Schindler's List, un film che incita all'odio razziale, criminalizza e discrimina il popolo tedesco. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Schindler’s List, un film che incita all’odio razziale, criminalizza e discrimina il popolo tedesco. Elena Dorian

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Come ogni anno, milioni di bambini e ragazzi di tutte le età, leggono libri, partecipano a conferenze e guardano film sulla Shoah. La memoria è una cosa seria. Bisogna ricordare.

Possiamo dimenticare ogni cosa, ma non la Shoah.

Schindler’s list, uno dei film più razzisti della storia del cinema

Faccio alcune considerazioni su uno dei film più gettonati della storia del cinema, uno di quei film che i bambini devono vedere già in tenera età. Sto parlando di Schindler’s List“. Un film in bianco e nero, crudele, raccapricciante, violento, impietoso.

La trama si sviluppa tra l’immaginario e la realtà. Oskar Schindler è infatti un personaggio realmente esistito. Ha sicuramente salvato molti ebrei durante la seconda guerra mondiale, circa 1200, impiegandoli come operai. I luoghi in cui si sviluppa il film sono anch’essi esistiti. Il campo di Auschwitz-Birkenau, il campo di Plaszow, la fabbrica di Schindler. Ma il film è basato su un romanzo, Schinder’s List, scritto nel 1982 da Thomas Keneally, uno scrittore australiano. La storia raccontata nel film è immaginaria, sebbene ambientata in un contesto di nomi ed eventi reali. In fondo al libro c’è scritto chiaramente quanto segue:

«Questo libro è un’opera di fantasia [a work of fiction]. Nomi, personaggi, luoghi ed episodi sono un prodotto della fantasia dell’autore [of the author’s imagination] o sono utilizzati in maniera immaginaria [are used fictitiously]. Ogni somiglianza con avvenimenti, luoghi o persone reali, vive o morte, è puramente casuale [is entirely coincidental

Il film è quindi basato su una storia immaginaria, pur essendoci degli elementi reali che rendono credibile la trama.

Quando lo videro per la prima volta i miei figli mi dissero:

“I tedeschi sono molto cattivi, è gente senza scrupoli”

Ed è questo il problema. Il film suscita sentimenti fortemente razzisti verso i tedeschi, dipinti tutti come criminali e violenti, gente senza un cuore, gente senza scrupoli, capaci di uccidere per il gusto di uccidere, incapaci di amare.

Solo Oskar Schindler possiede nel film connotati umani, mentre tutti gli altri tedeschi sono psicopatici o cinicamente venali, in ogni caso tutti corruttibili. L’odio antitedesco, e non semplicemente antinazista, trasuda talmente virulento da ogni inquadratura che il primo ministro malese, Mahathir bin Mohamad, colpito dal palese razzismo di Spielberg, vietò la distribuzione della pellicola perché «riflette i privilegi e le virtù di una sola razza», quella ebraica, denigrando fino alla nausea i tedeschi.

Schndler’s Lit è un film razzista che veicola sentimenti razzisti e che incita all’odio razziale verso il popolo tedesco.

Da un punto di vista penale sono perseguibili in base alla legge Mancino l’autore del libro, il regista e il produttore del film. Non soltanto loro, ma anche tutti coloro che diffondono il film, in particolare gli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori in quando stanno veicolando idee discriminatorie e razziste verso il popolo tedesco, in aperta violazione della normativa esistente.

Massacro di Deri Yassin nel quale vennero trucidati centinaia di palestinesi

Massacro di Deir Yassin, durante il quale vennero trucidati centinaia di palestinesi

Il massacro di Deir Yassin

Proviamo a vedere le cose da un altro punto di vista.

Immaginiamo un film ambientato in Palestina, ad esempio a Deir Yassin, dove nel 1948 ci fu un vero e proprio massacro in cui vennero trucidati centinaia di palestinesi, uomini donne e bambini, uccisi a sangue freddo, braccati casa per casa, massacrati senza alcuna pietà, dai soldati israeliani e da gruppi di ebrei scalmanati e senza scrupoli che inneggiavano alla loro morte per poi bruciare i loro villaggi.

I luoghi sono davvero esistiti, gli eventi pure. Esistono anche i racconti dei palestinesi scampati al massacro. La trama del film la ricostruiamo liberamente. Immaginiamo ora che quel film, in cui gli ebrei vengono dipinti tutti come spietati assassini, senza sentimenti, al limite dell’umanità, così come Spielger fa coi tedeschi in Schindler’s List, venga proiettato in tutte le scuole d’Italia.

Immaginiamo che cosa potrebbe succedere a livello mediatico, le proteste, le censure, la condanna internazionale, le denunce alla Magistratura. Anche l’ONU si rivolterebbe contro gli autori e i divulgatori di un simile film.

In sostanza, chiunque osasse girare o diffondere un film del genere, in cui tutti i cattivi sono ebrei e tutti i buoni sono palestinesi, verrebbe accusato di istigazione all’odio razziale e antisemitismo per poi essere processato e condannato.

E allora perché non processare tutti coloro che diffondendo Schindler’s List nelle scuole generando odio e diffidenza verso il popolo tedesco? non è forse istigazione all’odio razziale anche questa?

Ecco, siccome si tratta di un reato perseguibile d’ufficio e non per querela di parte, mi auguro che qualche magistrato abbia il coraggio di incriminare i responsabili, magari in occasione del prossimo giorno della memoria, e sequestrare il film in tutta Italia, per poi condannare i colpevoli sulla base dell’articolo 604 bis del Codice Penale.

Perché il reato di istigazione all’odio razziale non si applica sempre?

Naturalmente questo non avverrà, nessuno verrà mai incriminato per istigazione all’odio razziale per aver diffuso il film Schindler’s List, ma ci dobbiamo comunque porre delle domande:

  1. Perché il razzismo viene percepito soltanto in certe direzioni e non in altre?
  2. Chi decide quando è discriminazione e incitamento all’odio razziale e quando no?
  3. Ferme restando le responsabilità dei nazisti, perché gli ebrei, nei libri e nei film sull’olocausto, possono screditare l’intero popolo tedesco senza subirne le conseguenze?

Eppure, il processo di Norimberga scagionò il popolo tedesco da ogni responsabilità, addossandola interamente ai nazisti.

La risposta ce l’abbiamo a portata di mano. Parafrasando una frase di George Orwell, tratta dalla Fattoria degli animali:

La legge è uguale per tutti. Ma per alcuni è più uguale che per altri.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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