L'arte dei putsch elettorali e mediatici. Elena Dorian - www.altreinfo.org

L’arte dei putsch elettorali e mediatici. Elena Dorian

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Negli Stati Uniti ci sono stati brogli elettorali, su questo non ci sono dubbi. Chi ha seguito la vicenda sin dall’inizio, giorno per giorno, ha potuto vedere video, relazioni tecniche, interviste, analisi riguardanti il software Dominion, confessioni giurate.

Noi lo abbiamo fatto, ed è per questo che non abbiamo dubbi.

La maggior parte della gente, però, cade oggi dalle nuvole perché la stampa italiana e mondiale quelle notizie non le ha mai date, Facebook e Twitter le hanno censurate, Youtube ha prontamente cancellato i video e sanzionato i blogger.

E’ difficile capire come sono andate le cose se non hai le informazioni giuste.

Negli Stati Uniti, quelli che pensano ci siano stati i brogli non sono soltanto i repubblicani, ma anche il 30% dei democratici. E se le notizie non fossero state censurate anche lì dai media, la percentuale sarebbe molto più alta.

Si è trattato quindi di un putsch elettorale, supportato dai media e dai social network, neanche tanto bene organizzato da un punto di vista operativo, viste le enormi prove raggiunte in poco tempo.

Oggi cercano di far passare per cospiratore Donald Trump, uno che attenta alla democrazia e vuole prendere il potere con la forza.

No, non è così. E’ l’esatto opposto. Sono i democratici che hanno organizzato il putsch e hanno preso il potere con l’inganno.

Ma senza la partecipazione attiva dei media e dei social network questo golpe elettorale non sarebbe stato possibile. Quindi, per capire chi c’è dietro basta capire chi c’è dietro a questi soggetti.

In Italia, in questi giorni, in prima serata, stiamo vedendo molti di questi piccoli sostenitori.

Sono i collaborazionisti eletti dal potere.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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