Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili. Anche questa è istigazione all'odio razziale? Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili. Anche questa è istigazione all’odio razziale? Giorgio Lunardi

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Forse ricorderete che una certa Donatella Galli, esponente della Lega Nord, qualche anno fa scrisse un infelice e scostante post su facebook in cui diceva:

“Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”

E’ stata recentemente processata per questo e condannata a 20 giorni di reclusione e 1€ di risarcimento dei danni, cifra simbolica da versare alla parte civile. Adesso però, prima di andare avanti, vi chiedo di mettere da parte le vostre antipatie o simpatie personali per questa signora. Non è questo l’argomento di cui voglio occuparmi.

Augurare il male è reato? Forza entna, forza vesuvio e forza marsili sono istigazione all'odio razziale? Per questo è stata condannata Donatella Galli

Il fatto è che ci sono innumerevoli sentenze della Corte di Cassazione in cui i giudici togati affermano che gli auguri di morte e di distruzione non costituiscono reato. Quindi, potete dire al vostro vicino:

“morissi domani”, “spero tu crepi”, “spero ti restino pochi giorni di vita”, “ti uccidesse un fulmine”, “spero ti mangi tutti questi soldi in medicine” e così via.

Augurare la morte non può essere reato, dunque. Difatti, per rientrare nel penale, è necessario prospettare un male ingiusto che dipenda in qualche modo dalla volontà di chi parla. Ad esempio, è reato dire:

“ti ammazzo”, “ti faccio ammazzare”, “ti distruggo la macchina”, “ti ammazzo con le mie mani”.

Tali affermazioni costituiscono una chiara minaccia e costituiscono quindi reato.

Qui potete verificare alcune sentenze della Corte di Cassazione riguardanti la materia.

E allora perché è stata condannata questa signora, visto che lei non può attivare né l’Etna, né il Vesuvio né il Marsili?

E’ stata condannata per una sottospecie del reato di istigazione all’odio razziale, in questo caso etnico, sulla base della Legge Mancino. Quindi, questo significa che secondo quel giudice in Italia ci sono due etnie diverse, una abita al Centro Nord e Sardegna mentre l’altra popola il Sud e la Sicilia.

Cosa faranno adesso i pisani e i livornesi? Potranno continuare ad augurarsi tutte le calamità naturali di questo mondo, come hanno sempre fatto, o rischieranno di essere incriminati per istigazione all’odio razziale con la motivazione che appartengono a due diverse sotto-etnie dell’etnia nordica?

E secondo quel giudice, reggini e messinesi saranno felici di appartenere all’etnia calabro-siciliana, strettamente imparentata con quella campano-pugliese? E i sardi si sentiranno finalmente realizzati quando sapranno che gli abitanti della loro isola sono sardo-veneti e fanno parte di una non meglio precisata etnia del nord? E cosa diranno poi gli alto-atesini che hanno sempre pensato di appartenere all’etnia germanica, ben diversa da quella italica?

In Italia ci sono minoranze di ogni genere: greci, albanesi, croati (al sud e al nord), cimbri, germanici, sloveni, catalani. E’ il paese in cui c’è la maggior variabilità del DNA, per non parlare delle differenze culturali che si fanno già sentire tra cittadine poste a pochi km di distanza. Il nostro paese detiene il 60% del patrimonio culturale del mondo. Ogni angolo di questa terra ha qualcosa di straordinario da raccontare.

L’Italia è un paese che non merita le affermazioni di Donatella Galli, ma neanche le sentenze di quel magistrato.

Ricordiamolo ancora. La legge Mancino è una legge liberticida, in base alla quale i magistrati, confusi e in ordine sparso, deliberano sentenze prive di alcun fondamento giuridico.

L’obiettivo della legge Mancino è quello di instaurare un efficace sistema di controllo sociale. La giustizia qui non c’entra.

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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