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Target 2: Antonio Maria Rinaldi lo spiega ai tedeschi

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Sabato 21 luglio scorso a pag.24 la prestigiosa testata tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dedicato un editoriale a cura di Tobias Piller sull’unione monetaria europea e in particolare sul tema dei saldi Target 2 prendendo spunto dalle teorie sostenute dall’economista Hanns-Werner Sinn ex direttore dell’Istituto IFO. Fra le opinioni a riguardo, il sottoscritto, invitato a rispondere sull’argomento, ha risposto nel seguente modo.

“Come è notorio presso la letteratura economica, le teorie di Sinn sono considerate prive di fondamento. Purtroppo sì sono diffuse presso i media e politici tedeschi, generando un grosso equivoco, che servirà solo ad inasprire inutilmente una situazione di conflittualità interna all’eurozona che non ha certo bisogno di essere alimentata. Sia chiaro: giuridicamente ed economicamente i saldi Target 2 non costituiscono crediti ne debiti in quanto solo poste contabili descrittivi di flussi di liquidità intermediati dalla BCE tra le Banche Centrali aderenti al SEBC e che dunque vengono in rilievo solo come organi interni dello stesso Sistema SEBC facente capo all’esclusivo potere di emissione monetaria della BCE secondo quanto previsto dai Trattati che la Germania si è impegnata a rispettare.

Fornisco esempio: se acquisto una autovettura tedesca in Italia e viene regolarmente pagata estinguendo l’obbligazione commerciale nell’economia reale, nel computo del Target 2 la BUBA aumenta il suo attivo. Con la tesi sostenuta da Sinn dovremo desumere che la stessa vettura dovrebbe essere pagata 2 volte!

Pertanto sempre seguendo la stessa tesi per ridurre i crediti del Target 2 tedesco bisognerebbe farsi consegnare le autovetture di produzione tedesca senza pagarle!

Se, altro esempio, un italiano deposita 1.000.000 di euro da una banca italiana in una tedesca, come stanno facendo in molti, nell’economia reale la banca tedesca è debitrice verso lo stesso cittadino italiano per lo stesso importo, ma secondo Sinn, il Target 2 registrerebbe un ulteriore credito verso l’Italia, mentre invece si tratta solo di movimenti di liquidità registrati contabilmente all’interno del Sistema europeo SEBC.

Infine, premesso che l’Italia non intende uscire dall’euro nè ora nè in futuro, se la Germania ritiene di avere un credito di diritto civile derivante dal saldo Target 2, le conviene uscire dall’eurozona e provare nel chiedere alla BCE il saldo di tale credito. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo nell’assoluta certezza che qualsiasi professore di economia delle tante eccellenti Università tedesche avrebbe potuto sostenere con facilità le stesse cose!

 

Antonio M. Rinaldi

Fonte: www.maurizioblonde.it

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