tra le multinazionali della pornografia e dei servizi online, ma al Governo questo non interessa. Alberto Rovis

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Si fa un gran parlare di tasse e di evasione fiscale e tutti se la prendono coi soliti capri espiatori: l’idraulico e il dentista. A detta dei politici sono queste le categorie che, più di altre, non compilano le ricevute fiscali ed evadono le tasse.

Questi però non sono né idraulici né dentisti: Amazon, Google, Airbnb, Uber, Facebook, Apple, Twitter, Instagram, Whatsapp. Nel 2018, tutte queste aziende messe insieme, hanno pagato in Italia soltanto 37 milioni di euro in tasse.

Come fanno a non pagare le tasse? Evadono con un trucco molto semplice: fanno le triangolazioni.

In sostanza, i gruppi si organizzano in varie società che si fatturano tra di loro, in modo tale che alla fine dei giochi l’utile rimanga in mano ad una sola, quella che ha sede in un paradiso fiscale. Le altre società, in particolare quelle che vendono in Italia, vanno tutte in pari, per non avere nulla da dichiarare.

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Ma non è tutto qui, non ci sono soltanto quelle multinazionali di cui all’elenco, ce ne sono molte altre che non pagano le tasse. Ad esempio, tutti i siti del settore pornografico, con decine di milioni di visitatori al mese e centinaia di migliaia di abbonamenti al porno-online, che realizzano immensi guadagni in Italia, senza pagare nulla all’erario.

E se pensate che Netflix paghi qualcosa, vi sbagliate. Nulla di nulla.

Tutte queste aziende, che non pagano tasse, né qui né altrove, sono pro-globalizzazione e ultra-liberiste in economia; finanziano a suon di miliardi tutte le ONG che spingono verso il modello liberista-globalizzato, e che sono dalla parte dell’immigrazione.

Queste sono aziende che si arricchiscono ai danni dei più poveri, succhiando ricchezza dal basso e portandola verso l’alto, il loro motto è:

togliere ai poveri per dare ai ricchi.

Non è strano che i politici, di destra e di sinistra, non facciano nulla per far pagare le tasse a queste multinazionali predatorie, mentre invece si concentrano con vigore su idraulici e dentisti?

Teniamo presente che se queste aziende globalizzate pagassero in Italia le tasse sugli utili che conseguono in Italia, il gettino sarebbe enorme, almeno diciotto miliardi di euro. Denaro importante, soprattutto perché verrebbe sottratto al circuito finanziario estero per essere inserito nel circuito finanziario italiano, portando quindi ad un reale incremento delle disponibilità finanziarie.

Mentre invece, quei pochi milioni che il fisco riuscirebbe a riprendersi dai famigerati idraulici e dentisti, verrebbero sottratti al sistema finanaziario italiano per essere reimmessi nello stesso sistema, quindi con benefici nulli sul PIL.

Giustizia sociale si, ma a saldo zero per il PIL.

Eppure, sembra che a nessuno interessi tutto questo. Anzi, quando i politici si occupano di internet, l’unico problema che si pongono è come fermare la controinformazione e come chiudere, censurare, bannare, bloccare coloro che esprimono idee diverse da quelle approvate dal già operativo Ministero della Verità.

Chissà perché toccare gli interessi delle multinazionali e della pornografia è così difficile.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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