Prove tecniche di dittatura. Nicola Bizzi - www.altreinfo.org

Prove tecniche di dittatura. Nicola Bizzi

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Chi, per motivi anagrafici, è troppo giovane o chi non ha avuto l’opportunità di vivere nei paesi dell’Europa dell’Est ai tempi del cosiddetto “Socialismo reale” non può capire le incredibili analogie di tali realtà con la folle situazione che stiamo vivendo oggi in Italia:

  1. Controllo totale dei cittadini, dei loro spostamenti e delle loro telefonate. All’epoca non esistevano certe “applicazioni”, ma lo Stato non si faceva sfuggire niente, con l’impiego massiccio e sistematico di semplici ma efficienti metodi “tradizionali”, quali intercettazioni, pedinamenti, posti di blocco e ricorrendo ad una estesa rete di delatori. Ognuno era pronto, per paura e per evitare a sua volta di essere additato come un “nemico dello Stato”, a denunciare il proprio vicino, perfino i propri amici e familiari.
  2. Totale censura e piena omologazione della stampa e delle televisioni al pensiero unico del regime.
  3. Società fondata sulla menzogna. Falsificazione totale dei dati economici e delle statistiche. A dispetto di ogni evidenza, ciò che lo Stato afferma e comunica ai cittadini diviene verità assoluta e deve essere accettato alla stregua di un dogma di fede.
  4. Lunghe code fuori da negozi e supermercati.
  5. Assembramenti rigorosamente vietati. Vietati inoltre il diritto di sciopero e quello di manifestazione.
  6. Assenza di qualsiasi opposizione politica.
  7. Diritti civili garantiti solo sulla carta. In realtà il cittadino poteva essere soggetto a qualsiasi abuso da parte delle forze dell’ordine e dagli stessi tribunali.
  8. Divieto, o comunque forte limitazione, della celebrazione di funzioni religiose.
  9. Obbligo di speciali documenti e autorizzazioni (altro che “autocertificazioni”!) per potersi spostare da una città all’altra o da una regione all’altra.

E potrei continuare ancora a lungo… Io queste cose le ho vissute, le ho toccate con mano, le ho provate davvero sulla mia pelle.

So cosa significa essere costantemente sorvegliato. So cosa significa dover camminare con circospezione, parlare sempre a bassa voce e dover spesso scegliere strade secondarie per evitare di essere fermato dalla polizia politica. So cosa significa essere fermato e trattenuto per ore (se non per giorni) senza alcun motivo. E potrei ancora continuare a lungo… Ma c’è una differenza fondamentale: nei regimi comunisti il cittadino serviva, era considerato una indispensabile ruota dell’ingranaggio statale, e veniva in un certo qual modo tutelato proprio perché “utile”.

Oggi, come insegna Marco Della Luna, i popoli (e, di conseguenza, i semplici cittadini) per certe élite di potere sono divenuti superflui. Italiani, svegliatevi!

 

di Nicola Bizzi

Fonte: https://www.libreidee.org

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