Non è colpa di Berlusconi e della sua moneta parallela se lo spread va su. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Non è colpa di Berlusconi e della sua moneta parallela se lo spread va su. Alberto Rovis

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Si legge su quifinanza.it e su altri siti e quotidiani economici:

Lo spread e Silvio Berlusconi tornano a fare capolino sulle cronache economiche agostane. Se era stata proprio la crescente e anomala differenza di rendimento fra titoli di Stato tedeschi (Bund) e italiani (Btp) a sotterrare l’ultimo governo Berlusconi, l’ex presidente del consiglio è tornato a “stimolare” lo spread stesso con le recenti uscite a proposito di una moneta parallela all’euro da inserire nel circuito economico italiano. Una boutade in realtà molto più politica che economica, che ha l’obiettivo di tenere il rapporto con la Lega anti-euro di Salvini in attesa di capire quale sarà la legge elettorale. Eppure una boutade che sembra aver inquietato i mercati.

Lo spread Bund-Btp aveva sfiorato i 210 punti a metà aprile scorso ed era tornato a superare quota duecento in giugno, prima che sfumasse la riforma elettorale e dunque la prospettiva di un voto anticipato. All’ inizio di agosto lo spread era già sceso a 150 punti. Fino a due giorni fa. Poi improvvisamente il premio di rischio sul debito di Roma è salito di circa dieci punti (0,10%) e lo spread è tornato oltre quota 170, il punto più alto da cinque settimane.

 

Insomma, si cerca di dare la colpa a Berlusconi se lo spread è “inquieto”. In realtà non è così. Ai mercati non interessa nulla del nano politico Berlusconi ormai sulla strada del tramonto. Gli speculatori, che quifinanza chiama “mercati” stanno scaldando i motori per quest’autunno, quando Draghi chiuderà il capitolo del quantitative easing e le quotazioni saranno gestite da loro.

Ci aspetta un periodo pieno di sorprese. Lo spread sarà sull’ottovolante ed anche l’Italia. Il tutto sotto la sapiente regia di una stampa collusa col potere finanziario che saprà dare la colpa al debito pubblico, alle cicale, ai vitalizi e a tutto il resto. L’unico innocente sarà il vero colpevole: l’elite finanziaria che governa l’Occidente impoverendo tutti.

Noi stiamo seguendo a ruota la Grecia, non siamo ancora pronti per essere distrutti, ma tra qualche mese lo saremo.

 

di Alberto Rovis

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