La definizione di antisemitismo approvata dal Ministero della Verità. Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

La definizione di antisemitismo approvata dal Ministero della Verità. Giorgio Lunardi

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Il Governo Italiano, dopo un pressing mediatico estenuante, ha finalmente adottato la tanto attesa definizione di antisemitismo, così come proposta dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA).

Si è trattato di un pressing mediatico di portata planetaria che la comunità ebraica internazionale ha esercitato contemporaneamente in tutti i paesi Occidentali e che in Italia, in meno di tre mesi, ha portato all’istituzione della Commissione Segre, alla nomina del Commissario per l’Antisemitismo e all’adozione della definizione di antisemitismo voluta dall’IHRA, la cui costituzionalità è tutta da verificare.

La definizione di antisemitismo dell’IHRA

Secondo tale definizione sono considerate manifestazione di antisemitismo, legalmente perseguibili in base alla legge Mancino:

  1. incitare e contribuire all’uccisione di ebrei o a danni a loro scapito, o a giustificarli, nel nome di un’ideologia radicale o di una visione estremista della religione,
  2. avanzare accuse false, disumanizzanti, perverse o stereotipate sugli ebrei, in quanto tali, o sul potere degli ebrei come collettività, ad esempio, ma non esclusivamente, il mito di una cospirazione mondiale ebraica o degli ebrei che controllano i media, l’economia, il governo o altre istituzioni sociali,
  3. accusare gli ebrei di essere responsabili di comportamenti scorretti, effettivi o immaginari, commessi da una sola persona o da un gruppo ebraico, o addirittura di atti commessi da non ebrei,
  4. negare il fatto, l’ambito, i meccanismi (ad esempio le camere di gas) o l’intenzionalità del genocidio degli ebrei perpetrato dalla Germania nazionalsocialista e dai suoi sostenitori e complici durante la Seconda guerra mondiale (l’Olocausto),
  5. accusare gli ebrei come popolo, o Israele come Stato, di aver inventato o esagerato le dimensioni dell’Olocausto,
  6. accusare i cittadini ebrei di essere più fedeli a Israele, o alle presunte priorità degli ebrei in tutto il mondo, che agli interessi dei propri paesi,
  7. negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio, sostenendo che l’esistenza di uno Stato di Israele è un atteggiamento razzista,
  8. applicare una doppia misura, imponendo a Israele un comportamento non previsto o non richiesto a qualsiasi altro paese democratico,
  9. usare simboli e immagini associati con l’antisemitismo classico (ad es. gli ebrei uccisori di Gesù o praticanti rituali cruenti) per caratterizzare Israele o gli israeliani,
  10. paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti,
  11. ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele.

E’ bene chiarire che l’antisemitismo va perseguitato, così come il razzismo ed ogni altra forma di discriminazione. Resta il problema di che cosa si debba intendere per antisemitismo.

Psicoreato, pensar male degli ebrei

Nella definizione voluta dalla Comunità Ebraica Internazionale ed approvata senza remore dal Governo Italiano ci sono alcuni punti ineccepibili, come ad esempio, e forse non a caso, il primo:

“incitare e contribuire all’uccisione di ebrei”

sembra superfluo scriverlo visto che si tratta di un reato penale già perseguito in tutti gli stati del mondo. Il punto 2, invece, indica come atto di antisemitismo stigmatizzare “il potere degli ebrei come comunità”. Si suppone quindi che sostenere:

“gli ebrei controllano la finanza”,

sia da oggi in poi da considerarsi manifestazione di antisemitismo.

La definizione dell’IHRA è omnicomprensiva, a tal punto che, a torto o a ragione, d’ora in poi potrà essere perseguito penalmente chiunque critichi gli ebrei o Israele. Manca soltanto che sia considerato antisemita chi non si esprime a favore degli ebrei, come del resto succedeva nell’Unione Sovietica di cent’anni fa, almeno secondo quanto ha raccontato Alexander Solgenitsin nel suo libro “Due secoli insieme”.

Da oggi condurre analisi storiche o raccontare fatti di attualità che coinvolgano gli ebrei, senza incorrere nel reato di antisemitismo, sarà davvero molto difficile. Contro ogni logica, anche le critiche a Israele o al sionismo potranno essere considerate espressione di antisemitismo.

