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La semitofobia. George Mackenzie

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La più grande paura di massa negli Stati Uniti non è l’islamofobia. Non è l’omofobia. Non è nemmeno la xenofobia. 

È la semitofobia.

Vale a dire, la paura del potere ebraico. Nessun altro gruppo riesce a provocare tanta paura, in quasi tutta la popolazione, quanto gli ebrei. La minima impressione che qualcuno stia dicendo qualcosa di lievemente discutibile sugli ebrei causa sudori freddi, mancanza di respiro, capelli dritti, muscoli tesi e tutte le altre reazioni fisiche che rivelano l’attivazione di un tabù psico-sociale.

In realtà è un terrore represso che equivale a una specie di paralisi.

Questa paura è stata così profondamente instillata nella popolazione dai mass media di proprietà ebraica, dall’istruzione, dall’industria dell’intrattenimento, dalla propaganda governativa e da altri influencer, che è quasi universale. Alcuni possono esprimere un po ‘di “antisemitismo”, tra loro e in privato, dove si sentono relativamente sicuri, ma sono davvero pochi quelli che osano farlo pubblicamente, in luoghi in cui potrebbero essere ascoltati.

L'”antisemitismo” è stato quasi completamente soppresso dalla semitofobia.

Perfino molti gentili di orientamento conservatore, liberale e naturalmente progressista esprimono indignazione e odio per chiunque critichi anche solo vagamente gli ebrei. In realtà questi gentili hanno anch’essi paura degli ebrei, ma si trincerano dietro una virtuosa indignazione. Così si sentono più sicuri.

Una semplice domanda sulla veridicità storica dell’olocausto, come quella sollevata dal preside della scuola della Florida William Latson nel 2018 potrebbe far perdere ad una persona lavoro, reddito, famiglia, casa, libertà (Alfred e Monika Schaefer) e sanità mentale. Forse anche la sua vita. Il semplice fatto di sottolineare che un ebreo, come ad esempio Sheldon Adelson o Jeffrey Epstein, o che un’intera famiglia di ebrei, come i Sacklers, siano dietro l’epidemia di oppiacei, responsabili quindi di un’enorme miseria, crudeltà e orrore, provoca una reazione difensiva da parte di alcuni ebrei e dei loro sostenitori gentili di una tale furia da far scappare a gambe levate chiunque li critichi.

Anche il semplice fatto di sottolineare le ovvie atrocità che il governo israeliano del Likud sta infliggendo ai palestinesi indifesi nei loro territori occupati, innesca un’esplosione di furia che metterebbe chiunque con le spalle al muro.

Ci vuole un carattere forte e un profondo coraggio per superare la semitofobia, e rischiando anche un’indagine delicata. 

E forse nessun gruppo in America è più semitofobo del Congresso degli Stati Uniti.

Ricordiamo un’innocua battuta, scritta in un momento storico più onesto e innocente:

“E’ “antisemita” qualcuno che non ama gli ebrei più di quanto non sia assolutamente necessario.” (Fonte sconosciuta, risalente forse al 1939)

 

di George Mackenzie

Articolo completo: https://www.theoccidentalobserver.net

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