Il prete nero va con tua moglie? Sii cornuto e felice, ma fai attenzione a quel che dici... Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Il prete nero va con tua moglie? Sii cornuto e felice, ma fai attenzione a quel che dici… Giorgio Lunardi

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Riportiamo una notizia che ha fatto il giro del web.

A Cremona un marito bianco segue la moglie bianca perché sospetta abbia un amante. La coppia si sta separando e ha due figli piccoli. Dopo qualche giorno scopre che la moglie se la intende con un prete nero. Il marito apre la portiera della macchina in cui i due si stavano scambiano effusioni, prende il prete e la moglie a male parole, li insulta ma non alza le mani.

Prete nero se la intende con una parrocchiana, marito geloso lo insulta e lui lo picchia

Il prete nero ricambia la cortesia, reagisce agli insulti e, in barba al “porgi l’altra guancia” che qualche volta si legge nel Vangelo, gli dà un bel cazzotto in faccia mandandolo in ospedale. Intervengono i carabinieri, il marito bianco viene medicato e dichiarato guaribile in una settimana (prete nero quarantenne, muscoloso e ben piazzato). Niente di male, cose che capitano. Il prete nero non è arrivato con un barcone, ma con la diocesi, che l’ha prontamente trasferito in altra sede, per evitare problemi coi parrocchiani maschi (bianchi e neri) e altri intrallazzi con parrocchiane femmine.

http://milano.repubblica.it/cronaca/

La storia è finita lì?

Si, sembra finita lì, ma sapete il perché? E’ finita lì perché il marito bianco ha insultato il prete nero, ma non gli ha detto “tornatene a casa tua”, “cosa sei venuto qui a rompere i coglioni”, “vattene via”, “tonatene nella giungla”, “vai a mangiare le banane”. Se avesse pronunciato soltanto una di queste frasi, anche la più innocente, sarebbe stato perseguito d’ufficio dalla Procura di Cremona e avrebbe dovuto affrontare un processo per istigazione all’odio razziale. Tutte frasi già considerate dalla Corte di Cassazione, quindi zero probabilità di uscire indenne dal processo.

Invece, il marito bianco, in preda al raptus, non ha pronunciato nessuna di quelle frasi. Scampato pericolo, per stavolta. Non ha sporto querela, quindi il prete nero non dovrà risarcirlo per il pugno ben assestato. Il prete dovrà adesso cambiare diocesi e potrà proseguire con la sua attività di buon pastore presso altre parrocchiane.

Notate però cosa scrive l’articolista di Repubblica. Naturalmente nemmeno un accenno di critica al prete nero:

“Ne è nato un diverbio dai toni molto accesi: da una parte l’ex, ferito nell’orgoglio per quello che considerava un tradimento e dall’altra il religioso straniero che controbatteva e difendeva la donna.”

Il prete nero è descritto come un eroe,

“Controbatteva e difendeva la donna. Era un religioso straniero. Il marito era ferito nell’orgoglio.”

Eh sì, quando ci vuole ci vuole. Meno male che ci sono uomini, anzi, religiosi stranieri, che ancora difendono le donne. E poi:

“Il sacerdote, pare dopo l’ennesima offesa ricevuta, ha colpito con un pugno l’avversario in amore che non ha reagito, ma ha chiamato il 112”.

Eh beh, il “religioso straniero” ha reagito dopo tanti insulti, “pare” dopo l’ennesima offesa. Notate il “pare”. Molto efficace la comunicazione di Repubblica. I fatti, solo i fatti, ma con qualche “pare” e qualche “forse” diventano tutta un’altra notizia.

Ricordatevi, lo ripeterò fino all’infinito. Il reato di istigazione all’odio razziale è perseguibile d’ufficio. Impossibile cavarsela, se ci sono testimoni che confermano quello che hai detto. Ad esempio nella colluttazione dici “vattene via” al prete nero e vai a processo, non c’è niente da fare. Dev’essere nero però, altrimenti non vale.

E, forse non c’era bisogno di precisarlo, il prete nero poteva dire quello che voleva. Lui è nero. Può tutto.

Questa legge liberticida è la Legge Mancino. Approvata quando in Italia non c’era ancora nemmeno un africano, da qualcuno che già sapeva cosa sarebbe successo vent’anni dopo.

 

PS: mi dispiace utilizzare termini quali “marito bianco”, “moglie bianca” o “prete nero”, ma in Italia il colore della pelle e il luogo di provenienza sembrano essere diventati elementi fondamentali per la Magistratura e quindi sono costretto a farlo, altrimenti non si comprende a cosa va incontro un bianco (cattolico, italiano) quando utilizza male le parole.

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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