Invitiamo quindi tutti i lettori a segnalarci discrepanze tra le nostre analisi e quelle fornite dal Ministero della Verità, di prossima costituzione, e ad indicarci libri vietati in quanto contrari alle indicazioni che giungeranno dalle varie Kommissioni istituite dal costituendo Regime contro l’Odio.

Il problema è cosa succederà con tutte le considerazioni storiche o di attualità già espresse in passato.

Sarà avviata una censura globale?
Saranno bruciati tutti i libri che contengono analisi storiche vietate?
Si processeranno tutti i blogger controcorrente o ci sarà una sanatoria globale?

Vi sembreranno cose marginali, ma per me sono cose molto importanti. Ne va della mia libertà. E penso anche della libertà dei miei discendenti, visto che le pene che hanno in mente sono plurigenerazionali (fino alla settima generazione, pare).

Mi cospargo il capo di cenere

Per quanto riguarda il passato e le cose che ho già scritto mi cospargo il capo di cenere, sperando che basti, e mi rimetto alla clemenza della Polizia Imperiale e dei Tribunali della Verità.

A mia parziale discolpa, dichiaro quanto segue:

  1. Gli ebrei morti durante l’olocausto, provocato intenzionalmente dai tedeschi, sono esattamente 6 milioni (non uno di meno). Se in passato ho espresso qualche piccolo e innocente dubbio sul numero di ebrei morti o sulle modalità con cui questa strage è avvenuta, chiedo scusa a tutti gli ebrei del Pianeta Terra e della Via Lattea.
    D’ora in poi mi atterrò alle ricostruzioni effettuate da Ely Wiesel nel suo capolavoro storico “La notte” e farò riferimento alle asettiche scene di Schindler’s List in ogni mio scritto.
  2. Non è vero che gli ebrei controllano giornali, riviste, televisioni, Hollywood, case cinematografiche, case discografiche, Facebook, Google, Twitter, Instagram, Whatsapp, Big Pharma, la pornografia online, Youtube. Sono tutte menzogne.
    In passato ho espresso qualche perplessità su questo, ma oggi mi sono ravveduto.
  3. La Tratta Atlantica e il commercio degli schiavi erano in mano a gente senza scrupoli, quasi tutti ebrei secondo la Nation of Islam e Louis Farrakhan, ma questo non vuol dire assolutamente che gli altri ebrei debbano essere colpevolizzati per questo.
  4. La maggior parte dei bolscevichi che inflissero morte e sofferenza ai cristiani russi durante il buio periodo comunista dell’Unione Sovietica erano ebrei, come sostenuto e provato con documenti inoppugnabili da Alexander Solgenitsin (noto antisemita), ma tutti gli altri ebrei, ad esempio Bela Khun e i suoi sodali, non possono essere nel modo più assoluto accusati dei crimini commessi dagli ebrei russi. Si è infatti trattato di due terrori rossi diversi. I bolscevichi ammazzavano la gente in un modo, Bela Khun in un altro. Quest’ultimo, di solito li buttava giù dal Treno della Morte mentre era in corsa.
  5. Non è assolutamente vero che gli ebrei abbiano voluto (e provocato) la prima guerra mondiale. Il fatto che al Trattato di Versailles fossero presenti oltre 500 ebrei in rappresentanza di tutti i paesi usciti vincitori del conflitto non vuol dire assolutamente nulla. Il trattato fu disastroso per l’Europa e per il mondo, ma non per colpa loro.
  6. Non è vero che gli ebrei abbiano voluto (e provocato) la seconda guerra mondiale. Il fatto che nel 1933 l’ebraismo internazionale abbia dichiarato guerra alla Germania non prova nulla. Men che meno il fatto che il 70% dei componenti il Tribunale di Norimberga fossero ebrei. Sono solo stupide illazioni, vere e proprie calunnie. Gli ebrei agivano soltanto nell’interesse dei paesi di appartenenza.
  7. Non è assolutamente vero che la finanza che sta monopolizzando e distruggendo la ricchezza del pianeta sia in mano ad una cricca di ebrei, capeggiata dai discendenti delle famiglie Rothschild, Warburg, Goldman, Sachs, Lehman, Kuhn, Sassoon, Elkann, Loeb, Shiff, Davidson, Lazare. Il fatto che la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea e quasi tutte le altre banche centrali siano controllate dai Rothschild è del tutto insignificante. Comunque, anche se fosse vero, gli altri banchieri ebrei non sono responsabili di ciò che fa quella cricca. Nessuna responsabilità hanno invece gli ebrei che non svolgono l’attività di banchiere. Alcuni potrebbero essere considerati collaborazionisti e fiancheggiatori di quel potere, ma questa è una cosa che fanno in tanti, cristiani e mussulmani compresi. Soldi sono soldi. Ovvero, pecunia non olet.
  8. Non è assolutamente vero che gli ebrei sono più fedeli a Israele che al paese in cui vivono da millenni. Prova ne è il fatto che il Mossad è il servizio segreto MENO efficiente del pianeta.
  9. I soldati israeliani sono abili piloti di droni e ottimi cecchini. E’ vero che ammazzano i palestinesi da distanza di sicurezza, coi fucili di alta precisione, ma questo non vuol dire che non soffrano mentre uccidono persone inermi o quando sono costretti a distruggere le case in cui vivono i bambini palestinesi.
  10. Le critiche ad Israele sono sempre espressione di antisemitismo, mi asterrò in futuro. Infatti, sono ormai fermamente convinto che il diritto internazionale riconosca agli israeliani il sacro santo diritto di ammazzare i manifestanti inermi o lasciarli in sedia a rotelle o distruggere le loro case. Quindi, Israele agisce nella piena legalità internazionale.
  11. Non è vero che gli ebrei dirigono la politica estera degli Stati Uniti. Gli americani hanno distrutto IRAQ, Libia, Siria e vorrebbero distruggere anche l’IRAN, ma non per fare un favore a Israele, bensì perché vogliono bene a Israele. Quindi, è solo una questione di amore, la morsa del potere ebraico non c’entra nulla.
  12. Non è assolutamente vero che…
  13. Non è assolutamente vero che…

