Non dite "andate via" o "tornatevene a casa vostra" agli stranieri. Le Toghe sono inflessibili: è istigazione all'odio razziale. Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Non dite “andate via” o “tornatevene a casa vostra” agli stranieri. Le Toghe sono inflessibili: è istigazione all’odio razziale. Giorgio Lunardi

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Ci sono già molte sentenze della Corte di Cassazione che confermano questo indirizzo. Dire a uno straniero “vattene via” oppure “tornatene a casa tua” è istigazione all’odio razziale.

L’ultimo caso lo trovate qui.

https://www.ilfattoquotidiano.it

E si riferisce ad un fatto avvenuto nel 2010. E’ stata riconosciuta l’aggravante dell’odio razziale per avere urlato agli stranieri “andate via”. Reato gravissimo. L’imputato, poi condannato, aveva fatto presente che le affermazioni erano generiche e prive di riferimenti a una presunta superiorità razziale. Ma come già altre volte, la Cassazione ha scritto:

“…l’aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso “non ricorre solo quando l’espressione riconduca alla manifestazione di un pregiudizio nel senso dell’inferiorità di una determinata razza” ma anche quando la condotta, per come si manifesta e per il contesto, “risulta intenzionalmente diretta a rendere percepibile all’esterno e a suscitare in altri analogo sentimento di odio etnico” e a dar luogo, nell’immediato o in futuro “al concreto pericolo di comportamenti discriminatori

Quindi, niente da fare, si tratta di istigazione all’odio razziale.

E’ di questi giorni un’altra notizia molto grave.

https://torino.corriere.it

Un uomo di 65 anni, senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine, segnalato ai servizi territoriali per abuso di alcol e sostanze stupefacenti, a tuo tempo sottoposto anche ad un trattamento sanitario obbligatorio, un mostro insomma, ha insultato in un autobus una ragazzina di colore di 15 anni che stava andando a scuola rivolgendole queste terribili parole:

«È inutile che vai a scuola, tanto finirai sulla strada come tutte le altre. Tornatene nel tuo Paese». 

La ragazzina, figlia di una donna italiana, traumatizzata da tanta violenza, ha telefonato alla madre, la quale ha avvertito i carabinieri, i quali sono intervenuti prontamente, con grande spiegamento di forze, ed hanno arrestato il malevolo che dovrà ora affrontare un processo e cercarsi un buon avvocato. Il tutto pagato coi nostri risparmi perché nullatenente.

Tutto questo a Torino, la città del Procuratore Capo Patt Garrett, dove nessuno può commettere impunemente il reato di istigazione all’odio razziale. Il balordo poteva anche tirar fuori l’uccello davanti alla ragazzina, avrebbe commesso un reato minore, non perseguibile penalmente. Ma non gli è venuto in mente, forse perché in preda all’alcol, o chissà quale altra droga, anziché tirar fuori l’uccello ha osato pronunciare queste terribili e terrificanti parole

“tornatene nel tuo paese”.

Istigazione all’odio razziale (timbro e firma). Condanna scontata, vista la casistica pregressa.

Consigli per sopravvivere

Non è mia abitudine distribuire consigli, ma forse potranno essere utili ai lettori.

Se volete dire a qualcuno “va a quel paese”, è meglio che accertiate l’origine della persona. Se è nera o mulatta o un po’ più scura, conviene utilizzare altre parole. Fate attenzione anche a “non rompere le palle” e “lasciami in pace”. Meglio non dire neanche “che cazzo vuoi?” potrebbe essere interpretato come incitamento all’odio razziale con l’aggravante dell’omofobia. Dall’analisi di precedenti sentenze, quando vi rivolgete a un nero, sarebbe opportuno non esprimere nessun concetto che contenga termini di questo tipo:

“casa tua, paese tuo, vattene via, perché sei venuto a rompere qui le palle, vaffa… (omofobo), pezzo di m…”

Naturalmente, se il soggetto è bianco, italiano e cattolico battezzato, potete dire quello che volete. Se VOI siete neri, non avete di che preoccuparvi, qualunque cosa facciate o diciate non potrete mai essere incriminato per razzismo. Non chiedetemi il perché, ma non esiste un solo processo in cui uno straniero, bianco o nero che sia, è incriminato per aver detto “italiano di merda” o un più generico “me ne vado da questo paese di merda” oppure “sta zitto stronzo che senza di noi non vai nemmeno in pensione” o il diffusissimo “italiani razzisti”.

Eppure, io qualche volta li ho sentiti.

Magistrati, Carabinieri, dove siete? Problemi di udito?

 

PS: forse è meglio chiarire che non c’è da parte mia nessuna solidarietà verso quel tizio che ha insultato la ragazzina, anzi. Non vorrei mai che questo post fosse mal interpretato da qualche anima pura…

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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