Il reato di "istigazione all'odio razziale" è un reato unidirezionale. Lo sconcertante caso di Dacia Valent. Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Il reato di “istigazione all’odio razziale” è un reato unidirezionale. Lo sconcertante caso di Dacia Valent. Giorgio Lunardi

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Ci occupiamo di un caso eclatante da cui si deduce senza alcun dubbio che il reato di “istigazione all’odio razziale”, previsto dalla legge Mancino, è un reato unidirezionale, vale a dire un reato che può essere commesso soltanto da “italiani bianchi e cristiani” e le uniche vittime possibili sono “chiunque abbia un’origine etnica o razziale diversa”, o professi un’altra religione.

La casistica ormai non lascia spazio ad alcun dubbio.

La legge Mancino non è di certo una legge la cui funzione è quella di tutelare i diritti delle persone, indipendentemente dalla loro origine etnica, razziale o dalle convinzioni religiose, ma si tratta di una legge il cui unico scopo è quello di garantire un serrato controllo sociale e reprimere tutti gli italiani che contestano le politiche immigrazioniste imposte dall’alto.

Il caso di Dacia Valent è emblematico e vale la pena analizzarlo.

Dacia Valent: “Italiani di merda, italiani bastardi”

Dacia Valent, nata a Mogadiscio nel 1963, era figlia di un diplomatico italiano e di una principessa somala. Iscritta al Partito Comunista Italiano si era impegnata in politica risultando eletta al Parlamento Europeo dal 1989 al 1994. Dopo lo scioglimento del PCI si era iscritta a Rifondazione Comunista, partito a cui è rimasta legata fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel 2015. Dacia Valent era di religione Mussulmana.

Il primo ottobre 2008 aveva pubblicato un famoso post sul suo sito personale www.verbavalent.com (ora non più in rete). Si trattava di un post violento e pieno di odio e insulti verso gli italiani, bianchi e cristiani, dal titolo eloquente:

“Italiani di merda, italiani bastardi.” Dacia Valent

Il testo dell’articolo, non più disponibile in Internet, è tratto dal sito www.bufale.net che ne ha verificato la autenticità.

https://www.bufale.net/home/storia-vera

Tra le altre cose,riferendosi agli italiani bianchi cristiani, Dacia Valent scriveva quanto segue:

“Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.”

“Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.”

“Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata…”

“Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.”

“I vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi.”

“Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.”

“…feccia umana…”

“Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.”

Non è questa istigazione all’odio razziale?

Non mi soffermo su ciò che lei ha scritto, ma su un altro fatto. Se un italiano bianco dice a un africano nero “tornatene a casa tua” sta commettendo il reato di istigazione all’odio razziale, come da sentenza della Cassazione.

Perché nessun magistrato ha processato Dacia Valent per “istigazione all’odio razziale”?

E’ stata anche denunciata e querelata per i contenuti di questo post, quindi non si può dire che la Magistratura non ne fosse al corrente. Ma nessuno l’ha incriminata. Eppure il reato di istigazione all’odio razziale va perseguito d’ufficio, non su querela di parte, come ben sanno gli “altri” italiani, quelli dalla pelle bianca.

Dov’era il Patt Garrett di Torino? Quel magistrato che oggi perseguita tutti coloro che esprimono parole d’odio verso i neri, del tipo “tornatene a casa tua” oppure “torna nella giungla”?

Perché soltanto i bianchi italiani cattolici devono essere processati per questo reato? Proviamo a scrivere qualcosa del genere a Torino contro i somali e vediamo se non veniamo inseguiti fino al Polo Sud dal magistrato con la penna più veloce del West.

Nel caso di Dacia Valent i magistrati hanno commesso un reato ben preciso: “Omissioni di atti d’ufficio”.

Perché nessun Magistrato ha incriminato gli “altri magistrati”, vale a dire quelli che hanno omesso di esercitare l’azione penale contro Dacia Valent?

La verità è che il reato di istigazione all’odio razziale è un reato unidirezionale. Si applica soltanto agli italiani bianchi e cristiani, perché se ne stiano zitti, chinino la testa e pensino ad altro. E’ un reato finalizzato al controllo sociale, non alla tutela dei “diversi” e in particolare dei neri. Diciamolo chiaramente, lo diciamo anche ai neri:

Dei neri non è mai interessato nulla a nessuno.

Un tempo li schiavizzavano quando faceva comodo per coltivae il cotone, oggi li strumentalizzano per avere a disposizione manovalanza a basso costo e raggiungere gli obiettivi di controllo sociale della popolazione autoctona. All’elite interessa sedare le contestazioni di piazza organizzate dai bianchi che hanno il coraggio di opporsi a questa invasione programmata.

Ma atteniamoci ai fatti. Dacia Valent ha incitato pubblicamente all’odio razziale, basta leggere ciò che ha scritto. E la Magistratura cosa fa?

NULLA, commettendo il reato di omissione di atti d’ufficio.

E quelli che dovrebbero controllare e incriminare i magistrati che hanno omesso di esercitare l’azione penale cosa fanno?

NULLA, commettendo lo stesso reato dei loro colleghi.

Chi ha il coraggio di chiamare democrazia questa farsa?

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

***

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Alert: Content is protected !!