La finanza apolide non crea ricchezza, ma ruba quella creata dagli altri. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

La finanza apolide non crea ricchezza, ma ruba quella creata dagli altri. Alberto Rovis

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La finanza apolide globalista non crea ricchezza, ma ruba la ricchezza creata dagli altri. Ed è questa la sua caratteristica più importante.

La finanza apolide specula in borsa e in tutti i mercati del mondo, predando risparmiatori e piccoli investitori, generando caos e incertezza economica.

Lo fa da secoli, non da oggi. Si comporta sempre nello stesso identico modo, utilizzando meccanismi rodati che funzionano alla perfezione. La grande depressione innescata in tutto il mondo dal crollo della Borsa di Vienna del 1873, la grande depressione degli anni trenta, culminata nella seconda guerra mondiale, arrivata subito dopo il crollo in Borsa del 1929, sono due esempi scolpiti nella storia dell’umanità.

Gli stessi schemi sono stati utilizzati in tutti i crolli finanziari delle borse, senza alcuna eccezione. Una perfetta interazione tra psicologia e finanza, manipolazione mediatica e affari, tra collaborazionisti e potere.

La conclusione è sempre la stessa:

La finanza si arricchisce, il popolo si impoverisce.

Ed è incredibile che gli stessi identici meccanismi funzionino sempre, anche a distanza di secoli.

La forza della finanza è la rete globale

Questa predazione potrebbe essere fermata, ma la finanza riesce ad avere sempre la meglio, perché agisce in rete e a livello globale. Riesce ad impostare un perfetto gioco di squadra in cui i suoi uomini occupano tutti i posti chiave ed i suoi politici conniventi sono presenti ovunque, pronti ad agire nel loro interesse.

La finanza apolide acquista e vende senza rischio: merci, titoli, cereali, petrolio, case, terreni, eserciti, guerre, tutto ciò che ha un prezzo o genera un profitto. Interviene nell’economia, acquistando tutto l’acquistabile, purché produca redditi facili e monetizzabili subito.

I suoi settori prediletti sono armamenti, farmaci, media, intrattenimento, pornografia, gioco, vaccini, credito, banche, finanza.

Tutti settori in cui il gioco di squadra permette di guadagnare cifre immense spingendo sul condizionamento delle masse.

Il controllo dell’informazione

La finanza apolide controlla tutta la comunicazione e l’intrattenimento perché frutta denaro con la pubblicità e permette di condizionare e manipolare le masse. Controlla le banche centrali perché possono emettere cartamoneta e scatenare il meccanismo del debito infinito, le banche perché possono generare ricchezza dal nulla e danno potere, la produzione dei vaccini, perché l’obbligo vaccinale può essere promosso dai loro politici di riferimento, i social perché producono manipolazione, informazioni e reddito.

La finanza controlla i media per rendere invisibile il proprio operato. Non produce nulla. Specula, compra e vende, condiziona, paralizza.

Le guerre vanno bene perché generano ricchezza.

La finanza apolide ha finanziato migliaia di guerre, nell’antichità, nel Medioevo, in epoca moderna, ai giorni nostri.

La corruzione va bene, l’inconsistenza della classe politica va bene. Tutto il male possibile va bene. Tutti contro tutti va bene. La mediocrità dell’istruzione, la gente ignorante e inconsapevole, la sanità in frantumi, la frammentazione della famiglia, l’individualismo, il debito degli stati e dei cittadini, la litigiosità.

La finanza predatoria sguazza nel peggio che l’umanità può dare di sé stessa. Cresce e si rafforza in mezzo alla morte.

Ha bisogno del caos, della distruzione e della guerra continua.

Non conosce altro modo di arricchirsi, se non quello di predare la ricchezza degli altri.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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