La censura e la limitazione della libertà d'informazione sono alle porte? Elena Dorian - www.altreinfo.org

La censura e la limitazione della libertà d’informazione sono alle porte? Elena Dorian

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Queste notizie sono preoccupanti:

“Russia diffonde fake news in Ue sul virus”. L’accusa del servizio diplomatico europeo, “massiccia campagna di disinformazione” dei media russi in Occidente per “peggiorare l’impatto del coronavirus e complicare la risposta”.
Il documento europeo sostiene che la Russia abbia spinto fake news online in inglese, spagnolo, italiano, tedesco e francese, attraverso informazioni contraddittorie e confuse, con l’obiettivo di rendere più complessa in Europa la risposta alla pandemia.

https://www.huffingtonpost.it

“La campagna (russa) esacerba la confusione, il panico e la paura, impedendo alle persone di accedere a informazioni affidabili sul virus e sulle disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.
In Italia vengono diffusi sui social network contenuti che esprimono perplessità sulla capacità del governo e delle autorità nazionali in genere nel gestire l’epidemia.

https://www.wired.it

Russian pro-Kremlin media have mounted a “significant disinformation campaign” to aggravate the coronavirus pandemic crisis in western countries by destroying confidence in the emergency response, according to an internal EU report.

https://www.ft.com

Non ci preoccupiamo per i russi, e nemmeno per Putin. Ci preoccupiamo per la libertà d’informazione, già soggetta a molte restrizioni. Le periodiche campagne contro l’odio e le supposte fake-news o prima o poi si tradurranno in censura globale.

Chiuderanno i siti di controinformazione?

Nella situazione critica in cui ci troviamo, vale a dire limitazione delle libertà personali e sospensione delle garanzie costituzionali, queste accuse potranno facilmente tradursi in scuse per approvare un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio finalizzato alla chiusura dei siti di controinformazione.

Magari per sempre, giusto per non perdere l’occasione.

Molti approverebbero questa chiusura, perché le persone hanno individuato un nemico invisibile, il coronavirus, e sono convinte che tutti insieme possiamo batterlo.

Non si accorgono che i nemici sono due, e quello più pericoloso è quello che si nasconde proprio dietro al coronavirus.

A prescindere da ciò che dice Russia Today, che tanto fastidio dà all’UE, noi pensiamo che se le strutture ospedaliere non sono in grado di far fronte ad una emergenza sanitaria dovuta a un virus, cosa più che prevedibile in un mondo globalizzato, è sbagliato dare la colpa al virus, ma bisogna chiedersi piuttosto chi e perché abbia abbassato in questo modo le difese sanitarie, assumendosi un rischio così elevato.

Giusto per fare un esempio, se costruiamo un muretto di un metro per difenderci dalla mareggiata e questo muretto va bene per dieci anni, ma poi arriva la mareggiata più alta e ci allaga la casa, cosa prevedibile e normale, non possiamo dare la colpa alla mareggiata, ma la dobbiamo dare a chi ha progettato il muretto troppo basso, senza considerare i rischi reali.

Il problema della medicina d’urgenza in Lombardia e nel resto del Paese, dipende dal fatto che ci sono pochi posti letto in grado di garantire la respirazione assistita. E quindi molti muoiono perché la malattia sfocia in polmonite ed hanno bisogno di essere intubati e assistiti. Ma questo è un servizio che il sistema sanitario non è in grado di offrire a tutti coloro che ne hanno bisogno, a causa dei tagli alla sanità che si sono susseguiti per decenni. Stanno cercando di sopperire, anche in fretta, ma ci vuole del tempo e il virus si espande troppo velocemente. Da qui la necessità di tenerci tutti a casa.

Affermare che l’Italia ha abbassato la guardia esponendosi ad un rischio prevedibile non significa essere nemici della ritrovata Patria o sobillare disordini sociali. Stiamo dicendo soltanto la verità, nuda e cruda.

Certo, il muretto basso ce l’ha chiesto l’Europa. Tuttavia, non è un criminale soltanto chi l’ha chiesto, ma anche chi l’ha costruito, andando contro gli interessi della nostra comunità, rimasta sola e isolata, proprio ora, nel momento del bisogno.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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