Un criptorublo per la nuova Russia di Putin. Michele Crudelini - www.altreinfo.org

Un criptorublo per la nuova Russia di Putin. Michele Crudelini

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Una notizia che aleggiava nell’aria da tempo sembra ora essere confermata, Putin vuole una criptomoneta per la sua Russia. Diverse testate riportano come sia arrivato il via libera definitivo da parte di Vladimir Putin per avviare un progetto preliminare che possa portare alla creazione di una criptomoneta gestita dall’autorità statale russa.

La criptomoneta in grado di aggirare le sanzioni

A convincere Putin, come riportato dal Sole24Ore, sarebbe stato il suo consulente economico Sergei Glazev che avrebbe esposto al presidente russo tutti i vantaggi rispetto all’adozione di una simile valuta. In particolare sarebbe in gioco la possibilità di aggirare le sanzioni imposte dal mondo occidentale. Vediamo però nello specifico in cosa consisterebbe questo nuovo criptorublo. Su questo portale si è più volte descritto il funzionamento del sistema blockchain che sta alla base delle criptomonete. Per ricapitolare in breve tutte queste valute, bitcoin ethereum ecc., sono prodotte attraverso un sistema denominato “mining” (“estrazione”).

Si tratta di un complicato processo di calcoli algoritmici effettuato da più computer che muovono le criptomonete estratte all’interno di un sistema peer 2 peer, ovvero quello che sta alla base di una normale condivisione di file. La blockchain, che è il nome tecnico di questo sistema in grado di racchiudere le criptovalute, è in sostanza un collettore di dati in grado di registrare immediatamente qualsiasi tipo di transazione.

Il nuovo rublo non è una criptomoneta vera e propria

Le criptomonete hanno dunque due caratteristiche fondamentali: non sono emesse da un’autorità centrale ed esistono in un numero finito. Ora nel caso specifico della Russia si è parlato della creazione di un criptorublo gestito dall’autorità centrale. Vi è dunque un’importante differenza tecnica tra le criptomonete attualmente in circolazione, e lo stesso sistema blockchain, rispetto al progetto di Vladimir Putin. Il criptorublo sembra così l’equivalente del progetto “el Petro” annunciato lo scorso mese da Nicolas Maduro. In entrambi i casi si tratterebbe infatti di una valuta digitale parallela alla valuta di Stato.

A confermare ciò vi sono le stesse dichiarazioni del consulente economico di Putin, Sergei Glazev, che ha detto come la criptomoneta sarebbe in realtà “lo stesso rublo, ma con una circolazione limitata”. Rimangono dunque da chiarire alcuni aspetti tecnici riguardo l’eventuale introduzione del criptorublo. Per esempio non si sa come possa essere strutturata una blockchain sotto la giursdizione di una banca centrale e non si ancora se il valore del criptorublo potrà essere agganciato al rublo oppure a una qualche risorsa naturale (in Venezuela “el Petro” è legato alle risorse naturali).

Il criptorublo serve per eliminare le altre criptovalute

Se da una parte è ancora difficile dare un quadro descrittivo completo del criptorublo (la stessa parola cripto a questo punto risulta fuorviante) è invece più semplice comprenderne gli obiettivi. Innanzitutto vi è l’impellenza russa di riuscire ad aggirare le sanzioni occidentali e la creazione di un sistema valutario alternativo al rublo potrebbe essere una strada percorribile per ripristinare un livello di scambi internazionali soddisfacente per il Cremlino.

C’è poi un altro disegno tracciato dal Presidente russo. Lo scorso ottobre Putin aveva espresso la sua profonda preoccupazione circa l’esplosione delle criptomonete. Un sistema che poneva dei “seri rischi” e coinvolgeva “individui in attività illegali”, aveva detto Putin. Il criptorublo sarebbe così la risposta di Mosca per porre un freno a questa diffusione a macchia d’olio delle criptomonete. Il Ministro delle Comunicazioni, Nikolay Nikiforov, ha poi dichiaratoespressamente che una volta creato il criptorublo, automaticamente tutte le altre criptovalute saranno vietate. Mentre è stato poi Dmitri Medvedev, Primo Ministro russo, a parlare della necessità di una “sovranità digitale” russa.

D’altronde in Russia il bitcoin ha raggiunto una popolarità anche maggiore che in occidente e il rischio di una bolla speculativa potrebbe danneggiare tutti gli investitori russi che hanno creduto finora nelle criptomonete. Il rublo digitale sarebbe dunque la risposta di Putin per tutelare gli investitori russi e per ridare slancio al commercio internazionale di Mosca.

 

di Michele Crudelini

Fonte: occhidellaguerra.it

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