Lascio in bianco i punti 12 e 13 così ogni lettore potrà compilarlo come meglio crede.

Per quanto riguarda il futuro, cercherò di fare attenzione a quel che scrivo, e se dovessi scrivere cose non allineate con quanto approvato dal Ministero della Verità, o commettere il reato di diffusione di verità storiche non autorizzate o comunque diverse da quelle elencate nelle leggi dello Stato o qualora dovessi riferirmi a verità storiche obsolete e dichiarate illegali dai Komitati preposti al controllo, vi prego gentilmente di avvertirmi immediatamente.

Come ben sapete, la legge non ammette l’ignoranza della legge, quindi della storia, quindi di chi furono i buoni e chi i cattivi, quindi di ciò che si può dire e ciò che non si può dire, quindi di ciò che si può pensare e ciò che non si può pensare.

La storia non si può cambiare

Ironia a parte, il problema fondamentale è che la storia lascia sempre tracce di sé e non si può cambiare.

Possiamo ingannare molti per un po’, alcuni per sempre, ma non possiamo ingannare tutti per sempre.
Abraham Lincoln

La cosa migliore da fare è affrontare la storia ed accettarla per quel che è, cercando di non commettere sempre gli stessi errori.

Per migliorare la situazione del Pianeta Terra, i più ricchi potrebbero dividere con gli altri esseri umani una parte di tutti quei miliardi di miliardi di dollari guadagnati sulla pelle degli sfruttati, resi sempre più poveri e disperati, grazie alla speculazione finanziaria ed alla predazione della ricchezza.

I ricchi potrebbero anche smettere di giocare al “chiagni e fotti.

E magari svestire gli abiti dell’agnello e indossare quelli del lupo, visto che ormai (quasi) tutti hanno capito.

Le affermazione di quest’ultimo paragrafo sono rivolte a tutti gli esseri umani, nessuno escluso, indipendentemente dalla loro razza, religione, etnia o luogo di provenienza.

La cosa buffa è che includere in questa lista gli ebrei significa incorrere nel reato di antisemitismo. Mi aspetto quindi che Noam Chomsky, Gilad Azmon e Norman Finkerlstein siano incriminati prima di me, visto che io non mi sono mai sbilanciato così tanto con le mie critiche.

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
George Orwell

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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