Quello che Tillerson porta a Putin si chiama “ultimatum”. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Quello che Tillerson porta a Putin si chiama “ultimatum”. Maurizio Blondet

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Vediamo: Tillerson va a Mosca a presentare una ingiunzione: Putin deve abbandonare l’alleato Assad. Insomma tradire un fedele alleato.

In cambio di cosa? Nelle trattative fra il Sinedrio e Giuda, almeno furono offerti 30 denari. Dove sono i 30 denari che Tillerson promette a Putin, se tradisce?

Quello che Tillerson porta a Putin è un ultimtum

Quello che Tillerson porta a Putin è un ultimtum

Non è stata formulata nessuna promessa. Nessuna garanzia che il prezzo del tradimento lucri a Mosca, almeno, una garanzia sulle sue basi in Siria, ossia nel Mediterraneo; o l’alleviamento delle sanzioni. O l’accettazione del passaggio della Crimea alla Russia. Qualcosa, insomma.

Washington, non offre niente in cambio. Si limita a minacciare. Se Putin non si piega all’intimazione americana di abbandonare Assad (agli sciacalli wahabiti, con tutte le minoranze che il regime alawita garantisce in Siria) la Russia diverrà “irrilevante” nel Medio Oriente, ha detto.

Ora, si dà il fatto che la Russia sia oggi “rilevante” nel Medio Oriente, e lo sia senza il permesso degli americani. Dunque Tillerson non soltanto non offre a Mosca alcun compenso; minaccia di renderla irrilevante, se non obbedisce. Come, se non con le bombe? Anzi, ventila la minaccia di ritenere la Russia corresponsabile del delitto (non avvenuto) di Assad, ossia l’uso di armi chimiche, vietato dal diritto internazionale; un’accusa che mira a mettere la Russia nel novero degli stati-mostri.

Come si vede, Tillerson non va a trattare. Va a esigere la resa incondizionata, senza contropartite all’umiliazione e alla vergogna.

Secondo me, lo fanno consapevolmente. Non vogliono trattare; vogliono la guerra, perché sanno che fra dieci anni non saranno più in grado di vincere una guerra mondiale; perché il loro sistema finanziario è sull’orlo dell’implosione. Perché la loro egemonia basata sulla sovversione e  destabilizzazione del mondo è fallita, e solo aumentando la posta possono giocare un’altra mano.

Alcuni osservatori dicono che è un bluff, per piegare Mosca. Se lo fosse, sarebbe comunque un gioco pericoloso. Ma io personalmente non credo si illudano che Putin si umili, ceda, tradisca. Lo conoscono abbastanza. Vogliono mettere la Russia con le spalle al muro, in modo che non abbia altra via di salvezza che l’attacco. Alla disperata. Fecero lo stesso al Giappone, costringendolo ad una guerra in cui si sapeva inferiore.

Vogliono la guerra.

In questa tragedia, poteva mancare l’intermezzo comico, del Pulcinella Italia? Mattarella è andato da Putin poche ore prima di Tillerson – visita del tutto inutile, dato che Gentiloni non ha invitato Putin a Taormina, a sottolineare che il nostro rapporto con Mosca è ormai di inimicizia, e il capo dello Stato da noi non ha voce in capitolo in politica estera (a parte Napoletano…), e che cosa gli ha detto? Gli ha detto di non lasciare più che Assad lanci gas contro i civili del suo stesso popolo.  Ripugnante e irrisorio.

Putin ha avuto persino l’educazione di rispondergli.

“Abbiamo informazioni secondo cui la provocazione [l’attacco chimico contro civili del 4 aprile ndr] è stata preparata a tavolino. Stanno preparando altre provocazioni simili in altre zone della Siria, ad esempio a sud di Damasco , per poi accusare le autorità siriane di usare armi chimiche».

Ha dato una notizia: ci saranno altri false flag.

Da La Stampa, giornale neocon:

Putin a Mattarella: “Mi aspetto nuovi attacchi chimici in Siria”

La visita a Mosca del Capo dello Stato al Cremlino. Il presidente russo parla di “provocazioni contro Assad”

http://www.lastampa.it/2017/04/11/esteri/mattarella-da-putin-rafforzare-i-nostri-rapporti-con-la-russia-eJKD5SD01YLqhx5sRpo58H/pagina.html

Chissà se Mattarò ha capito, che Putin non sta scherzando, che non è il momento.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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