Perché non siamo la Turchia. E il crollo turco è un argomento contro il globalismo. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Perché non siamo la Turchia. E il crollo turco è un argomento contro il globalismo. Maurizio Blondet

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Sapete qual è il debito pubblico della Turchia? Il 30% sul PIL. Un paese modello secondo la dogmatica dell’ordoliberismo. E il deficit pubblico? 1.5% sul PIL.

Per i dogmatici del “Restiamo nell’euro perché noi abbiamo un debito pubblico del 130%”,  il bassissimo debito pubblico turco sarebbe stato una “garanzia contro la speculazione”, e  “l’attacco dei mercati”:

Invece la Turchia è stata travolta dalla speculazione.  E tutti i media idioti e i piddini, e gli economisti che non hanno studiato: “Ecco cosa succede   se torniamo alla nostra moneta sovrana! La lira turca si è svalutata del 30%!e si chiama lira,  come la nostra!”.

Hanno  pensato davvero così, certi direttori di giornali.

Perché la moneta turca si chiama “lira”. L’assonanza, non gli studi economici monetari, li hanno indotti a strombazzare che se anche noi tornassimo alla lira (italiana) i mercati ci attaccherebbero.

Ma sapete dove la Turchia era attaccabile dai “mercati” (ossia da quelli che le hanno prestato denaro?). Dal deficit commerciale. Attenzione: non il deficit pubblico, che è bassissimo. Il deficit commeciale: la Turchia importa troppo,  da troppi anni, costantemente, a credito.

Turchia eccesso di importazioni commerciali. Spende soldi che non ha per comprare auto (tedesche) eccetera. A credito. Con soldi prestati da banche spagnole, francesi, tedesche,italiane.

L’Italia invece è in attivo commerciale:

Siccome i disegnini e i grafici gli ignoranti non li capiscono, riporto fra frase (esasperata) del senatore Claudio Borghi

MA SVEGLIA!!! Siamo in SURPLUS!!! Lo capisce? Già oggi gli altri depositano nelle nostre casse per comprare i nostri prodotti PIU’ MONETE STRANIERE DI QUANTE NE SPENDIAMO PER COMPRARE QUELLO CHE CI SERVE. E’ il CONTRARIO della Turchia. SVEGLIA!!!

E’ una  differenza fondamentale. Vuol dire che – grazie ai nostri esportatori – noi non ci indebitiamo con le banche estere per  comprare   all’estero auto, telefonini, eccetera.

Adesso sono queste banche estere che corrono  all’uscita, sono loro “i mercati” che, avendo idiotamente prestato ai turchi, adesso scappano – e fanno crollare la lira turca.

E sapete quali sono le banche più esposte?

La banche estere più esposte al crollo della moneta turca: al primo posto le spagnole (BBVA) poi le francesi. Per l’Italia, Unicredit.

Adesso sono problemi pere le banche spagnole e francesi, anzitutto. Vedrete che fra poco, Macron chiederà un aiutino alla UE – che chiuda un occhio sui suoi sforamenti. Perché deve fare un salvataggio di stato delle sue banche incaute.

La Spagna è esposta per oltre 82 miliardi con la Turchia, la Franmcia per 38…. Idiozia.

Ma noi ci domandiamo: com’è che le banche spagnole – specie il Banco de Bilbao, Vizvaya e Argentaria, hanno tanti soldi? Tantissimi, nonostante che la Spagna nella morsa dell’austerità non stia affatto bene?

Semplice risposta: le banche spagnole hanno i soldi del Quantitative Easing (la “stampa” della BCE di Mario Draghi), miliardi a tasso zero. E invece di investirli in Spagna,li hanno prestati ai turchi per comparsi i telefonini e le auto. E perché? Perché lì ricavavano interessi più alti. Nel loro gergo: “Un impiego più remunerativo”. Hanno prestato a un paesee governato da un dittatore, impegnato in avventure belliche, dove lo stato di diritto arretra, soldi stampati dal nulla per la economia europea.  E ovviamente, Draghi (la BCE) non ci ha trovato nulla da eccepire.

Lo stesso le banche francesi. Meno, le italiane. Adesso tutte le banche sono nei guai, è il famigerato “effetto contagio” che rischia di far crollare tutto il sistema – ma perché? perché il sistema è “interdipendente”, un problema là contagia anche qui. In realtà, il crollo turco è un argomento contro la globalizzazione e a favore delle economie nazionali, più possibile autosufficienti. Non c’è alcun bisogno di esportare capitali ai turchi, quando si possono (devono) usare all’interno per la propria economia. Questa globalizzazione alla ricerca di profitti finanziar rende tutte le economie fragili ed esposte non solo ai prpri fallimenti, ma a quelli esteri.

Ma naturalmente tutta questa spiegazione  è inutile: i telegiornali tutti PD,  ripeteranno per   terrorizzarci: “Ecco cosa capiterà a noi, se questo governo esce dalll’euro”.  Senza i media in mano, questo governo “è esposto” alle menzogne  e non può spiegare la realtà.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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1 Response

  1. giovanni mantovani ha detto:

    MAURIZIO BLONDET dice che il sovranismo è il toccasana per la crisi,ma invece ormai tutti i paesi sono globalizzati le economie sono interconnesse :nessun paese può fare dasolo ormai è globalizzato

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