Ma le razze umane, ci sono o non ci sono, esistono o non esistono? Alba Giusi - www.altreinfo.org

Ma le razze umane, ci sono o non ci sono, esistono o non esistono? Alba Giusi

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Gli esseri umani possono essere suddivisi in razze? E’ una domanda alla quale è difficile rispondere in modo certo e sicuro, molti dicono di si, altri dicono di no. La cosa importante, al di là delle proprie convinzioni, è rispettare questo fondamentale principio, sancito dall’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza

Affermato questo basilare principio, disatteso da molti, soprattutto dai potenti, passiamo alla domanda del post.

Esistono le razze umane?

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Una prima risposta la troviamo subito, all’articolo 2 della stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Ed una conferma la ritroviamo al successivo articolo 16:

Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.

Quindi, è la stessa Dichiarazione che ammette l’esistenza delle razze, e ne parla in più articoli.

Un’ulteriore conferma la possiamo trovare nella Costituzione della Repubblica Italiana, che all’articolo 3 così recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Bene, secondo queste due norme fondamentali:

Le razze esistono.

Intellettuali ed antropologi

Vediamo però che molti intellettuali, che fanno capo ad importanti associazioni umanitarie, vogliono cambiare la Costituzione Italiana in quanto sostengono che le razze non esistono. Questa interpretazione è anche supportata dall’Istituto Italiano di Antropologia (ISITA), il quale ha contestato l’articolo 3 della Costituzione e, con un documento approvato all’unanimità dal suo Consiglio Direttivo il 23 ottobre 2014, ne ha chiesto la sostituzione.

Secondo l’ISITA, nella zoologia moderna, il termine “razza” si applica solo agli animali domesticati e selezionati dall’uomo con incroci specifici effettuati al fine di ottenere particolari caratteristiche.

Bene, quindi:

Le razze non esistono

Genetisti e ricercatori

Ci sono però alcuni studiosi che hanno dedicato tutta la loro vita allo studio delle razze, concentrandosi su alcune evidenti differenze, non proprio insignificanti e soprattutto, non riconducibili a fattori culturali. Dopo molti anni di analisi e studio del materiale raccolto hanno fatto delle classificazioni genetiche, suddividendo il genere umano in tre razze fondamentali.

Tra questi studiosi ci sono Philippe Rushton, Richard Lynne, Tatu Vanhanen, Edward Osborne Wilson, Helmut Nyborg e molti altri importanti e seri accademici.

C’è poi anche un genetista di fama mondiale che ha in qualche modo avvalorato questi studi, si tratta del Premio Nobel James Watson.

Bene, allora, tenendo conto di quanto affermato da questi eminenti studiosi possiamo finalmente affermare che:

Le razze esistono

Social Network e razzismo

Però, dovremmo anche considerare che in tutti i libri scolastici, senza eccezione alcuna, c’è scritta la seguente frase:

“Le razze umane non esistono, nell’uomo esistono solo differenze culturali e differenze dovute all’adattamento ambientale”

Inoltre, per le sue affermazioni, il Sig. Watson è stato molto criticato per poi essere addirittura emarginato dalla comunità scientifica, fino a diventare un non-uomo, come da lui stesso affermato.

Inoltre, se facciamo una ricerca su Google cliccando “le razze esistono” compaiono solo ed esclusivamente siti che dicono che le razze non esistono. Questo significa che i siti in cui si afferma che le razze esistono sono declassati, relegati all’ultima pagina. E questa non può essere una coincidenza.

Vuol dire, in sostanza, che Google considera razzisti tutti coloro che sostengono che le razze esistono e li declassa, mandandoli lì dove nessuno li potrà mai ritrovare, vale a dire in ultima pagina.

Anche Facebook sostiene la stessa politica, depotenzia la pagina e limita la condivisione di chiunque sostenga l’esistenza delle razze e nel contempo combatte il razzismo accettando quindi l’esistenza delle razze.

Visto tutto questo imponente movimento mediatico a senso unico, possiamo affermare con certezza che:

Le razze non esistono

Razzismo e Magistratura

Ora però non possiamo fare a meno di notare che l’art. 604 bis del Codice Penale (ex Legge Mancino) perseguita il reato di istigazione all’odio razziale e condanna severamente chiunque commetta questo reato, con aggravanti di pena non indifferenti. E scorrendo la giurisprudenza salta all’occhio che dire ad un africano “tornatene a casa tua”, oppure “vai a mangiarti una banana” costituisce reato di istigazione all’odio razziale.

I magistrati sono inflessibili, come sanno esserlo soltanto loro, non c’è da scherzare. E’ uno dei reati più gettonati. Ed è perseguito d’ufficio, quindi non c’è via di scampo.

Quindi?

Le razze esistono eccome.

Le razze esistono e non esistono, tutto dipende

Si, ma tutto questo vale solo se un bianco offende un nero. Se invece un bianco offende un altro bianco, dicendogli ad esempio “I bianchi devono scomparire dalla faccia della Terra”, allora questo non è reato. Se poi dici che “i Goym devono servire il Popolo Eletto”, non è razzismo, puoi anche scriverlo nel Talmud e leggerlo ai bambini.

Se invece sei cristiano e dici che “il Popolo Eletto deve servire i Goym”, allora si che sei razzista (e vai a finire su tutti i giornali del pianeta). Se invece sei nero e dici che “i bianchi sono tutti cattivi”, non è razzismo, anzi trovi un sacco di bianchi che ti danno ragione.

Infine, se sei bianco e dici che i neri “se ne devono tornare a casa loro”, allora si sei razzista e ti condannano, non tanto i neri, che in realtà non se la prendono per così poco, quanto i bianchi.

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Poi ancora, se ti dicono “tornatene a casa tua”, e sei cinese, non succede nulla, se sei nero, si. Se poi chiudi i neri in un Campo di Concentramento recintato, in mezzo al deserto del Negev finché non accettano di andarsene via, non sei razzista, anzi, guai a dirlo, e nessuno osa parlarne. Se li tieni in una nave qualche giorno di troppo, con tutti i comfort, un po’ di raggaeton e il WiFi, allora si sei razzista e rischi 15 anni di galera. E ancora, se dici che gli arabi sono terroristi non sei razzista, ma se dici che i nigeriani sono tutti mafiosi, si lo sei. E per concludere, se i tifosi bianchi fanno Buuh ad un giocatore nero crolla il mondo, se i tifosi neri fanno la stessa cosa con un giocatore bianco è tutto a a posto.

Insomma, mi pare di capire che le razze ci sono e non ci sono, a seconda di quello che conviene a chi ci comanda.

In conclusione, non so se le razze esistono o non esistono, ho però la certezza che le razze e il razzismo siano strumenti di controllo sociale, giusto per spazzare via chiunque disturbi i programmi dei potenti o si frapponga ai loro obiettivi. Sono anche un mezzo per creare contrapposizione sociale tra gli esseri umani, suddividendoli in razze, che non devono integrarsi, bensì creare una società multietnica e multiculturale, in cui tutti i gruppi sociali condividono gli stessi spazi, ma ognuno fa quello che gli pare. Un po’ come in Ruanda, a Sarajevo e in Kosovo.

E’ il solito gioco del potere che i Romani chiamavano “Divide et impera” e l’attuale potere completa con un “Tanto peggio tanto meglio”.

E il peggio – temo – deve ancora arrivare.

 

di Alba Giusi

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