Chi governa il mondo? Proviamo a chiederlo a Rothschild, se non lo sa lui... Elena Dorian - www.altreinfo.org

Chi governa il mondo? Proviamo a chiederlo a Rothschild, se non lo sa lui… Elena Dorian

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Ci siamo occupati in questo periodo di dare una risposta alle seguenti domande: “Chi governa il mondo, chi lo controlla, chi ci comanda?. Abbiamo degli indizi, ma non delle certezze. Alcuni dicono che il mondo è governato dalla grande finanza internazionale e quindi dai Rothschild, massimi esponenti della finanza globalista e mondialista. Abbiamo intervistato Voltaire, ma non ha voluto sbilanciarsi. Abbiamo posto le stesse domande ad Orwell, ma anche lui ha preferito glissare sulle risposte. Ora proviamo a chiederlo a Mayer Amschel Rothschild, capostipite della famiglia più ricca e potente del pianeta. Speriamo almeno lui voglia dirci chi comanda il mondo, chi lo controlla e chi ci governa. Se non lo sa lui…

Mayer Amschel Rothschild, capostipite della famiglia più ricca e influente del pianeta, da secoli ormai

Mayer Amschel Rothschild, capostipite della famiglia più ricca e influente del pianeta

Elena Dorian intervista Mayer Amschel Rothschild

Buongiorno Herr Rothschild, la ringrazio per averci concesso questa intervista. E’ un onore averla con noi.

Guten Tag, Fräulein Helen. Sono felice di essere qui. Un caro saluto a tutti i lettori del vostro blog.

Da un po’ di tempo stiamo cercando di capire chi governa il mondo, lo abbiamo chiesto a Voltaire ed anche a Orwell. Adesso poniamo la stessa domanda a lei.

Voltaire e Orwell? Beh, ma loro lo sanno benissimo chi governa il mondo. Come mai non ve l’hanno detto?

Beh, a dire il vero non hanno voluto sbilanciarsi troppo, né l’uno né l’altro…

Ah, ho capito. Entrambi hanno paura di essere sepolti nel dimenticatoio della storia… Vero?

Eh, purtroppo si. Noi speriamo che lei non abbia paure di questo tipo. 

No, no, Fräulein Helen. Io non ho queste paure.

Bene, allora le faccio una prima domanda. Senza girarci troppo intorno, è vero che la sua famiglia controlla il mondo?

E chi dice questo?

Un po’ tutti, la maggior parte dei siti internet lo scrive. Anche per quella famosa frase che lei disse sul controllo del denaro…. Ricorda?

Ah, ho capito. Si, si, quella frase la ricordo bene. E’ questa:

“Datemi il controllo del denaro di una nazione e non mi interessa chi farà le sue leggi”.

Si proprio questa. Cosa voleva dire esattamente con queste parole?

Volevo dire che se io controllo il denaro di una nazione, controllo la fonte della sua ricchezza. Posso quindi generare altro denaro e con quello prendermi tutte le ricchezze materiali e immateriali che voglio, posso corrompere i suoi politici, acquistare aziende, acquisire potere economico, impadronirmi dei mezzi d’informazione, indebitare le aziende, la gente e i loro governi. Insomma, il controllo del denaro mi garantisce un potere assoluto. Per questo l’ho detto, anche per mettere in guardia i popoli e i loro governanti. Insomma, l’ho fatto a fin di bene… Nessuno deve avere il controllo del denaro, se non il popolo stesso.

Ma lei di fatto ha preso il controllo delle banche centrali di quasi tutto il mondo, Federal Reserve e Banca Centrale Europea comprese. Controlla anche la quasi totalità del sistema bancario internazionale. Insomma, allora è vero. E’ proprio lei che controlla il mondo.

Controllo tutte le banche centrali, il sistema bancario e la grande finanza perché i governi me l’hanno lasciato fare. Altrimenti non controllerei nulla, non ti pare Helen? E quindi, alla base del mio potere c’è, c’era e sempre ci sarà un semplice do ut des. Non sei d’accordo? In ogni caso, ricordati che un uomo da solo non può controllare il mondo. Troppo impegnativo. Le cose sono molto più complesse di quanto si pensi.

Ma come ha fatto a raggiungere questo grande potere Herr Rothschild, prima sulla moneta e poi sul resto?

E’ andata così. I miei nonni erano grandi lavoratori, gente che voleva vivere in pace, molto religiosi. Leggevano sempre la Bibbia, pregavano, rispettavano tutti ed erano ben voluti. Dopo tanti sacrifici avevano acquistato una bella casa ed avevano accumulato qualche piccolo risparmio perché volevano che i loro figli potessero studiare e migliorare. Erano molto buoni e onesti. Un bel giorno, siccome erano ebrei, senza altro motivo che questo, vennero spogliati della casa e di tutti i beni materiali che possedevano. Si presero il frutto di un’intera vita di lavoro. La stessa cosa era successa già in passato ad altri parenti e ad altri amici della nostra famiglia. Cose di questo genere successero ancora negli anni successivi. Pensai allora che gli ebrei non potevano avere nulla di materiale o di visibile, perché o primo o poi, con una scusa o con l’altra, gli sarebbe stata tolta.

Io sono cresciuto con la paura che questo destino sarebbe toccato anche a me e ai miei figli. La mia sensazione era che più lavoravo e più la mia famiglia era a rischio. Un controsenso, non trovi? Allora mi è venuta in mente questa idea:

“E’ inutile essere ricchi e accumulare beni materiali, o prima o poi me li toglieranno. Devo riuscire a controllare la fonte stessa della ricchezza, solo così sarò al riparo da ogni razzia”.

Col tempo ho capito che il controllo del denaro mi dava un grande potere occulto e invisibile, perché la gente non “vedeva e non capiva” qual era la mia grande ricchezza. Non so dirti per quale motivo, è un’ottusità che io stesso tuttora non capisco. La creazione del denaro mi dava un immenso potere e il mio potere diventava sempre più grande, fino a raggiungere i livelli attuali. Oggi è semplicemente immenso. Ma non è colpa mia, cara Helen. Ammetto che le cose sono un po’ degenerate e sono sfuggite al controllo della mia famiglia, ammetto che tutto questo non giova all’umanità, ma devi capire che io sono stato costretto a fare quello che ho fatto.

Ora dicono che controllo il mondo? Questo è vero in parte, ma non è questo che volevo, credimi Helen. Mi sarei accontentato di vedere morire felice mio nonno. Non avevo altre ambizioni.

Ho capito Herr Rothschild. Le confesso che non mi aspettavo questa risposta. Sono commossa

Bene, Fräulein Helen. Mi dispiace, ma adesso ho impegni molto urgenti e debbo lasciarti.

OK, Herr Rothschild, la ringrazio per il tempo che ci ha concesso.

Di nulla Helen. Un saluto a tutti i vostri lettori e Aufwiedersehen.

Grazie e a presto

PS: non so perché, ma c’è qualcosa che non mi quadra. E’ riuscito a commuovermi e a farmi piangere pur confermando di essere la persona più potente del mondo e pur ammettendo di aver anche un po’ abusato di tutto questo potere. Non so…. ci devo pensare… Devo controllare la storia di suo nonno, non mi convince. Anche se, tutto sommato, appare credibile.

 

di Elena Dorian

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