Dicono che gli stranieri delinquono come gli italiani. Ma chi sostiene questo o è un disinformato o è un disinformatore. Matteo Viviani - www.altreinfo.org

Dicono che gli stranieri delinquono come gli italiani. Ma chi sostiene questo o è un disinformato o è un disinformatore. Matteo Viviani

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Molti dei grandi giornalisti italiani, ben rappresentati in televisione e in tutti i media, sostengono che gli stranieri delinquono come gli italiani, né più né meno. Da questo punto di vista siamo quindi tutti uguali.

Sarebbe bello, ma purtroppo non è così.

Non occorre fare salti mortali per scoprirlo, basta consultare le statistiche messe a disposizione dal Ministero di Grazia e Giustizia e dal Ministero dell’Interno.

Vediamo le statistiche più recenti, datate 31 gennaio 2019. Le potete trovare qui:

Popolazione carceraria, italiani e stranieri

Prendiamo in considerazione soltanto i numeri più significativi della tabella, senza entrare nei dettagli.

Il numero complessivo di persone detenute nelle carceri italiane è 60.125, di cui 20.309 sono stranieri e 40.027 sono italiani.

Gli stranieri sono quindi il 33,78% dei detenuti.

Ora, se consideriamo che in Italia per ogni dieci italiani c’è uno straniero, se gli stranieri delinquessero come gli italiani, nelle patrie galere ci dovrebbero essere 4.000 stranieri, mentre invece ce ne sono 20.309, quindi quattro volte tanto

Questo significa che il tasso di delinquenza degli stranieri è quattro volte superiore al tasso di delinquenza degli italiani.

E questa non è certo una bella notizia. Non è nemmeno confortante sapere che ospitiamo milioni di persone, spesso bisognose di aiuto, che hanno tassi delinquenziali così elevati.

Il tasso di delinquenza in base al paese di origine

Andiamo oltre con le nostre analisi, e controlliamo altre tabelle ministeriali. Qui possiamo leggere le statistiche, datate 31 dicembre 2018, che ci indicano da dove vengono gli stranieri che sono in carcere.

Popolazione carceraria in base al paese di provenienza

La tabella del Ministero la integriamo con i dati riguardanti le statistiche degli stranieri presenti in Italia suddivisi in base al paese di provenienza, che potete trovare qui:

Composizione della popolazione straniera

Prendendo in considerazione soltanto le nazionalità più rappresentative (in Italia o in prigione) componiamo la seguente tabella.

Luogo di provenienza Percentuale stranieri Tasso di delinquenza rispetto agli stranieri Tasso di delinquenza rispetto agli italiani
In Prigione In Italia
Marocco 18,50% 8,10% 2,28 9,14
Romania 12,60% 23,20% 0,54 2,17
Albania 12,70% 8,90% 1,43 5,71
Tunisia 10,20% 1,82% 5,60 22,42
Nigeria 7,20% 2,05% 3,51 14,05
Egitto 3,00% 2,32% 1,29 5,17
Senegal 2,60% 2,06% 1,26 5,05
Gambia 2,10% 0,38% 5,53 22,11
Ucraini 1,40% 4,61% 0,30 1,21
Cina 1,20% 5,65% 0,21 0,85
India 0,80% 2,95% 0,27 1,08
Filippine 0,40% 3,26% 0,12 0,49

La tabella si legge in questo modo.

Prendiamo il caso dei nigeriani. In galera rappresentano il 7,20% degli stranieri reclusi. In Italia rappresentano il 2,05% della popolazione straniera. Delinquono 3,5 volte in più rispetto alla media degli altri stranieri (3,51=7,2:2,05) e 14,05 volte in più rispetto agli italiani (14,05=3,51 x 4).

I Filippini sono all’estremo opposto. Sono lo 0,4% dei galeotti stranieri e il 3,26% degli stranieri presenti in Italia. Delinquono molto meno degli altri stranieri (0,12) e molto meno degli stessi italiani (0,49). Si tratta quindi di una comunità molto tranquilla, come del resto anche quella cinese. Salta invece all’occhio il tasso di delinquenza dei tunisini e quello dei gambiani, ben 22 volte superiore a quello degli italiani.

I rumeni presentano un tasso di delinquenza molto meno elevato di quanto normalmente si pensa. Occorre anche considerare che tra i rumeni ci sono gruppi di nomadi, che presentano un tasso di delinquenza più elevato rispetto alla media, ma non sono classificati come gruppo a sé. In linea con le aspettative ci sono gli albanesi, ma il loro tasso di delinquenza è in diminuzione rispetto al passato.

Possiamo anche osservare le cose da un altro punto di vista. Se l’Italia fosse popolata soltanto da nigeriani, in galera ci sarebbero circa 850 mila persone. Se invece tutti gli abitanti fossero tunisini, non basterebbero 1.200.000 posti per soddisfare il fabbisogno carcerario. Ora, il tasso di delinquenza dei tunisini nel loro paese di origine è addirittura inferiore a quello degli italiani. Mentre invece qui in Italia è 22 volte superiore al nostro. Questo ci fa venire qualche dubbio sulle reali intenzioni dei tunisini che attraversano il Mediterraneo per approdare nelle nostre coste. E forse non a torto qualcuno sostiene che stiano arrivando soprattutto delinquenti.

disinformazione sul tasso di delinquenza degli stranieri

Disinformatori o disinformati?

Ora, se qualcuno dichiara in televisione che gli stranieri delinquono come gli italiani, vuol dire che rientra in una di queste categorie:

è un ignorante che non sa leggere le statistiche, oppure è un disinformato perché le statistiche non le ha mai viste, o in alternativa è un disinformatore al servizio di qualcuno.

Altre possibilità non vedo.

Non entro nell’argomento, ma proviamo a considerare gli ingenti costi sociali della delinquenza straniera (forze dell’ordine, costi giudiziari, costi di mantenimento in prigione, costi di reinserimento e mantenimento successivo). Non mi azzardo a quantificare le cifre, ma teniamo presente che un detenuto costa circa 150€ al giorno, tutto compreso.

E non abbiamo ancora considerato i costi sociali sostenuti da coloro che subiscono gli atti delinquenziali, sia italiani che stranieri.

E’ difficile pensare che una situazione del genere non generi tensione tra la popolazione e possa essere accettata senza colpo ferire. Un’ultima precisazione. Le statistiche indicate in tabella possono subire delle correzioni, derivanti da vari fattori, legati soprattutto al numero effettivo di stranieri presenti in Italia, non noto nei dettagli. Ma i dati, anche se dovessero essere modificati, non cambierebbero molto. Anzi, potrebbero anche peggiorare.

 

di Matteo Viviani

Fonte: www.altreinfo.org

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